Una Madama Butterfly in chiave green per il Festival Puccini

Sabato (9 agosto) con replica il 21 l'opera nella originale interpretazione di Manu Lalli

Rosso come la passione di Cio Cio San, verde come la natura del Lago di Puccini, ecco i colori di Madama Butterfly per il Festival Puccini 2020 nella originale interpretazione di Manu Lalli che firma regia, scene e costumi del nuovo allestimento in scena sabato (9 agosto) con replica il 21 al Gran Teatro di Torre del Lago.

La presentazione dello spettacolo, questa mattina a bordo del battello Airone mentre solcava il lago Massaciuccoli per entrare in sintonia – come ha detto nella sua introduzione il direttore artistico, Giorgio Battistelli – con il messaggio che il Festival Puccini grazie alla lettura di Manu Lalli lancia con questo spettacolo. Una presentazione fatta nella natura, tra i falaschi del lago di Puccini per rendere meglio l’idea del messaggio che la regista Manu Lalli, convinta ecologista, intende trasmettere con la sua interpretazione dell’opera che racconta la triste storia della geisha di Nagasaki.

“Ho cercato di mettere insieme dice Manu Lalli – la natura e Butterfly, una lettura che posso dire mi ha ispirato la frase del romanzo di Pierre Loti Madame Chrysanthème Una casa all’ombra, in mezzo a giardini verdi, sì, sarà sopra un ampio bosco e si aprirà davanti a noi come uno squarcio incantato per lasciarci penetrare fin dentro il suo cuore. Un nuovo allestimento adeguato alle restrizioni anti Covid ma che non rinuncia a parlare al cuore con quella musica che anche il lago ha ispirato al maestro. La natura, proprio come la piccola Butterfly è complessa, appassionata, meravigliosa e fragile. E l’uomo civilizzato, crede spesso, con leggerezza, che sia a sua disposizione, pensa di poter fare di quella natura quello che vuole. Possederla e poi prosciugarla, impossessandosi di tutti i suoi tesori, di tutto il suo splendore, senza la volontà di conoscerla. La natura, come Butterfly, può morire se non ne avremo cura. Ma forse proprio come nell’Opera del grande Puccini, il tempo della consapevolezza sta giungendo. Un messaggio a difesa della natura ma anche della donna e delle tante violenze che tante donne ogni giorno sono costrette a subire in forza dei loro sentimenti”.

Nello spettacolo di Manu Lalli anche Kate è una donna, è vestita di rosso, ma con tutte le altre, al termine dello spettacolo, a difesa tutte le donne si spoglia dell’abito rosso per vestirne uno bianco per dire che se muore anche una sola donna moriamo tutte.

Sul podio al suo debutto sul palcoscenico di Puccini il giovane e talentuoso direttore italiano Enrico Calesso recentemente confermato alla guida musicale del Mainfranken Theater e dell’orchestra filarmonica di Würzburg che dice: “È davvero sorprendente come Puccini riesca attraverso le note ad esprimere certi sentimenti, vediamo ad esempio che per rendere il confronto tra le due culture quella orientale e quella occidentale, la prima fatta di stabilità, di convenzioni, e percepita dall’occidente come estremamente manipolabile usi la forma musicale della “fuga” la forma principe della razionalità musicale”•

Nei panni della povera gheisa una vera giapponese il soprano Shoko Okada per la prima volta sul palcoscenico del Festival Puccini in un ruolo da protagonista dopo aver frequentato i corsi di perfezioanmento della Puccini Academy; ancora un debutto nel ruolo di Pinkerton per il giovane tenore campano Raffaele Abete, mentre nel ruolo di Suzuki già apprezzata nelle passate edizioni il mezzo Annunziata Vestri. Un gradito ritorno sul palcoscenico di Puccini quello del baritono Alessandro Luongo che sarà Sharpless.

Completano il cast Goro Francesco Napoleoni, il principe Yamadori Luca Bruno,  lo zio bonzo Davide Mura, il commissario imperiale Luca Bruno. l’ufficiale del registro Alberto Petricca, Kate Pinkerton Anna Russo

Il disegno luci è firmato da Valerio Alfieri. Il coro del Festival Puccini è diretto da Roberto Ardigò.

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