Sereni alla serata Casapound su Ungaretti: “Lucca non ha celebrato degnamente il poeta” foto

Il professore, ex sindaco di Barga, sul cinquantesimo dalla scomparsa: "La destra ha messo la bandiera per assenze altrui"

Si è svolto ieri (9 luglio) il secondo appuntamento del festival culturale L’Augusta – la Fortezza delle Idee organizzato da CasaPound Italia in centro storico. Argomento della serata il poeta Giuseppe Ungaretti, ricordato a cinquant’anni dalla morte. Sono intervenuti i professori Umberto Sereni e Francesco Tricomi, moderati dal giornalista Fabrizio Vincenti e con l’intervento in collegamento del giornalista Mario Bernardi Guardi. La conferenza è stata intervallata dalla lettura di poesie di Ungaretti.

Tema principale della serata è stato il rapporto tra Ungaretti e Lucca. “È stato quello di un amore vero, sofferto – ha sottolineato Sereni – Lucca non lo ha celebrato degnamente nel cinquantesimo della scomparsa? CasaPound ha messo la bandiera per assenze altrui, ha reso dignità alla civiltà lucchese: ringraziamo i dormienti e gli svagati”.

Si è parlato anche dell’originalità della sua poesia, delle sue influenze, della poesia di guerra e del rapporto con la natura. “Attraverso la natura esprime le proprie sensazioni – ha detto Tricomi – la sua è una poesia ‘naturale’. La mattina, la notte, i fiumi; il richiamo alle radici, la poesia di guerra, la morte dei suoi compagni in trincea; la madre. Tutto questo in Ungaretti è natura”.

Bernardi Guardi ha ricordato il lato ‘politicamente scorretto’ del poeta: “Un aspetto spesso trascurato, che lo ha visto legato al fascismo e a Mussolini – a cui era talmente devoto da darne il nome al figlio – e che gli è costata l’epurazione dopo la guerra e il Nobel”. La conferenza è stata chiusa dalle parole registrate di Ungaretti, su cosa sia la poesia: “Quello che avvicina al segreto che è in noi”.

I prossimi appuntamenti de L’Augusta, sempre di giovedì alle 21 in piazza XX settembre, avranno ad oggetto rispettivamente la politica lucchese con i consiglieri comunali di opposizione, il mondiale di Italia ’90 a trent’anni di distanza e il business dell’ambiente “oltre Greta e i gretini”.

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