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Centro Donna Lucca: “Si dia il giusto valore all’eccellenza femminile”

Una riflessione sulla ripartenza dopo il lockdown per il coronavirus

Una fase 2 dove le donne siano protagoniste, abbattendo le disuguaglianze. E’ quella che immagina il Centro Donna di Lucca in una riflessione sulla ripartenza.

“Niente sarà più come prima: ce lo sentiamo dire da ormai due mesi – si legge nell’intervento -, e se da un lato questo ci fa tremare per le ansie e le limitazioni che ci aspettano anche dopo la fase 2, dall’altra ci induce la speranza che davvero la drammatica esperienza del coronavirus sia una formidabile leva del cambiamento. Uno tsunami che metta a nudo tutte le contraddizioni del nostro modello di sviluppo:  un’economia sempre più dominata dalla finanza, la salute dell’ambiente scarsamente considerata e tutelata, una società sempre più diseguale nella distribuzione della ricchezza e delle opportunità”.

“Di questa disuguaglianza – lo sappiamo – sono vittime anche e soprattutto le donne, e non solo quelle socialmente svantaggiate, ma anche quelle di cui non si valuta adeguatamente la preparazione, le competenze, gli esiti spesso eccellenti del loro lavoro. Vorremmo invece fosse riconosciuto il giusto valore, intanto, a quelle donne che in queste settimane hanno offerto il loro contributo di professionalità e anche di creatività e concretezza alla soluzione delle problematiche poste dal dilagare del virus, ognuna nel proprio ambito di lavoro o di studio”.

“Certo – aggiungono dal centro donna Lucca – non ci dimentichiamo delle donne che non compaiono sui media, che lavorano in modo precario, o non lavorano, se non in casa, e sono trascurate nei loro diritti, anche di più in questa emergenza, e non dimentichiamo neppure tutte le donne che lavorano negli ospedali, con passione e senso civico: dottoresse, infermiere, operatrici sanitarie. Ma in questo momento vorremmo mettere in primo piano le scienziate e le studiose che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare, esempi luminosi da proporre anche alle ragazze e da utilizzare per quel cambiamento che ci aspettiamo”.

“Donne autorevoli e competenti, troppo poche in realtà, fanno parte del Comitato di esperti in materia economica e sociale, istituito col compito di elaborare e proporre misure necessarie per fronteggiare l’emergenza e per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive. Una di loro è l’economista Mariana Mazzuccato, già nuovo consigliere economico del premier Giuseppe Conte, che porta avanti proposte innovative sul recupero del ruolo fondamentale dello Stato nell’economia”.

“Due scienziate italiane di fama internazionale – prosegue la nota -, la fisica Fabiola Gianotti,
direttrice del Cern di Ginevra, e la virologa Ilaria Capua, direttrice del Centro di Eccellenza dell’Università della Florida, hanno messo a punto una piattaforma per archiviare tutti i dati relativi al covid 19, un’iniziativa che raccoglie ed elabora le intelligenze collettive di vari gruppi di ricerca interdisciplinari”.

“Nella complicata agenda politica di questi giorni, in cui si parla di chiusure e riaperture delle scuole, è interessante la proposta della sociologa Chiara Saraceno a proposito dei bambini che restano a casa con la famiglia. Partendo dalla giusta convinzione che i bambini, per crescere hanno bisogno anche di esperienze fuori dalla famiglia, la sociologa sostiene che a questo bisogno non si può rispondere solo con il prolungamento del bonus babysitter o con un congedo genitoriale, ma piuttosto con la creazione, da qui a settembre, di attività in piccoli gruppi in aule, cortili delle scuole, palestre, parchi attrezzati, oratori, ludoteche, dove i bambini possono incontrarsi in sicurezza insieme agli educatori. Per mettere in atto un progetto come questo potrebbero essere coinvolti gli enti locali: Comuni, Regioni. (Sembra infatti che anche a Lucca si adotterà nei prossimi mesi questo modello.) Sono tutti esempi di eccellenze femminili impegnate a progettare e proporre, qui e ora. Il nostro paese non deve ignorare questa progettualità. Certo perché essa abbia una ricaduta positiva nel tessuto sociale italiano, occorre anche promuovere l’aumento della presenza delle donne in tutti gli ambiti lavorativi, compresi quelli scientifici, tecnologici, informatici. La condivisione di tali presupposti potrebbe consentire davvero una ripartenza nel segno del cambiamento, dando un senso positivo a quel ‘niente sarà più come prima’ che ci ha accompagnato per l’intera quarantena”.

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