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Linkwood: dal Franklin ’33 il primo whiskey indipendente in Toscana

I proprietari: "In un’epoca in cui tutti provano a fare gin e vermouth, noi abbiamo scelto di andare controcorrente"

Controcorrente e, per questo, unici. Il Franklin ’33 di Lucca ha deciso di sovvertire le logiche della produzione di vasta scala, per abbracciare la qualità superiore che attende soltanto di essere cercata, infilata com’è tra le pieghe di dettagli unici e personali. Erano anni che in Italia non si assisteva ad un esperimento del genere: un cocktail bar – sicuramente il primo in Toscana – che sceglie la strada dell’imbottigliamento indipendente, mettendo via un suo whiskey in edizione limitata da 120 pezzi.

Highlands scozzesi, il verde a perdita d’occhio dei prati costantemente lavorati dalla pioggia e un fiume, il Linkwood, che diventa linfa, nome e sorgente per alimentare miracoli: sono queste le coordinate spaziali e filosofiche della storia. Mixatele alla determinazione ed alla passione quasi folle di Marco Macelloni e Tommaso Blandi, al timone del Franklin da un felice quinquennio, ed il gioco di prestigio è servito. Solo che, almeno in questo caso, non ci sono illusioni, se non quella di sentirsi davvero nel bel mezzo della Scozia più autentica, mentre sorseggi un prodotto che più tailor made di così è semplicemente impensabile.

Franklin 2

“Possiamo dire – spiegano Macelloni e Blandi – che si tratta di un vero e proprio artigianale d’autore. È frutto di un percorso di accurata selezione: grazie anche all’aiuto di esperti importanti (tra cui Leonardo Calò de La parte degli angeli e Massimiliano Bertini, che ha creduto nell’investimento, ndr) abbiamo selezionato una nostra botte nella distilleria che sorge accanto al fiume Linkwood. Dopo aver analizzato cinque campioni diversi, abbiamo optato per quello che si avvicinava di più al nostro modo di pensare ed al gusto del mercato italiano”.

Così, ecco un whiskey da 46 gradi invecchiato dieci anni, imbottigliato a nome Franklin’33, dal retrogusto dolciastro accompagnato da note floreali che ricordano quel paesaggio. Un’edizione limitata da 120 bottiglie al costo di centoventi euro l’una (in vendita nel locale, ma non soltanto), molte delle quali già prenotate.

“In un’epoca in cui tutti provano a fare Gin e Vermouth – commentano i fautori di questo dribbling alle convenzioni – abbiamo deciso di andare controsenso: grazie a Meregalli, uno dei maggiori importatori italiani, abbiamo selezionato e imbottigliato a nome nostro. È un concetto che si basa sul valore attribuito dall’unicità e sulla qualità maggiore che deriva da una scelta così mirata, che non ha nulla da spartire con la produzione di massa”.

L’etichetta del Linkwood è impreziosita dal richiamo ai quattro elementi che completano il cosmo, ma a pensarci bene anche il Whiskey: il fuoco per l’alambicco, la terra per far uscire bene i grani, l’acqua che è sorgente di tutto e l’inimitabile aria della Scozia, fondamentale per la crescita dei malti.

Rompere gli schemi, a volte, è un vizio che assurge a virtù: come Franklin Delano Roosevelt, che il 5 dicembre 1933 decise di darci un taglio con il proibizionismo, rivoluzionando l’approccio al consumo di alcolici negli States e, quindi, in tutto il resto del mondo. Perché il destino può anche servirti la mano che preferisce, ma sta a te rimescolare il mazzo, di quando in quando: e la rivoluzione, stavolta, parte da Lucca.

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