“Sao ko”, spettacolo al Foro Boario

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“Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte sancti Benedicti”. E’ questo il titolo dello spettacolo che andrà in scena domenica (24 novembre) alle 18,30 al Foro Boario, su progetto e regia di Francesco Burroni.

Siamo nel marzo del 960 e questa testimonianza, resa davanti ad un tribunale di Capua e trascritta in volgare, è il primo documento ufficiale della nascente lingua italiana. Inizia da
qui un viaggio nei classici della poesia italiana che a scuola abbiamo studiato e forse a volte anche un po’ odiato, non per colpa dei poeti ma magari di qualche professore che ci ha obbligato a mandare a memoria il testo o ad analizzare scrupolosamente il contenuto facendoci perdere spesso il gusto della poesia vera e propria.
Lo spettacolo nasce invece con il dichiarato intento di far rinnamorare il lettore della poesia e in particolare della poesia formale, di quella cioè che, prima dell’avvento del verso libero, ha utilizzato leggi e strutture più rigide e complesse fatte di schemi, metrica, regole ecc…
Oggi qualcuno potrebbe pensare che il verso libero consenta maggiormente al poeta di esprimere la sua anima più profonda e irrazionale, e che le regole formali siano ormai solo
un pesante e obsoleto retaggio del passato dal quale ci si è finalmente liberati.

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