Oltre il coronavirus, Colombini: “Ripartiremo più forti grazie a Puccini”

Le abitudini cambiate, il lavoro e le opportunità al momento della ripresa secondo l'operatore culturale

La vita ai tempi del coronavirus rischia di assomigliare ad un giardino tappezzato di cocci di vetro: le insidie sono molteplici, la preoccupazione cresce. Ma c’è anche chi guarda ad un momento di crisi senza perdere l’ottimismo e ricordando che, proprio dalle situazioni più difficili, può nascere qualcosa di positivo. Andrea Colombini, presidente e direttore artistico del Puccini e la sua Lucca International Festival, racconta così la sua quotidianità e la sua visione per il futuro prossimo.

Colombini, quanto ha inciso questa emergenza sulle sue abitudini di vita?
“Paradossalmente questo ritiro forzato non ha cambiato molto nella mia vita. Anzi, per certi versi, l’ha migliorata. Ho la fortuna di poter usufruire di un luogo di domicilio molto bello e comodo: è il posto che contiene tutti i miei ricordi, i libri, la musica da ascoltare, le opere d’arte. Qui ho anche il mio studio, per cui continuo anche a lavorare come sempre. L’unica differenza? Devo occuparmi di due persone anziane e quindi, tutti i giorni, esco per loro ritrovandomi a fare quei diecimila passi che servono per tenersi in forma e che prima non facevo. Ho anche la grande fortuna di avere un bel giardino intorno a casa, che fa sempre bene. D’accordo con i miei fratelli, abbiamo deciso di contattare nostra mamma – di 92 anni – soltanto mediante videochiamata, poiché si tratta della persona maggiormente a rischio in questa fase, per cui l’abbiamo preservata da ogni possibilità di contagio. Mi sembra che molti anziani non abbiano ancora capito quanto sia necessario stare in casa”.

Come passa le sue giornate, quindi?
“Amo tanto cucinare, ascolto musica, continuo ad essere molto presente sui social. Inoltre faccio esercizio fisico, contemplo le mie opere d’arte e leggo molto. Quindi tutto passa molto velocemente e amabilmente, anche perché sono in contatto con tutti i miei amici a livello internazionale, grazie ai social ed al telefono”.

Da imprenditore culturale, quali sono le sue sensazioni per il turismo ed il commercio lucchesi?
“So che questo momento, come tutte le cose che iniziano, deve avere una fine. Credo che finirà molto presto se tutti ci diamo da fare perché ciò accada. La macchina del turismo riprenderà e Lucca sarà la prima città in questo senso perché involontariamente, nel nostro piano di promozione presentato ormai sei mesi fa, abbiamo già previsto una linea operativa con Puccini in the world, la grande iniziativa patrocinata dal ministero degli affari esteri, Confindustria Toscana nord e tutti gli enti lucchesi: Comune, Fondazioni Crl e Bml, Fondazione Giacomo Puccini, Camera di Commercio e Lucca Promos. Il tutto farà ripartire il sistema turistico, culturale ed economico cittadino, insieme alle Lands of Giacomo Puccini”.

Ad emergenza finita, quindi, si ricomincia accelerando?
Saremo i primi a partire: il ministero degli affari esteri ha già stanziamenti previsti, ci sono sponsor internazionali pronti a supportarci ed abbiamo il sostegno degli enti locali. Lucca avrà in mano una grandissima carta, da giocare immediatamente: non dimentichiamo che il turismo è la principale fonte di sostentamento per la nostra città, poiché si lega strettamente al commercio, ai servizi ed a tutto il resto. I principali Enti cittadini dovranno essere i primi a supportare con stanziamenti economici adeguati, visto che di denari ne arriveranno tanti, tutte quelle iniziative, tra cui il Puccini e la sua Lucca, che hanno dato dimostrazione palese di compiere operazioni culturali, legate al turismo, all’incoming, al sostentamento ed al supporto di un settore così strategicamente importante”.

Quali sono dunque le sue sensazioni per il futuro?
“Lo vedo paradossalmente molto roseo: questa è una fase a V della crisi che adesso ci vede raggiungere il vertice minimo, dunque risaliremo. E la risalita, secondo molti accreditati economisti, sarà molto rapida specialmente nei settori del turismo, del commercio, della cultura, dei servizi. Questi saranno i comparti strategici per riprendere la marcia, molto più dell’industria. Su questi settori bisognerà investire e fornire aiuto. A Lucca, con il Puccini in the World, siamo già dieci passi avanti: saremo i primi a partire, con l’unica vera forza che ci conduce in alto nel mondo, cioè l’imbattibile binomio Puccini – Lucca, che porterà sempre più turisti nella nostra città”.

A proposito, quando si aspetta che tornino, i turisti?
“Secondo le nostre previsioni e d’accordo con i tour operator, pensiamo che potranno tornare grandi flussi turistici già da giugno – luglio. Nel frattempo continuiamo a trasmettere il concetto che qui si lavora per offrire una grande esperienza a chi viene a Lucca, una grande città d’arte avvolta dalla bellezza e dalla quiete, elementi che a fine emergenza saranno molto ricercati”.

È davvero possibile uscirne più forti di prima?
L’equazione crisi uguale opportunità rimane vera: nel nostro settore questo dovrà portare anche ad una sostanziale ‘pulizia’. Rimarrà in piedi  chi ha svolto un’attività culturale guardando non soltanto al proprio orto, ma ad un bene collettivo, con ricadute su tutti i settori produttivi. Adesso sfruttiamo il grande momento di vantaggio che il Paese può avere, per rilanciare il sistema Italia nel mondo, ancora di più”.

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