La scomparsa di Gnago: il ricordo di Gianni Quilici

"La sua poesia la esprimeva attraverso una matita che coglieva tenerezza e insieme ironia"

Lutto per la morte di Gnago, il ricordo di Gianni Quilici.

Antonio Tregnaghi, per me per molti, è Gnago – dice – Come sia nato Gnago posso ora intuirlo, ma non ci avevo mai pensato e non glielo ho mai chiesto, tanto esso mi pareva naturale per come lo percepivo. Se, infatti, dovessi usare due parole soltanto per sintetizzarlo direi “poeta e luminoso”. La sua poesia la esprimeva attraverso una matita che coglieva tenerezza e insieme ironia, che colpivano la bocca (si sorride ai suoi disegni) che il cuore (si aderisce)”.

“E tuttavia questo suo essere un artista, creatore, poeta era anche il tratto peculiare della sua personalità – ricorda ancora Quilici – del suo essere quotidiano, che tanti hanno sottolineato nei loro ricordi: luminoso e generoso, tenero e divertente. Lo ricordo come fumettista, illustratore e grafico, insieme alla sorella Antonella, di un quindicinale autogestito provinciale Luna nuova, un’avventura editoriale durata alcuni anni, di cui lui fu un poetico protagonista. Soprattutto c’è un’immagine, in una serata organizzata dal giornale, che rimane, in me, indelebile: Gnago scatenato che ballava con la sua donna, Anna Maria, che da lì a poco sarebbe diventata sua moglie”.

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