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Brinzi racconta in S. Girolamo la strage di S. Anna foto

Ich war da – Io ero la. Questo il titolo del nuovo spettacolo che vedrà protagonista Marco Brinzi in programma per venerdì (20 settembre) alle 21 al teatro San Girolamo. Il celebre attore lucchese con questo spettacolo torna ad occuparsi dei temi legati al nazi-fascismo con uno spettacolo dedicato alla strage di Sant’Anna di Stazzema. Uno spettacolo dai contenuti molto forti ma che Brinzi ha voluto realizzare, come per una sorta di “dovere civico”, per restituire giustizia alle vittime e ai familiari di quel drammatico giorno che costò la vita a 560 persone.

Lo spettacolo è stato ideato da Marco Brinzi, che ha anche curato gli aspetti legati alla ricerca storica, ed è stato sostenuto dai Comuni di Lucca e di Stazzema, oltre che dal Parco della pace. L’iniziativa rientra all’interno delle celebrazioni per il 75esimo anniversario della liberazione di Lucca dal gioco nazi-fascista.
Lo spettacolo, che porterà in scena anche alcune fotografie tratte dal catologo 12 agosto 1944 – I bambini ricordano di Oliviero Toscani, vede un ipotetico dialogo tra un giornalista e uno degli autori della strage. Brinzi, nelle vesti del massacratore nazista, compirà un esercizio di memoria, attraverso cui riflettere su come un evento del passato possa lasciare tracce nel presente. Accanto a lui sul palco ci sarà l’attrice Caterina Simonelli, che indosserà i panni di un’eroina alla ricerca di una profonda giustizia, quella che dia una degna sepoltura ai suoi cari e al suo passato.
“Ci sarebbero molte cose da dire su questo spettacolo – dice Marco Brinzi -. Ma voglio iniziare ringraziando la mia partner sul palco, Caterina Simonelli. La storia è molto forte e durante lo spettacolo siamo come due pugili che si affrontano, ognuno raccontando la propria verità. La ringrazio perché ho trovato subito grande disponibilità da parte sua”.
“Quando ho letto il testo la sensazione che ho provato è stata di rabbia e indignazione per una strage che ancora oggi, in effetti, non ha un colpevole – ha aggiunto l’attrice di origini versiliesi -. È uno spettacolo che non ha niente di retorico: è una piccola storia che si inserisce all’interno di una storia più grande. Il teatro ci da la possibilità di raccontare queste storie e per questo ha anche una funzione civile e sociale, per questo ci piacerebbe poterlo fare anche nelle scuole. I giovani desiderano essere coinvolti, non è vero che non hanno interessi: basti pensare che l’attenzione sull’emergenza climatica è stata posta da una ragazzina di 16 anni”.
Con questo spettacolo Brinzi prosegue un percorso già iniziato due anni fa con Autobiografia di un picchiatore fascista. Perché questa scelta? “Non credo di fare propaganda politica raccontando un fatto storico realmente accaduto sul territorio. Lo faccio affinché la memoria non si perda e perché anche le nuove generazioni che non hanno avuto testimonianze dirette sappiano cos’è accaduto – ha spiegato l’attore -. Mio nonno ha fatto la guerra ed ha perso la vista in Jugoslavia. È tornato a casa con altri commilitoni toscani seguendo le linee ferroviarie. Si era innamorato di una ragazza conosciuta a Verona e, finita la guerra, si sono sposati e hanno vissuto insieme per tutta la vita. Quando lei morì, lui cominciò ad avere attichi di demenza senile: non capiva perché lei non c’era e non ricordava come avesse perso la vista. Ho deciso di fare questi spettacoli per lui: perché questa memoria non si perda e perché tutti noi non cadiamo vittime di un’amnesia collettiva”.
“La strage di Sant’Anna di Stazzema è una delle più pesanti che siano state fatte e segna la distruzione di un intero territorio – ha aggiunto l’assessora alla memoria storica Ilaria Vietina -. Gli storici sono concordi su questo punto: l’esercito nazista aveva deciso di fare guerra anche ai civili. C’è stato però fino a pochi anni fa un grosso problema legato alla memoria di quello che è avvenuto. Il territorio stesso non è riuscito a fare i conti con questo terribile passato. Solo negli ultimi anni si è ripreso a parlarne. Per questo motivo è importante questo spettacolo: perché ci aiuta a ricordare e a fare luce su quanto è successo”.
Lo spettacolo è a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili. Sarà possibile andare a ritirare i biglietti già dal pomeriggio di venerdì 20 alla biglietteria del Teatro del Giglio, in orario 15-18 oppure direttamente al San Girolamo a partire dalle 20. La visione dello spettacolo è sconsigliata a un pubblico di età inferiore a 14 anni.

 

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