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Ricerca e formazione, Imt Alti studi al secondo posto in Italia in indagine nazionale

Seconda solo all'università Bocconi, ha raggiunto il massimo del punteggio in tutti e 13 gli indicatori

Ricerca, ma anche trasferimento tecnologico e internazionalizzazione. Sono i punti di forza della scuola Imt Alti studi Lucca, messi in evidenza dall’indagine annuale di U-Multirank.

Condotta su circa mille e 800 università in 92 paesi nel mondo, anche quest’anno l’analisi del consorzio europeo conferma la Scuola Imt al secondo posto in Italia, dopo l’università Bocconi, per numero di risultati positivi raggiunti: tredici in tutto gli indicatori in cui ha ottenuto il massimo punteggio. 

Fiore all’occhiello della scuola di alta formazione lucchese è la ricerca, con un incremento nel numero di pubblicazioni scientifiche, fra le quali spiccano quelle di carattere interdisciplinare – cifra distintiva della Scuola – e del tasso di citazioni ottenute, una delle metriche più importanti per valutare l’impatto di uno studio all’interno della comunità scientifica.

E di ricerca parlano anche le altre due aree in cui la scuola ha ottenuto risultati brillanti: trasferimento tecnologico e internazionalizzazione, in particolare per il numero di studi condotti in collaborazione con il mondo dell’industria, il numero di pubblicazioni scientifiche citate nei brevetti e per il numero di ricerche condotte in partnership con enti di ricerca e università internazionali.

Altrettanto importante il giudizio positivo ottenuto dalla Scuola per il numero di posizioni post-dottorato attive – ovvero il numero allievi che continuano a fare ricerca dopo aver conseguito il titolo di dottore di ricerca – che rappresentano circa il 25 per cento del personale accademico. Premiata anche l’attitudine alla mobilità internazionale in entrata e in uscita degli allievi e la presenza di personale accademico internazionale.

Continua, infine, l’andamento positivo nel rapporto della Scuola Imt con il territorio, evidenziato in particolare dal numero di tirocini condotti presso imprese o organizzazioni regionali e il numero di pubblicazioni effettuate in collaborazione con enti o aziende del territorio, che passa dall’11,11 per cento dello scorso anno al 20 per cento di quest’anno.

“Pur con la prudenza che i limiti di queste analisi impongono, questi dati indicano la validità del modello di integrazione tra discipline diverse e tra formazione e ricerca sviluppato con determinazione dalla Scuola“, ha commentato il professor Pietro Pietrini, direttore della Scuola Imt.

Nato su iniziativa della commissione europea, U-Multirank è coordinato da un consorzio indipendente, guidato dal Centre for Higher Education in Germania, il Center for Higher Education Policy Studies dell’università di Twente e il Centre for Science and Technology Studies (Cwts) dell’Università di Leiden – entrambi in Olanda – e la Fundación Conocimiento y Desarrollo”in Spagna. Cinque gli ambiti valutati da U-Multirank nelle sue analisi: didattica, ricerca, trasferimento delle conoscenze, internazionalizzazione e rapporto con il territorio.

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