I sogni? Marsili svela i loro segreti

Antidoto all'infelicità o strada per la conoscenza di sé?

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I sogni. Materiale irrazionale, sedimento disordinato della vita diurna, sempre considerata come la sola vera, o dati illuminanti per aprire la strada alla conoscenza? Possono, i sogni, essere usati come strumento di liberazione dalla memoria dell’orrore, dalla dipendenza, dalla soggezione agli altri o alle proprie ossessioni? Sono capaci di contribuire a salvarci dalla infelicità, dall’inverno dello scontento, dalla tristezza?

È la linea di ricerca di Vincenzo Marsili, psicologo analitico negli ospedali di Pisa e Lucca, nel suo ultimo libro, Uomini e sogni, Alpes 2019, che, approfondendo dieci casi clinici di pazienti variamente segnati dall’esperienza del “dolore dentro”, racconta come essi siano tornati a vivere un’esistenza più degna proprio grazie ai loro sogni. “Attraverso la semplicità della narrazione – scrive l’autore – ho cercato di far intravvedere i problemi molto complessi posti dalla psicoanalisi e dalla ricerca filosofica riguardo alla problematica del sognare e al suo rapporto con la vita”.

Per Marsili i sogni sono veri e propri fatti di vita compresi e operanti in maniera attiva dentro l’esistenza di chi soffre: essi non imbrogliano, non mistificano, non rappresentano un travestimento d’altro, ma dichiarano il loro enunciato con la massima chiarezza possibile proprio quando l’io, distratto o disorientato dalle emozioni, vede confondersi le tracce, non capisce oppure non conosce. E tocca all’analista riconsiderare i sogni. Per comprenderli con maggiore intelligibilità, chiamando in aiuto anche altri dati a disposizione: ulteriori materiali onirici, le memorie personali e familiari, le associazioni libere… Solo così sarà possibile afferrarne tutta la ricchezza e la complessità altrimenti destinata a rimanere fuorviante, opaca e confusa.

Scritto in un linguaggio semplice, diretto, comunicativo, Uomini e sogni prescinde dagli specialismi di tanta letteratura scientifica e opta per un taglio narrativo che rende le sue pagine capaci di rivolgersi sia agli psicoterapeuti e ai pazienti in terapia, sia agli amanti della ricerca filosofica e ai lettori appassionati di racconti. Tutti i Lettori, poi, non potranno che apprezzare l’umanissima empatia con cui l’analista del libro sente dentro di sé la profonda sofferenza interiore dei suoi interlocutori, la raccoglie e la elabora per costruire un comune percorso di scoperta e conoscenza. Perché davvero, come afferma Shakespeare nella Tempesta, “noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”.

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