Marijuana legale in Italia: come sono cambiate le cose in pochi anni

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Da diversi anni a questa parte, si parla molto di marijuana legale in Italia. Come sono cambiate le cose dal 2016 a oggi? Nelle prossime righe, vediamo qualche informazione in merito.

Marijuana legale: dalle Legge 242/2016 alla New Canapa Economy

La Legge 242/2016 ha cambiato radicalmente il modo di approcciarsi alla marijuana in Italia. Se fino a quell’anno si parlava solo di marijuana terapeutica o di spaccio, nel momento in cui il suddetto testo normativo è entrato in vigore si è cominciato a discutere anche di cannabis light.

La marijuana legale in Italia secondo la legge sopra ricordata è caratterizzata da una percentuale di THC, principio attivo psicoattivo per eccellenza, molto bassa. Per dare qualche numero, ricordiamo che si va dallo 0,2 allo 0,6. In merito all’ultima percentuale, è il caso di dire che si tratta di una soglia di tolleranza. Il legislatore, infatti, è perfettamente conscio del fatto che mantenere una percentuale di THC pari allo 0,2 non è certo facile.

Dal contesto appena descritto è nata quella che è stata definita come New Canapa Economy. Questo neologismo, che riesce in qualche modo a riportarci a tempi in cui l’economia mondiale è stata sconvolta dall’avvento di internet, indica il giro d’affari che ruota attorno al mondo della canapa (i terreni coltivati con questa pianta sono quintuplicati dal 2013 al 2018). Per quanto riguarda il giro d’affari della vendita dei prodotti, siamo attorno ai 40 milioni di euro.

A contribuire a questa mole di fatturato ci pensano sia i growshop, sia gli e-commerce. Fermarsi un attimo sul trend dell’online è doveroso per capire come è cambiato negli ultimi anni il mondo della cannabis light.

Cannabis light online: il trend degli ultimi mesi

Con 10.000 persone occupate e un giro d’affari annuo attorno ai 40 milioni di euro, il settore della cannabis light è di indubbio interesse. Nel momento in cui lo si chiama in causa, è doveroso citare l’esplosione del trend dell’online che ha caratterizzato i primi mesi del 2020.

Se fino a febbraio/marzo di quest’anno gli e-commerce di cannabis si trovavano a gestire un fatturato con una crescita lineare, con la quarantena hanno avuto a che fare con un aumento esponenziale dei carrelli e del loro valore.

A cosa è dovuta questa esplosione? Al fatto che, durante la quarantena, gli italiani hanno sperimentato una situazione mai vista prima per quanto riguarda lo stress. Questo ha portato tantissime persone a cercare rimedi utili per tenere sotto controllo i sintomi della suddetta condizione psicofisica. Il CBD o cannabidiolo, cannabinoide più famoso dopo il THC e privo di effetti psicoattivi, è infatti contraddistinto da un’influenza molto importante sull’ansia e sull’insonnia (non si tratta di un rimedio per tenere sotto controllo la depressione).

Il CBD può essere assunto in diversi modi. Il più semplice è senza dubbio l’olio, facile da gestire, adatto anche a chi è alle prime armi con l’utilizzo della cannabis light e, di riflesso, molto popolare. Per chi è più esperto e alla ricerca di prodotti caratterizzati da un maggior livello di purezza ci sono i cristalli, che possono essere sciolti sotto la lingua, ma anche vaporizzati o aggiunti ai cibi. Da non dimenticare sono anche le infiorescenze.

Un prodotto che riscontra grande successo da tempo sono i liquidi per l’e-cig. Concludiamo facendo presente che per scegliere un e-commerce si può tenere conto di diversi criteri, dalla presenza di informazioni approfondite sulla normativa vigente fino alla qualità e alla frequenza delle risposte alle domande poste sui social dagli utenti.

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