Cultura, i Custodi della città rilanciano la proposta degli Stati generali

Petrini: "Cultura può essere volano di sviluppo socio-economico una volta terminata l'emergenza"

In questi giorni di emergenza legati al coronavirus, sono in molti a soffermarsi in riflessioni sul “dopo”. Tra questi, anche Francesco Petrini, presidente dell’Associazione custodi della città che rilancia la sua proposta degli Stati generali della cultura cittadina. Un modo, afferma Petrini, anche per rilanciare l’economia lucchese post-virus.

“Si dice e scrive che molte cose cambieranno dopo la pandemia – dice Petrini -. Secondo Maurizio Vanni, direttore di LuCCa Museum, A Lucca la cultura non sarà
come prima. Lo penso anch’io. Diciamo che lo spero. Non a caso da tempo insisto per la convocazione degli Stati generali della cultura. Questa richiesta che portai avanti fin dalla mia partecipazione al Consiglio direttivo della Consulta della cultura, rappresenta un pressante invito a tutta la Città nel suo insieme, quindi Consiglio comunale e Giunta, Fondazioni bancarie e Fondazioni culturali, Associazioni culturali, Soprintendenza, singoli Cittadini interessati per ragionare insieme sulla necessità del risveglio culturale della nostra comunità che è anche necessaria premessa del suo risveglio socio-economico”.

“Nell’ottobre 2015 – prosegue Petrini – quando noi Custodi della Città eravamo un gruppo Facebook e non ancora un’associazione, consegnammo al sindaco l’Appello per la Consulta sulla cultura proponendo alcuni ‘percorsi’ da intraprendere insieme all’amministrazione. La Consulta nacque con delibera del Consiglio comunale nel settembre 2016 ma da parecchio tempo non se ne hanno notizie. Soprattutto nessun passo è stato intrapreso lungo i sentieri da noi indicati”.

Petrini passa poi ad indicare quelli che, secondo lui, dovrebbero essere i punti all’ordine del giorno degli Stati generali: “Il Museo della Città in Palazzo Guinigi, progetto già finanziato ma in stand by, come perno del sistema museale che metta in sinergia i musei pubblici e privati esistenti in città. Faccio presente che esiste una dimenticata delibera del Consiglio comunale del 31 luglio 2014 che prevederebbe ‘la creazione e l’organizzazione della Rete Museale Lucchese finalizzata a valorizzare il compplesso e ricco sistema museale esistente’. Complesso e ricco perchè costituito da 10 istituzioni museali statali, comunali, di proprietà della Chiesa, private. Ma non esistente”.

“L’ipotesi di praticabilità – prosegue Petrini – della candidatura di Lucca e le sei miglia a patrimonio dell’umanità. Trattasi di un’ipotesi di lavoro che, facendo tesoro delle non felici esperienze passate, potrebbe stimolare un interessante dibattito e motivare la sinergia di risorse intellettuali certamente esistenti nella nostra comunità”.

“La salvaguardia e la rigenerazione degli importanti monumenti di archeologia industriale facenti parte del patrimonio territoriale, ‘bene comune del quale devono essere assicurate le condizioni di riproduzione, la sostenibilità degli usi e la durevolezza’, come si legge nel Piano strutturale. Si pensi, fra gli altri, alla ex Manifattura Tabacchi per la quale esiste un progetto di restauro e rigenerazione tutto da verificare, alla ex CCC in stato di abbandono e conseguente degrado, all’ex Jutificio Balestreri”.

“La messa a punto di un’offerta turistica all’altezza di Lucca, città degna della definizione di destinazione turistica di eccellenza – aggiunge ancora Petrini -. Anche la nostra città come altre città storiche ha a che fare con un turismo crescente di carattere escursionistico che la pone di fronte al problema del ‘Ciclo di destinazione turistica’ che va studiato onde prevenirne gli effetti negativi.

“L’ipotesi del parco naturale urbano da noi Custodi della Città presentata al pubblico dibattito nel febbraio dello scorso anno 2019. Riguarda la salvaguardia del Monumento più famoso della nostra città: le Mura alberate con i loro spalti, che ci siamo (ri)comprate proprio 150 anni fa. Le Mura sono un patrimonio troppo prezioso e delicato e pertanto non possono essere considerate un“valore aggiunto per i grandi eventi di iniziativa pubblica e privata”.

“Il diritto alla città. Questo concetto riassume i temi esposti e quanti altri se ne potranno e dovranno aggiungere e proporre alla discussione. Riguarda il nostro rapporto con il corpo della città, espressione che condivido con Salvatore Settis perchè considero che ogni città storica ha un corpo che è cresciuto nei secoli, s’è irrobustito e ha intessuto un fitto dialogo attraverso i suoi monumenti, i luoghi di culto, le statue, i giardini e gli orti. Un corpo che può invecchiare male ed anche morire – conclude Petrini -. Dipende da noi e da come esercitiamo il comune diritto alla città”.

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