Sting infiamma la piazza e chiude il Summer 2019 foto

Non poteva esserci conclusione migliore per l’edizione 2019 del Lucca Summer Festival, un’edizione extra lusso con ben 18 concerti e la presenza dei veri e propri giganti della musica come, solo per citarne alcuni, i Toto, i Take That, Francesco De Gregori, Eros Ramazzotti, passando per i concerti di addio di Ennio Morricone ed Elton John.
Questa sera (29 luglio) a far calare il sipario sul palco di piazza Napoleone c’era uno dei cantanti e musicisti più talentuosi di sempre: Sting. Per il suo Sting: my songs tour, l’ex leader dei Police ha riservato ai fan una scaletta ricca dei più grandi successi della sua prolifica carriara, sia insieme alla band che lo ha reso famoso, sia come solista. Una carriera costellata per altro da ben 16 grammy awards e quattro candidature all’Oscar come Miglior canzone. Il concerto è stato dedicato al prefetto di Lucca Leopoldo Falco, prematuramente scomparso nella notte tra sabato e domenica.

Sting è uno dei maggiori esponenti della “musica leggera” mondiale. Cantautore, polistrumentista (ma tutti lo associano ovviamente al suo inseparabile basso) oltre che attore, nella sua lunga carriera ha scritto e interpretato brani variando tra i generi più diversi, dal rock al jazz, dal punk al reggae (sonorità tipiche del repertorio dei Police), fino alla musica classica.
Sting è, per altro, un grande amante della Toscana: infatti possiede da diversi anni la tenuta Il Palagio sulle colline a sud di Firenze, dove spesso i più fortunati hanno avuto l’opportunità di vederlo cantare dal vivo in piccoli concerti improvvisati. Inoltre, nel 2009, partecipò al Concerto per Viareggio organizzato da Zucchero. È un attivista per i diritti umani e ambientali ed in patria è un fiero oppositore della Brexit. Insomma, un grande artista a tutto tondo che se anche non richiama più le masse come ai tempi dei Police, ha ancora molto da dire agli amanti della buona musica.
Le attese dei fan vengono infatti subito ripagate: Sting saluta i propri fan in perfetto italiano e impegna la chitarra per una versione acustica di Roxanne da togliere il fiato, prologo di una grande serata. Si prosegue grande stile con Message in a bottle, uno dei brani più famosi e amati dei Police. Si prosegue poi con due dei brani di maggior successo della carriera solista del cantante: If I ever lose my faith to you da Ten Summoner’s Tales del 1993, seguita dalla raffinatissima Englishman in New York del 1987. Si torna poi ancora più indietro nel tempo, fino al 1985 con la “funkeggiante” If you love somebody set them free, primo brano pubblicato da Sting come solista. Si torna poi all’era Police con Every little thing she does is magic, accolta con grande calore dalla pizza.
In scaletta viene dedicato ampio spazio ai principali momenti della carriera solista del cantante britannico: prima Brand new day (dall’album omonimo del 1999), Seven days (da Ten Summoner’s Tales) dove la band sul palco mostra tutta la propria capacità ritmica, e la splendida Fields of gold (sempre da Ten Summoner’s Tales). C’è spazio anche per l’RnB con Waiting for the break of day, brano del 2018 scritto insieme a Shaggy. I ritmi poi rallentano e i volumi si abbassano per la splendida Shape of my heart, ballad del 1993. Ci si avvia verso il gran finale con un tris di brani tratti dal repertorio dei Police: Wrapped around your finger, dove già si vede la mano dello Sting solista, la meravigliosa Walking on the moon, uno dei capolavori della band intervallata da una citazione di Get up stand up di Bob Marley, e la movimentata So lonely. Ancora un passaggio dalla carriera solista di Sting con Desert rose, dalle sonorità orientali, prima del gran finale affidato ad un altro cavallo di battaglia dei Police: Every breath you take cantata s squarciagola da tutta la piazza. Il cantante a questo punto lascia il palco di fronte ad una vera e propria standing ovation con il pubblico entusiasta che lo richiama per l’immancabile bis.
Sting e soci allora tornano ad imbracciare gli strumenti per regalare al pubblico altri tre brani: prima King of pain, seguita da Next to you. Conclusione affidata ad una versione acustica di Russians da pelle d’oca e alla struggente Fragile dove Sting emoziona ancora una volta il pubblico anche con la chitarra oltre che con la voce. La conclusione perfetta su cui cala il sipario del concerto e di questa edizione di un Lucca Summer Festival di livello altissimo.

Le foto di Andrea Simi

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.