Da LuMe donati abiti per donne e bambini

Gli indumenti consegnati all'associazione La Luna onlus

Ancora una consegna di risorse utili dalle aziende del progetto Lucca Metalmeccanica all’associazione Luna Onlus. Nei giorni scorsi Antonella Lancellotti di Rotork, Daniela Franceschi di Gambini e Ombretta Pacini di Fapim hanno consegnato abiti per donne e bambini donati dai dipendenti delle rispettive aziende, all’associazione che tutela donne e bambini vittime di violenza, che sono ospiti dei rifugi di prima accoglienza gestiti dall’associazione.

Anche questa iniziativa fa parte delle raccolte e consegne che le aziende di Lu.Me. Lucca Metalmeccanica mettono in atto in linea con l’obiettivo di realizzare iniziative in favore del territorio. Al progetto, con il supporto di Confindustria Toscana Nord, aderiscono 10 tra le più grandi aziende del comparto metalmeccanico: A.Celli Paper, A.Celli Nonwovens, Fabio Perini, Fapim, Fosber, Gambini, Kme Italy, Rotork Fluid Systems, Sampi e Toscotec.

Luna-Onlus nasce a Lucca nel dicembre 1999 e, senza scopo di lucro, persegue la prevenzione e la lotta ad ogni tipo di violenza di genere (psicologica, fisica, sessuale ed economica) e sui minori ed ogni altra azione volta alla violazione dei diritti umani, alla sicurezza, alla libertà, alla dignità e all’integrità fisica e psichica che possa costituire una minaccia per la salute.

Si propone anche come scopo il sostegno alle donne che in un particolare momento della vita si trovano a vivere situazioni di difficoltà personale, familiare e professionale. Si è costituita come centro antiviolenza nel 2008 e dal 2010 fa parte della rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, offrendo servizi di accoglienza telefonica, consulenza psicologica, consulenza legale, orientamento e accompagnamento al lavoro, corsi di formazione, attività di promozione, sensibilizzazione e prevenzione, raccolta dati e materiale bibliografico sui temi della violenza. L’associazione gestisce inoltre un servizio di ospitalità tramite “case rifugio” ad indirizzo segreto del Comune di Lucca, dove le donne in difficoltà e i loro minori trovano ospitalità durante il loro percorso di uscita dalla violenza.

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