Sui passi di Puccini, presentato il romanzo di don Andreuccetti

All'evento ha partecipato anche il vescovo Giuletti

Venerdì sera (11 settembre) l’associazione musicale Sui Passi di Puccini, nell’ambito della sua prima rassegna estiva, ha organizzato un incontro sul romanzo di Don Emanuele Andreuccetti Luz. Non solo musica quindi ma più ampiamente cultura, come sottolineato nel saluto iniziale del presidente Carlo Vitacolonna.

Don Emanuele è nativo di Farneta, per cui ha accolto con piacere l’invito della associazione a presentare e spiegare le ragioni del nuovo romanzo, aiutato e sollecitato dal professor Luciano Luciani che, con le sue domande e qualche piccola provocazione, offriva materiale di dialogo e chiarimento per i presenti. Luz luce, il cammino esistenziale di una persona che cerca la verità, ma soprattutto cerca se stesso; cerca quella luce che solo dall’intimo può nascere, crescere e diventare testimonianza di vita. Emblematico il disegno in copertina: il labirinto che si trova scolpito su una colonna all’ingresso del Duomo di San Martino a Lucca.

È un labirinto insolito, come spiegato dall’autore, diverso dai labirinti che conosciamo nei  quali si cerca l’uscita, vagando per vicoli chiusi, vie sbarrate e quindi costretti ogni volta a ricominciare da capo. Il bassorilievo del Duomo è un cammino che non porta fuori, bensì porta dentro, fino al centro, al centro di se stessi dove tutto ha inizio. È dal centro che si muovono i primi passi per andare incontro ad un mondo che ci apparirà diverso perché noi siamo diventati diversi.

Nel libro oltre a Jonas, il protagonista, trovano posto molte altre figure che, in qualche modo, lo aiuteranno, nel bene e nel male, con verità o menzogna, con false adulazioni e profonde delusioni, a ritrovare, o meglio a trovare se stesso. Jonas si renderà conto, finalmente, che non esistono scorciatoie, la vita è un lungo cammino dove l’amore, infine, trionfa sempre. Su questo aspetto il professor Luciano Luciano sottolineava il fatto che Don Emanuele è un sacerdote e nella sua narrazione questo aspetto un po’ si avverte.

Nel racconto, fatto di brevi capitoli per agevolare la lettura, troviamo i frati certosini con i loro racconti, compresa la strage del 1944, Ettore Majorana che, chissà, potrebbe aver trascorso proprio nella Certosa di Farneta gli ultimi anni della sua vita, oltre a persone che a vario titolo, accompagnano Jonas nel suo viaggio di ricerca. Un libro da leggere con attenzione, un libro su cui meditare perché il cammino di una vita, la ricerca esistenziale, non sono mai banali ma coinvolgono ogni uomo dalla nascita alla morte. Al termine dell’incontro l’arcivescovo di Lucca Mons. Paolo Giulietti, ha salutato Don Emanuele e tutti i presenti. Infine il presidente Carlo Vitacolonna nel ringraziare Don Emanuele, lo ha iscritto come socio onorario dell’associazione. I numerosi presenti si sono complimentati con l’autore salutandolo come un amico e un fratello che ritorna nella sua casa. Una bella serata di cultura e di riflessione. Grazie agli organizzatori e arrivederci al prossimo evento il 27 settembre a San Macario in Piano.

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