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Weekend al Giglio con ‘Falstaff e il suo servo’

Franco Branciaroli e Massimo De Francovich sono protagonisti di Falstaff e il suo servo, spettacolo da Shakespeare di Nicola Fano e Antonio Calenda (anche regista), in scena al Teatro del Giglio dal 15 al 17 novembre come secondo, attesissimo titolo della stagione di prosa 2019-2020 (frutto del legame artistico ed economico del Giglio con Fondazione Toscana Spettacolo onlus).

Con Branciaroli e De Francovich, nel cast di questa pièce originale che ripercorre gli ultimi giorni di vita di Falstaff evocando tutte le sue avventure, sono Valentina Violo, Valentina D’Andrea, Alessio Esposito e Matteo Baronchelli, per dar vita a un teatro nel teatro nel quale il servo (De Francovich) assume il ruolo di regista demiurgo e Falstaff (Branciaroli) quello di eroe tragicomico.
Ne viene fuori un catalogo delle beffe subìte dal personaggio fino all’epilogo drammatico: la rottura con l’amico/allievo di sempre Enrico e l’abbandono in solitudine, lontano da quella guerra di Agincourt dove tutti gli altri – non lui – conquisteranno gloria eterna. Naturalmente, in questa cavalcata nella propria vita, Falstaff avrà accanto i sodali che Shakespeare gli aveva assegnato: le comari di Windsor, l’Ostessa, ma anche i compagni di bevute Bardolph e Francis… Anzi, saranno proprio loro a issarlo su un grande cavallo dal quale egli cadrà definitivamente nella polvere, assecondando il piano terribile del Servo che, grazie a lui, cercherà di trasformarsi definitivamente in un padrone.
“Falstaff – scrivono Fano e Calenda nelle loro note allo spettacolo – è un personaggio unico nel canone shakespeariano: è un uomo disperatamente innamorato della quantità della vita. Il mondo e il teatro di Shakespeare sono pieni di geniali ragionatori (foss’anche amanti profittatori o torbidi politici o paladini incerti della solitudine) o di virtuosi pensatori (e soprattutto virtuose pensatrici): Falstaff no. Falstaff non è nulla di tutto questo: è un uomo che antepone la vita da vivere a qualunque ragione; e tutto in lui diventa funzionale alla prossima avventura. Che è come dire la prossima vita. In lui, infatti, Shakespeare ha messo il germe di quegli uomini che non si fermano mai a pensare e che mentre – poniamo – corteggiano una donna, già pensano al bottino di carni o di denari da sgraffignare domani. Un personaggio unico, dunque. E attualissimo: come non pensare, seguendo le sue smanie, alla frenesia dell’uomo iperconnesso che vive contemporaneamente mille vite (vere o virtuali) pur di dimostrare a se stesso che esiste? Ecco, così noi abbiamo immaginato Falstaff: come l’antieroe di tutti i più grandi personaggi di Shakespeare. Se la modernità di Shakespeare è nella rappresentazione del dubbio, dell’imperfezione consapevole dell’individuo (quella di cui Amleto e Iago forniscono due filosofie gemelle ancorché opposte), la sua postmodernità è nel grassone che twitta per essere. Da qui a cedere alla tentazione di mettere questi due antagonisti shakespeariani a confronto, il passo è stato breve. E così è nato un copione che collaziona battute (e concezioni di vita) provenienti da molti angoli del canone shakespeariano dentro a una trama tratta dai quattro testi che, direttamente o meno, Shakespeare dedicò alla sua creazione più atipica. Ossia le due parti di Enrico IV, poi Enrico V e naturalmente Le allegre comari di Windsor. Ma perché – direte voi – confezionare un copione con battute raccolte qui e là dal Canone e non mettere in scena direttamente l’originale? La risposta è semplice e insegue un’ipotesi critica (perché questo spettacolo è innanzitutto un divertimento intorno a Shakespeare): solo mettendo a confronto Iago e Falstaff, Amleto e Falstaff, Jacques e Falstaff si può arrivare, oggi, a cogliere la contemporaneità di quella maschera di pancione che si occupa solamente di riempire il mondo di se stesso”. 
Incontro con il pubblico Franco Branciaroli, Massimo De Francovich e la Compagnia dello spettacolo Falstaff e il suo servo incontreranno il pubblico sabato (alle 18  – ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento posti) nell’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca (piazza San Martino). Il progetto, giunto al suo quarto anno consecutivo, è frutto della collaborazione tra Teatro del Giglio, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Fondazione Lucca sviluppo e Fondazione Toscana Spettacolo onlus. In calendario, incontri e confronti tra gli attori e il pubblico su tematiche inerenti allo spettacolo e alla professione dell’attore nelle sue molteplici sfaccettature: emozione, conflitto, linguaggio, tecniche attoriali.
Laboratorio per bambini dai 5 ai 10 anni Il primo laboratorio del progetto Benvenuti a teatro – nato dall’intesa tra Comune di Lucca e teatro del Giglio – sarà tenuto da Gianni Colombo in contemporanea con lo spettacolo domenicale Falstaff e il suo servo. Per iscriversi i propri bambini, è necessario recarsi alla biglietteria del teatro in orario di apertura al pubblico. La partecipazione al laboratorio è gratuita per i figli degli abbonati alla stagione di prosa 2019-2020, mentre chi è in possesso di biglietto per lo spettacolo potrà iscrivere il proprio figlio pagando 5 euro. 
Biglietti da 8 a 30 euro. Informazioni su www.teatrodelgiglio.it, acquisti alla biglietteria del teatro del Giglio (dal mercoledì al sabato con orario 10,30-13 e 15-18 e un’ora prima di ogni rappresentazione).

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