Con l’Ape teatrale spettacoli itineranti in giro per paesi e centro foto

Il progetto, nato da un’idea di Marco Brinzi, è una produzione del Teatro del Giglio, Compagnia If Prana e Comune di Lucca

Il Teatro del Giglio e il Comune di Lucca portano i “lazzi” di Arlecchino e del dottor Balanzone in giro, nel centro storico, nei paesi, nelle frazioni e nei quartieri del territorio comunale. Si chiama Ape Teatrale e inizierà il 6 luglio, con un fitto calendario di appuntamenti serali che si concluderanno il 24 luglio.

Il progetto,nasce da un’idea di Marco Brinzi ed è una produzione del Teatro de Giglio, realizzata in collaborazione con la Compagnia If Prana e il Comune di Lucca. Ape Teatrale porta i “lazzi” di due figure archetipiche della commedia dell’arte, il Dottor Balanzone e Arlecchino, in giro per i nostri spazi condivisi, le piazze e i piazzali delle chiese.

Le due maschere della commedia dell’arte sono interpretate da Marco Brinzi e Caterina Simonelli, entrambi formatisi alla Scuola del Piccolo di Milano. Dialogheranno ironicamente sui temi di attualità quotidiana, diventata canovaccio: il virus, la distanza imposta, le cure necessarie, un modo per ripensare l’esperienza che ci ha accomunati nei mesi del lockdown.

L’iniziativa dell’ Ape Teatrale è in linea con le altre proposte nelle settimane di lockdown, quando abbiamo trasferito sul web il Teatro del Giglio, con un palinsesto social creato per non interrompere quel filo prezioso che ci lega al nostro pubblico – spiega l’amministratore unico del Teatro, Giovanni Del Carlo – Attraverso piazza del Giglio, GiglioLab si legge e Parole per pensare, siamo entrati nelle case delle persone con voci e volti, libri e pensieri, nella convinzione ferma che il teatro e la sua funzione non muoiono, non devono morire se viene temporaneamente a mancare lo spazio fisico teatro. Il progetto Ape teatrale è l’ideale continuazione di questo percorso iniziato in piena pandemia,  trasferito dallo spazio virtuale a quello fisico della piazza dove finalmente possiamo di nuovo incontrarci, parlare, guardarci negli occhi. Con Ape teatrale portiamo delle piccole rappresentazioni ma di grande qualità, con un’azione forte e coraggiosa che vede impegnato il Teatro del Giglio in prima linea”.

“La funzione culturale e sociale dello spazio pubblico è ciò che muove la nostra amministrazione in ogni azione quotidiana – dice  l’assessore alla cultura Stefano RagghiantiRidare  centralità a questi luoghi, siano essi incastonati nel centro storico o in una frazione o in quartiere periferico è una missione alla quale la cultura, il teatro in questo caso, concorre fortemente, creando un legame profondo con la nostra città. Ecco quindi che da una crisi può nascere un’opportunità, l’idea di trasferire il sapere teatrale su un’Ape, simbolo della dinamicità, dell’operosità e della rinascita italiana, portandolo in giro sul territorio affinché raggiunga quante più persone possibili. Il teatro diventa forma popolare che si muove tra la gente, un luogo di divertimento e di riavvicinamento sociale”.

Abbiamo scelto di muoverci con l’apecar perché l’ape ha diversi significati – spiega l’attore Marco Brinzi – Il primo è storico: il veicolo della Piaggio nacque nel 1948 proprio per aiutare i cittadini in un’Italia che tentava di risollevarsi economicamente dalla guerra, un simbolo quindi di rinascita. Il secondo motivo è sociale: l’ape, qui intesa come animale, è il perfetto esempio di condivisone sociale. Immaginiamo la città e le periferie come un magnifico alveare con cui avere un ritorno sociale “operoso”. Abbiamo deciso di dare al nostro veicolo il nome L’Apez ricordando Cristina Pezzoli, scomparsa recentemente che firmò per il Teatro de Giglio regie bellissime di La Tosca e Trittico”.

“Cristina – aggiunge Brinzi – è stata una regista a cui ero molto legato e che chiamavo in amicizia “L’apez” appunto, una donna che sognava di cambiare il teatro e di cambiare il mondo col teatro. Sicuramente ha cambiato il teatro e il mondo di coloro che l’hanno conosciuta”.

Voglio inoltre ricordare la nascita di un collettivo auto organizzato che riunisce i teatri di Lucca, Livorno e Pisa  chiamato Spazi aperti sempre – conclude  Marco Brinzi – che  ha lo scopo di avvicinare più persone possibili che lavorano nel settore culturale e nello spettacolo, settore fortemente colpito i cui lavoratori si sono trovati in seria difficoltà durante i mesi di emergenza”.

Il calendario delle performance è molto fitto e toccherà, con tre recite al giorno della durata di mezz’ora, per quattro giorni a settimana, dal 6 al 24 luglio, piazze e baluardi del centro storico e molti spazi dei quartieri intorno alla città, da Sant’Anna a San Concordio, San Vito, San Marco, Ponte a Moriano fino a San Macario in Piano. Si potrà assistere alle incursioni teatrali gratuitamente e in assoluta sicurezza, grazie a particolari dispositivi che segneranno le postazioni da occupare e segneranno le “distanze” prescritte tra gli spettatori. Qui il programma: https://www.teatrodelgiglio.it/it/stagione-in-corso/ape-teatrale/

Caterina Simonelli, diplomata nel 2005 presso la Scuola del Piccolo di Milano diretta da Luca Ronconi. Successivamente lavora in Scozia, nella compagnia internazionale Charioteer Theatre, diretta da Laura Pasetti. Come attrice viene diretta tra gli altri da Marco Baliani, Michela Lucenti, Bruce Myers, Luca Ronconi, Alfonso Santagata, Federico Tiezzi. Come aiuto regista affianca Robert Carsen, Giuseppina Carutti, Luca Ronconi, Andrée Ruth Shammah, Serena Sinigaglia. Nel 2006 scrive e dirige Schegge, ispirato a La valle bianca di Sirio Giannini, vincendo il bando Spazio per le Idee (provincia di Lucca), mentre nel 2007 cura la regia di Visioni: sogno di una notte di mezza estate da William Shakespeare, coprodotto col Piccolo Teatro di Milano. Come attrice vince nel 2011 il Premio Virginia Reiter. Nel 2013 comincia a lavorare come attrice e regista per la compagnia IF Prana, con la quale produce: R…Esistere. 13 buoni motivi per rinunciare al suicidio (2013), vincitore del bando Giovani in Scena; In alto mare (2014), finalista di Scintille Festival Asti Teatro; Grow (2015), coproduzione con la Compagnia Lombardi-Tiezzi, e Pleasure for measure (2016), coproduzione con Tema Cultura di Treviso. Nella Stagione 2015/2016 ha interpretato Goneril nel Lear di Roberto Bacci, nuova produzione del Teatro Nazionale della Toscana. Nella stagione 2017/2018 Insieme a Silvia Bennett crea Grow, Family affair e Scimmie con il supporto della Regione Toscana.

Marco Brinzi, formatosi alla Scuola del Piccolo Teatro sotto la direzione di Luca Ronconi, è stato diretto in teatro da registi quali: Massimo Castri, Federico Tiezzi, Gilbert Rouvier, Robert Carseen, Serena Senigallia, Veronica CrucianI, Cristina Pezzoli e dal lituano Oskaras Korsunovas. Per la televisione è stato Massimo Lorenzon nella serie Sky “1992” e coprotagonista nel film-tv Rai “Limbo” tratto dal romanzo di Melania Mazzucco. Nel 2016 ha recitato nell’ultimo film dei Fratelli Taviani “Una Questione Privata” tratto dall’omonimo libro di Beppe Fenoglio mentre nel 2018 è nel “Il testimone invisibile” diretto da Stefano Mordini e prodotto da Warner Bros Italia. In questa stagione teatrale 2020 sarà in scena con il Piccolo Teatro di Milano con una tournée europea per lo “La tragedia del Vendicatore” diretto dal regista inglese Declan Donellan . Reciterà poi nella prima messa in scena italiana di “Gli ultimi giorni di Giuda Escariota” di Stephen Gurgis.

 

Qui il programma

 

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