Studenti lucchesi in viaggio per il ricordo foto

Alunni del Carrara Busdraghi Nottolini nei luoghi dell'alto Adriatico per un progetto del Miur

Il viaggio-studio è durato dall’11 al 15 febbraio, ma la sua preparazione, lunga e meticolosa, è iniziata sin dall’estate scorsa con l’aggiornamento, alla Summer School di Rispescia, dei 24 docenti che, in ambito regionale, hanno aderito, con la propria scuola, al progetto. Alla sua seconda edizione, promosso dalla Regione Toscana, sostenuto dalla Rete degli istituti storici toscani della resistenza e dell’età contemporanea, oltre che dal Miur, Per la storia di un confine difficile. L’alto Adriatico nel Novecento si conferma per la validità di progetto pilota in cui l’obiettivo di mantenere viva la memoria per scongiurare il ripetersi del passato è imprescindibile da una solida quanto eclettica formazione culturale dei soggetti coinvolti.

Per questo l’Iis Carrara-Nottolini-Busdraghi – uno dei due Istituti scolastici della provincia di Lucca promotori dell’iniziativa sul territorio locale – si è fatto carico dell’istruzione dei propri studenti. Circa sessanta di loro hanno partecipato, in novembre, a cinque incontri pomeridiani, di due ore ciascuno, nell’ambito dei quali lezioni di storia, lettura di documenti, anche letterari, e testimonianze dirette si sono alternate a lavori di gruppo, proiezione di film e visualizzazione delle aree geografiche in cui si sono consumati la tragedia delle vittime delle foibe, l’esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati e la complessa vicenda del confine orientale.

Sabrina Yahi (4RA) e Giulio Nisi (5SA), entrambi del Carrara, superate le prove di selezione, individuati come alunni meritevoli del viaggio finanziato dalla Regione, hanno intrapreso la nuova esperienza insieme ai quarantotto alunni provenienti dalle altre province toscane. Accompagnati dalla professoressa Paola Raffaelli, si sono recati a Redipuglia, Trieste, Gonars, Basovizza, Fiume e, a chiusura del percorso, Laterina, che ospitò migliaia di profughi italiani, e Renicci di Anghiari, campo di prigionia per slavi.

Non si sono limitati a visitare, forti dello studio e delle riflessioni compiuti, i luoghi del “ricordo”, ma in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, hanno partecipato ad una attività di scrittura giornalistica finalizzata alla stesura di un report da condividere, al loro ritorno, con i propri compagni. Durante il viaggio, non è mancato l’apporto culturale di esperti: gli storici Franco Cecotti e Stefano Cok, Daniela Schifani Corfini Luchetta, moglie del giornalista Marco Luchetta, morto nel 1994 a Monstar, in Bosnia, durante un servizio per la RAI, i giornalisti Alexander Koren e Pierluigi Sabatti e altre preziose guide come Giorgio Liuzzi e Danja Nanut, alla Risiera di San Sabba, e Piero del Bello presso il tristemente noto Magazzino 18 a Trieste.

Intervistati al loro rientro a scuola, Sabrina e Giulio sono apparsi, a chi ne ascoltava il racconto, oltremodo consapevoli dell’importanza del proprio recente vissuto, maturati da un’esperienza inedita, in grado di cogliere non solo con la ragione, ma anche col sentimento, la sofferenza patita indistintamente da italiani, croati e sloveni in luoghi dove le testimonianze del dolore degli uni distano solo pochi chilometri da quelle del dolore degli altri. Entrambi colpiti dall’unità ritrovata di popolazioni tragicamente divise dalla storia del Novecento, si sentono ora impegnati a condividere con gli studenti di altre scuole quanto hanno sperimentato e a promuovere uno studio della storia fatto non solo sui libri di testo, ma alimentato dalle emozioni che solo le immagini del passato e la voce di chi ne è stato protagonista sanno dare.

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