Calcio e dittature fra tango e commedia al teatro del Giglio

Ugo Dighero e Neri Marcorè sul filo conduttore del dramma della dittatura argentina, con un occhio a Soriano e Kapuscinzki

Dal calcio alla dittatura, passando dal tango al realismo magico della letteratura sudamericana.
C’è un po’ di tutto, non sempre con una logica narrativa lineare, in Tango del calcio di rigore, lo spettacolo che per tre giorni (e con tanto di recita straordinaria oggi pomeriggio alle 16) occupa il cartellone del weekend del teatro del Giglio.

Sul palco Neri Marcorè e Ugo Dighero sono i mattatori di un quintetto che appare affiatato e ben oliato in questa narrazione che utilizza lo sport come espediente narrativo per parlare dell’utilizzo del calcio come strumento di controllo e condizionamento. O come ‘arma di distrazione di massa’, come nel caso dei mondiali di Argentina del 1978, organizzati dal governo dittatoriale del generale di Jorge Videla e disputati mentre nel paese si viveva il dramma delle violenze politiche e dei ‘desaparecidos’.

La storia, nella pièce di Giorgio Gallione, si mescola con la letteratura: e dal racconto delle torture agli oppositori della dittatura si passa a quello del ‘mondiale dimenticato’, dalla storia del match mai disputato fra Urss e Cile di Pinochet al ‘rigore più lungo del mondo’, il più celebre dei racconti di Osvaldo Soriano. Dai ‘voli della morte’ all’omicidio dell’arbitro colombiano Alvaro Ortega, reo di aver annullato un gol alla squadra controllata dai Narcos di Escobar.

Si percorre la Pampa, si arriva in Patagonia, si naviga sul Rio della Plata, al ritmo scandito delle canzoni rese note dalla cantante Mercedes Sosa e sulle melodie di Astor Piazzola. Fra tragedia e commedia, fra tango e milonga, tutto sul filo della disillusione, della fine del sogno di un bambino di 12 anni che scopre come ciò che gli viene raccontato, alla fine, è solo una grande menzogna,

C’è spazio anche per il ricordo della ‘guerra del futbol’ fra Honduras ed El Salvador: oltre 6mila morti con la scusa di una partita di pallone, come ha ben raccontato Ryszard Kapuscinzki, giornalista dell’agenzia di stampa nazionale polacca e grande narratore di storie.

Le storie, che sono poi il filo conduttore di questo Tango del calcio di rigore: un racconto teatrale, senza particolari invenzioni sceniche e in cui il solo Dighero spicca per la verve interpretativa mentre Neri Marcorè fa da filo conduttore come voce narrante. Brava Rossana Naddei così come i giovani Fabrizio Costella e Alessandro Pizzuto.

Le repliche sono previste oggi (8 febbraio) alle 16 e alle 21 e domani alle 16.

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