Documentari d’arte, tornano le proiezioni alla Fondazione Ragghianti

Si comincia con un reportage su "Christo. Walking on water" di Papunov

Dopo il successo delle tre precedenti edizioni, torna l’ormai tradizionale ciclo di proiezioni di video, film e documentari sull’arte proposto dalla Fondazione Ragghianti nel periodo invernale.

Curata da Alessandro Romanini, e fortemente voluta dal presidente Alberto Fontana e dal direttore Paolo Bolpagni, la rassegna L’arte sullo schermo si inserisce nella linea di ricerca tracciata da Carlo Ludovico Ragghianti, che fu tra i primi a credere nelle potenzialità del linguaggio cinematografico come strumento sia critico, sia di educazione all’arte e di formazione del pubblico.

Le proiezioni, che avranno tutte luogo, a ingresso gratuito, nella sala conferenze Vincenzo da Massa Carrara nel complesso di San Micheletto a Lucca, con inizio alle 17,30, per quattro sabati consecutivi, saranno introdotte da una guida alla visione in cui si alterneranno lo stesso Alessandro Romanini, Maria Flora Giubilei, Paolo Bolpagni e Francesca Pola, autrice di uno dei documentari proposti, quello su Piero Manzoni, che sarà proiettato in prima italiana.

Il primo incontro, sabato (1 febbraio), è dedicato al dietro le quinte di The Floating Piers, l’opera italiana realizzata dall’artista americano di origine bulgara Christo sul Lago d’Iseo nel 2016, dieci anni dopo la scomparsa della moglie e partner artistica Jeanne-Claude, e con lei progettata fin dagli anni Settanta.

Christo. Walking on Water di Andrey M. Papunov è il reportage che racconta, nei dettagli più vivi, l’intero processo che ha portato allo sviluppo di questa enorme opera d’arte ambientale. Accurato e dettagliato, il film restituisce allo spettatore immagini di grande impatto della messa in posa di una delle installazioni artistiche site-specific più complesse e più visitate di sempre, con oltre un milione e mezzo di persone in soli sedici giorni.

Sullo sfondo di questa epica e memorabile follia, con le complesse trattative a metà fra arte e politica, le sfide ingegneristiche e le imprese logistiche, il regista documenta il dispiegarsi del sogno dell’artista. “Il titolo del documentario – spiega Andrey M. Papunov – ha un doppio significato. È un riferimento all’esperienza offerta da The Floating Piers, ma rappresenta anche il mio obiettivo finale: realizzare un film che possa offrire a ogni spettatore l’opportunità di camminare sulle orme di Christo e della sua creazione”.

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