Sindaco cicerone per S. Zita tra storia e leggenda – Ft foto

Un cicerone di eccezione per Santa Zita a Lucca. È il sindaco Alessandro Tambellini che questa mattina (27 aprile) alle 11 in piazza San Frediano ha atteso turisti e residenti per esporre la storia della santa di cui oggi è la ricorrenza e in cui onore la città si addobba ogni anno di fiori e piante. Il sindaco, accompagnato dall’assessore alle attività produttive Valentina Mercanti e da una figurante che rappresentava la santa ha così raccontato in maniera coinvolgente la storia della santa le cui spoglie sono conservate nella basilica di San Frediano.

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Confortata dalla bellissima giornata di sole Lucca ha offerto ancora una volta una bellissima immagine della sua storia e del suo passato con la giovanissima Nina Remafedi nelle vesti della santa dei poveri che ha indossato un abito creato dall’atelier Ricci. E il sindaco ci ha messo del suo, arrivando anche a parlare di come Lucca appare nella Divina commedia di Dante, attraverso personaggi non proprio mirabili ma – ha scherzato – “per Pisa andava anche peggio”.
Partendo da piazza San Frediano il tour ha toccato l’Anfiteatro, l’oratorio di Santa Zita, via Santa Zita, palazzo Sani in via Fillungo dove erano esposte le tavole a fumetti di Riccardo Pieruccini con l’organizzazione della associazione Città Matita di Rugiada Salom e la collaborazione di Pacini Fazzi Editore. L’iniziativa  ha riscosso un notevole successo attirando la curiosità dei lucchesi e dei numerosi turisti che per tutta la giornata hanno affollato il centro cittadino. Poi il percorso ha toccato via Fontana, palazzo Fatinelli, il Pozzo e c’è stato il rientro nella Basilica di San Frediano. La visita è stata ripetuta anche nel pomeriggio.
“Fin da giovane – ha raccontato il sindaco durante la visita – la sua personalità dimessa, disponibile ed improntata ad una grande carità destava perplessità in chi le stava intorno. Già all’età di dieci anni veniva impiegata dalla famiglia Fatinelli, stupendo tutti per la sua volontà di dedicarsi agli altri e per la sua devozione. Era – rammenta Tambellini – un’epoca di grande povertà: proprio a questo contesto si legano i suoi miracoli più noti”.
Tra tutti spicca quello relativo a quei fiori che anche oggi la rendono così nota: durante una grave carestia Zita raccolse nel suo grembiule tutti i pezzi di pane che aveva trovato in casa per donarli ai poveri, ma quando venne fermata sulla soglia dal padrone al posto del pane comparvero dei fiori. Allontanatasi, riuscì a portare il cibo ai bisognosi.
Un altro miracolo noto, specialmente per la sua assonanza con quello compiuto da Gesù durante le nozze di Cana, fu la trasformazione dell’acqua di un pozzo in vino, da offrire ad un pellegrino che era di passaggio a Lucca. Non meno importanti il miracolo relativo alle fave secche – donate ai poveri attingendo da un recipiente che non si esauriva mai – e quello del “mantello”: la santa donò una pelliccia ad un mendicante che moriva di freddo e che, in realtà, si rivelò un angelo mandato direttamente dal paradiso.
“Il culto di Zita fu dapprima locale – spiega Tambellini – e poi venne ufficializzato dalla chiesa, ma soltanto nel 1697. Lucca la riconobbe santa molti secoli prima, nel 1278, a dieci anni esatti dalla sua morte, avvenuta il 27 aprile”. Il sindaco ricorda anche come la santa venga citata incidentalmente da Dante nel 21esimo canto dell’Inferno, quando il poeta parla di Bonturo Dati, definendolo uno degli degli anziani di santa Zita. “Dante parla di Lucca citando anche Alessio Interminelli, adulatore sommerso nello sterco. Non sono due immagini lusinghiere della città, già da allora particolarmente dedita ai soldi, ma non dimentichiamo che a Pisa – sorride – andava anche peggio”.
Ad ogni sosta ai presenti è stato donato un fiore della tradizione della Santa che al termine del percorso sono stati poi deposti davanti all’urna con le spoglie di Zita all’interno di San Frediano.
Nella mattinata anche i riconoscimenti alle aziende presenti in Anfiteatro e partecipanti al concorso indetto dalla Camera di Commercio premiati dal sindaco Tambellini, dall’assessore Valentina Mercanti, dal presidente della Camera di Commercio Giorgio Bartoli, dal consigliere provinciale Lucio Pagliaro, da Matteo Pomini e dalla rappresentante dell’Unicef di Lucca. Primo premio per Anfass Agricola Carraia, al secondo posto il vivaio La Casina di Lorenzo e terzo classificato Florservice Cactus Lago Maggiore di Renzo Marconi.

Paolo Lazzari

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