Tutto il Novecento dell’arte a Lucca in una mostra foto

A palazzo delle Esposizioni saranno esposte le opere di Giuseppe Ardinghi e Mari Di Vecchio

Un percorso di novanta opere che racconta Lucca tra gli anni Trenta e il secondo dopoguerra del secolo scorso, riletta dallo sguardo artistico di una coppia di pittori: Giuseppe Ardinghi e Marianna di Vecchio. Una vita insieme dedicata all’arte, come si legge nel catalogo della mostra edito da Maria Pacini Fazzi Editore: “Una stanza divisa solo da una tenda: da una parte lui, che era solito sbirciare e criticare l’opera in fieri di lei, dall’altra lei, che lo lasciava criticare e tirava innanzi fino a quando apriva la tenda e chiedeva Ti piace? E godeva nel sentirsi rispondere Si è bello!”.

Si inaugura sabato (14 dicembre), alle 17, a palazzo delle Esposizioni della Fondazione Bml di Lucca, la mostra Giuseppe Ardinghi e Marianna Di Vecchio. L’ambiente artistico del 900 a Lucca, a cura di Alessandra Trabucchi. “L’esposizione – dice la curatrice Trabucchi – racconta il periodo in cui una serie di artisti e scrittori, nati intorno al 1910, trovano nello storico Caffè di Simo, un luogo di incontro e di aggregazione. Mi riferisco a Guglielmo Petroni, Romeo Giovannini, Giuseppe Ardinghi, Mari di Vecchio, Arrigo Benedetti, Gaetano Scapecchi, Leone Lorenzetti, Domenico Lazzareschi e Mario Tobino“, conclude.

La mostra e gli incontri correlati di approfondimento sono stati presentati stamani (12 dicembre), a palazzo delle Esposizioni della Fondazione Bml, dal presidente della Fondazione, Oriano Landucci, il presidente di Lucca Sviluppo, Alberto Del Carlo, Alessandra Trabucchi, la curatrice e il curatore degli incontri, Giovanni Ricci.

Omaggio alla cultura, come sottolinea il presidente Landucci: “La cultura è ormai una necessità per la nostra epoca. siamo orgogliosi di ospitare una percorso nato proprio per diffondere la cultura della città e i suoi insegnamenti”.

Nell’ambito dell’esposizione, che durerà fino al 26 gennaio, una serie di incontri di approfondimento aperti a tutti, che si terranno ogni mercoledì, a cura di Giovanni Ricci che ne ha esposto il calendario: “Mercoledì (18 dicembre), alle 17,30, Caffè di Simo tra fine 800 e primi del 900, a cura di con Umberto Sereni; l’8 gennaio, alle 17,30, Romeo Giovannini e Guglielmo Petroni, a cura di Daniela Marcheschi e Giovanni Ricci; il 15 gennaio, ale 17,30, Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti, a cura di Carla Sodini e Alberto Marchi; il 16 gennaio alle 17,30, Ardinghi giornalista e critico d’arte, a cura di Alessandra Trabucchi; il 22 gennaio, alle 17,30, Mario Tobino, a cura di Isabella Tobino e Marco Vanelli. Per finire, il 22 gennaio, alle 21, il concerto del pianista Bruno Canino e del violinista Paolo Ardinghi“.

In mostra disegni, quadri, sculture, accompagnate da brani letterari in grado di trasmettere al visitatore e ai personaggi, le atmosfere di quel periodo. “La presenza di documenti d’epoca – spiega ancora la curatrice Trabucchi – mostrerà la comunanza di intenti e la solidarietà fra questi diversi artisti. L’obiettivo è restituire un ruolo al novecento lucchese, periodo dove si sono formati coloro che sono poi diventati grandi intellettuali italiani”, conclude.

“Insieme al presidente Landucci – ha detto Alberto Del Carlo, presidente della Fondazione Lucca Sviluppo – abbiamo scritto l’introduzione al catalogo della mostra, edito da Maria Pacini Fazzi Editore. La vita di questi due pittori fu dedicata all’amore e all’amore per l’arte. Erano i più importanti spettatori e critici della loro produzione. Ringrazio tutti gli organizzatori della mostra e, soprattutto, i familiari di Giuseppe Ardinghi e Mari Di Vecchio che ci hanno permesso di conoscere nell’intimo i due artisti”.

L’esposizione è organizzata dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e la Fondazione Lucca Sviluppo, in collaborazione con il Polo museale lucchese e Il Comune di Lucca. Sono previste visite guidate mercoledì (18 dicembre), mercoledì 8 gennaio, mercoledì 15 gennaio e mercoledì 22 gennaio alle 15,30.

La mostra è a ingresso libero, aperta dal martedì alla domenica dalle 15,30 alle 19,30.

Gli artisti. Giuseppe Ardinghi nasce a Lucca l’8 agosto 1907  e dopo gli studi all’istituto d’Arte di Lucca frequenta l’accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 1926 conclude gli studi a Roma. Tornato a vivere a Lucca, frequenta il gruppo di giovani artisti e intellettuali che si ritrovano quotidianamente al Caffè Di Simo (già Caselli), fra i quali Arrigo Benedetti, Guglielmo Petroni, Leone Lorenzetti, Gaetano Scapecchi, Domenico Lazzareschi e, dal 1928, Marianna Di Vecchio (chiamata Mari dagli amici), che nel 1933 diventerà sua moglie. Dopo il matrimonio la coppia si trasferisce a Firenze, dove frequenta l’ambiente di Carena. Con la nascita del figlio Antonio nel 1934, si trasferiscono a Le Focette, in Versilia. Qui inizia a frequentare gli ambienti intorno ad Enrico Pea, insieme a Mario Tobino, Luca Ghiselli, Mario Marcucci, pittore da lui molto ammirato. Nel 1937 ottiene il Diploma medaglia d’oro all’Esposizione universale di Parigi per il dipinto La madre (1933) e si dedica all’insegnamento, prima a La Spezia, quindi a Viareggio. Conclusa la guerra, a cui partecipa come ufficiale nell’Artiglieria Marittima, torna a Lucca, dove riprende a insegnare all‘istituto d’arte Passaglia e a dipingere; tuttavia, i mutamenti dei linguaggi stilistici e le ricerche informali e astratte non lo coinvolgono ed egli diminuisce l’attività espositiva (si ricordano le mostre lucchesi: collettiva Galleria La Piramide, 1966, collettiva Arte a Lucca 1900-1945, 1978, personale al Caffè Di Simo,1989, personale al Museo Nazionale di Villa Guinigi, 2005). Nel 1951 e nel 1970, assume due importanti compiti: la realizzazione delle nuove vetrate per la Cattedrale di Lucca e per la chiesa di Segromigno in Piano, cui seguiranno, nel 1980, le vetrate nella cappella delle Dorotee di Lucca, quelle per la Parrocchiale di Collodi ed infine quella per la cappella Chisci, nel cimitero di Pratovecchio, in Casentino. Nel frattempo si dedica con passione allo studio dell’arte medievale e rinascimentale lucchese, pubblica numerosi interventi sull’arte a Lucca, dal Medioevo al Rinascimento e alcune problematiche riguardanti restauri e decoro urbano, pubblicati, tra gli altri, su La Provincia di Lucca, Rassegna Lucchese, Erba d’Arno. Muore a Lucca il 5 ottobre 2007.

Marianna Di Vecchio nasce a San Ginese di Compito (Lucca), il 2 dicembre del 1900, da una famiglia di antico lignaggio. Come la madre e la sorella maggiore Giorgina, inizia a manifestare fin da giovanissima una forte vocazione artistica e sceglie di frequentare il locale Istituto di Belle Arti, dove fu allieva del pittore Michele Marcucci. Ottenuto il diploma, nella seconda metà degli anni Venti, frequenta come esterna le lezioni di Ennio Pozzi, aiuto di Felice Carena all’Accademia fiorentina di Belle Arti, dove nel 1928 conosce Giuseppe Ardinghi, suo futuro marito. Partecipa al clima novecentesco della Toscana anni Trenta con decisa personalità, pur indirizzandosi ad una tematica prevalentemente legata al paesaggio e alla natura morta, risolti entrambi con vivacità di tratto e sapienza coloristica. Nel 1931, in occasione di una collettiva di artisti lucchesi a Milano, presso l’omonima Galleria, riceve le lodi di Carlo Carrà documentante con una recensione su L’Ambrosiano. Nel 1933 Marianna (chiamata Mari dagli amici), presenta quattro dipinti ad Amsterdam in occasione della prima rassegna dell’International federation of business and professional Women e nello stesso anno sposa Giuseppe Ardinghi, con cui si trasferisce a Le Focette, in Versilia. In quegli anni espone in due edizioni della Biennale di Venezia (1936; 1940) e in varie mostre personali: nel 1941 a Lucca, l’anno successivo a Viareggio, e Firenze presso la galleria Il Ponte. Nel 1937 partecipa alla grande mostra organizzata da Les Femmes Artistes d’Europe, nella prestigiosa sede del Jeu de Paume a Parigi. Nel secondo dopoguerra fa ritorno a Lucca e decide di dedicarsi all’insegnamento. A parte alcune sporadiche presenze in occasione di importanti mostre locali (Galleria La Piramide,1966 e Arte a Lucca 1900-1945, 1978), diminuisce progressivamente l’attività espositiva, ma non l’interesse per i fatti artistici. Muore a Lucca il 20 ottobre del 1994.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.