Riccardo Iacona e Marta Serafini vincitori del premio Arrigo Benedetti

La consegna avverrà sabato (3 ottobre) alle 11 nel Teatro dei Differenti di Barga

Sono Riccardo Iacona e Marta Serafini i vincitori della decima edizione del premio giornalistico Arrigo Benedetti 2020. Il premio dedicato al giornalista lucchese fondatore dell’Espresso e dell’Europeo sarà consegnato sabato 3 ottobre alle 11 al Teatro dei Differenti a Barga, città che nella biblioteca comunale Fratelli Rosselli ospita il fondo librario appartenuto a Benedetti.

L’iniziativa, di prestigio e alto valore culturale, è organizzata dal Comune di Barga, in collaborazione con la Provincia di Lucca, la famiglia Benedetti e Toscana Energia. A consegnare il premio sul palco saranno la sindaca Caterina Campani, il presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini e Arrigo Benedetti. A coordinare l’evento sarà Andrea Giannasi.

“La decima edizione del premio assume, in questo anno così difficile, un significato ancora più importante – ricorda la sindaca di Barga Caterina Campani – perché oggi più che mai è forte e viva la lezione del giornalista Benedetti, che chiedeva di fare inchieste e approfondire sempre le notizie. Barga ha accolto grandi firme del giornalismo italiano, premiando negli anni coloro che proprio sui passi di Arrigo Benedetti hanno saputo e sanno dare ai lettori e agli ascoltatori grandi esempi di inchieste. Per questo siamo felici di assegnare il premio 2020 a Riccardo Iacona e Marta Serafini”.

Riccardo Iacona, reporter, autore e conduttore di Presadiretta (Rai3), romano, si laurea in discipline dello spettacolo alla facoltà di lettere e filosofia all’Università degli Studi di Bologna ed esordisce nel cinema in qualità di aiuto regista. Alla fine degli anni 80, inizia la sua esperienza televisiva nella terza rete della Rai. Prima in Scenario di Andrea Barbato e poi Duello e dopo l’incontro con Michele Santoro, Samarcanda, Il Rosso e il nero e Temporeale. Lascia la Rai per seguire Santoro su Italia Uno dove è autore insieme a Ruotolo e Formigli dei programmi Moby Dick e Moby’s. Nel 1999 ritorna in Rai sempre insieme a Michele Santoro e lavora per le due testate Circus e Sciuscià. È autore e regista di reportage che indagano l’Italia nelle sue sfaccettature più diverse e ne restituiscono un quadro trasparente e sincero. Con W gli Sposi, W il Mercato e W la Ricerca, vince la sfida del grande reportage in prima serata nonché numerosi riconoscimenti, fra cui il Premio Ilaria Alpi e il Premio Flajano. Dal 2009 è autore e conduttore di Presadiretta, programma di reportage e inchieste in onda in prima serata su Rai3. Come giornalista è chiamato ad approfondire i molteplici argomenti trattati nei suoi reportage: dalle tematiche ambientali all’economia sostenibile, dalle riforme istituzionali ed economiche dell’agenda politica del paese ai nuovi scenari sociali dati dai flussi migratori.

Negli ultimi anni ha contribuito al dibattito nazionale sulla violenza sulle donne e femminicidio, misurandosi in particolare con l’universo tanto vasto quanto impenetrabile della prostituzione e dei suoi “consumatori”. Questi sono i temi al centro di due dei suoi libri: Se questi sono gli uomini (Chiarelettere 2012) e Utilizzatori finali (Chiarelettere 2014). Nel 2018 scrive dell’intricato intreccio della giustizia italiana in Palazzo d’ingiustizia: il caso Robledo e l’indipendenza della magistratura. Viaggio nelle procure italiane (Marsilio). Mai più eroi in corsia. Cosa ha insegnato il coronavirus al nostro sistema sanitario è il titolo del suo ultimo libro (Piemme 2020).

Marta Serafini dal 2007 è giornalista al Corriere della Sera per cui si occupa di terrorismo e relazioni internazionali. Nel 2016 ha fatto parte della commissione indipendente di Palazzo Chigi sul fenomeno della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista in Italia. In precedenza ha lavorato in televisione a Le Invasioni Barbariche (La7), e in radio. Nel 2012 con altre giornaliste del Corriere e della 27 esima Ora, il blog dedicato alle questioni di genere, ha partecipato a un’inchiesta collettiva sulla violenza sulle donne da cui è nato il libro Questo non è amore (Marsilio). Nel 2015 ha scritto un instant book pubblicato in edicola dal Corriere della Sera, Maria Giulia che Divenne Fatima.

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