Ricercatori Imt tra gli autori di un importante studio internazionale su ‘Nature’

Coinvolti settanta gruppi di tutto il mondo. Il presidente Pietrini: “Ribadita l'importanza nella scienza della collaborazione senza confini”

L’interpretazione dei dati nella scienza è al centro di un vasto studio internazionale pubblicato ieri dalla rivista Nature, che vede tra i 70 gruppi di ricerca firmatari anche la Scuola Imt con il suo Molecular Mind Lab (MoMiLab). 

La ricerca – denominata Neuroimaging analysis replication and prediction study (Narps), coordinata da Russel Poldrack della Stanford University e Tom Schonberg della Tel Aviv University – ha evidenziato come e quanto, nel campo dello studio del cervello, l’analisi dei dati ricavati attraverso la risonanza magnetica – una delle tecniche più utilizzate dalla ricerca in questo ambito – possa lasciare spazio alla soggettività e alla libertà d’interpretazione.

Autori e insieme oggetto dello studio, infatti, sono stati proprio gli scienziati dei settanta gruppi di ricerca coinvolti – riconosciuti a livello internazionale per la qualità della ricerca, condotta per l’appunto con tecniche di neuroimmagine – e i metodi di interpretazione dei dati che ciascuno di loro applica.

Ciascun gruppo ha analizzato gli stessi dati di risonanza magnetica funzionale ottenuti da un esperimento condotto su 108 soggetti, arrivando nella maggioranza dei casi ad un’interpretazione divergente.

Il tema affrontato in questo importante studio è quello della cosiddetta replicabilità, oggi ampiamente dibattuto nell’ambito della ricerca scientifica, in particolare in psicologia e in medicina: si tratta della difficoltà a riprodurre molti degli esperimenti descritti in letteratura, da cui possono discendere dubbi sull’affidabilità di alcuni metodi di ricerca o di un intero settore.

Come sottolinea il direttore della Scuola Imt, Pietro Pietrini, fondatore e responsabile anche dell’unità di ricerca Molecular Mind Lab: “Lo studio Narps ribadisce l’importanza nella scienza della collaborazione senza confini. È il messaggio che insegniamo ai nostri studenti e ai giovani ricercatori, la vera sfida è superare il confine che separa conoscenza da ignoranza”.

Lo studio, infatti, pone l’accento proprio sull’importanza della cooperazione fra scienziati e apre ulteriormente la strada a nuove forme di collaborazione tra i gruppi di ricerca e i laboratori di tutto il mondo.

Al progetto hanno partecipato anche alcuni giovani allievi del corso di dottorato in neuroscienze alla scuola Imt, coordinati dal professor Emiliano Ricciardi e dal dottor Luca Cecchetti. Inoltre, il professor Poldrack, uno dei coordinatori del progetto, è visiting professor alla scuola Imt.

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