Cammino inaugurale sulla via Matildica del Volto Santo foto

Percorso un tratto compreso fra Pieve Fosciana e Castiglione Garfagnana con l'archeologa Lucia Giovannetti e la guida Pierluigi Pellizzer

Ieri pomeriggio (19 settembre) un tratto piccolo ma significativo della Via Matildica, compreso fra Pieve Fosciana e Castiglione Garfagnana, è stato percorso da venticinque persone accompagnate dall’archeologa Lucia Giovannetti e da Pierluigi Pellizzer, guida ambientale escursionistica.

Piccolo, perchè si dipana per poco più di 4 chilometri, dall’antica pieve di San Giovanni Battista al Castello di Castiglione, passando per il molino Regoli, risalendo la sponda sinistra del fiume Esarulo e toccando il ponte medievale ‘a schiena d’asino’ in località Molini. Significativo, perchè un segmento così ridotto di strada è comunque un concentrato di interessantissime testimonianze architettoniche religiose e militari, artistiche e di cultura materiale che ci raccontano la ricchezza della nostra Garfagnana e ci suggeriscono che un cammino storico è, prima di tutto, un tuffo nel passato e nei paesaggi di un territorio, da riscoprire e assaporare con lentezza.

La suggestione in chi lo percorre nasce prima di tutto dalla consapevolezza di muoversi sulle orme di Matilde di Canossa (1046-1115), personaggio femminile di rilievo nella storia medievale italiana ed europea che fra Toscana, Emilia e Lombardia aveva le basi del proprio potere politico. Lei, a capo della Marca ereditata dal padre Bonifacio di Toscana, i cui antenati erano originari proprio del contado di Lucca, si avvaleva dei passi appenninici per raggiungere i propri possedimenti territoriali: donna frequentemente in viaggio con il suo seguito di vassalli.

Dalle pianure del Po, attraverso le colline e montagne del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, fino alle valli della Garfagnana valicando il passo di San Pellegrino dominato dalla grande mole del suo ospitale medievale, la via Matildica, con il suoi 285 km di sviluppo, si è aggiunta all’atlante digitale dei Cammini d’Italia dando valore ai luoghi che tocca e generando nuova sinergia fra territori diversi. Da Mantova (città in cui Matilde probabilmente nacque) a Lucca (città dei suoi avi e importante meta di pellegrinaggio grazie alla reliquia del Volto Santo nella cattedrale di San Martino) è un cammino che fa penetrare nel patrimonio e nell’immaginario culturale, storico, economico e religioso del nostro Paese, studiata per la mobilità lenta – a piedi e in bicicletta – e chiave di scoperta di luoghi ‘minori’, ma soltanto perché meno noti e non toccati dal turismo di massa, non certo per bellezza e ricchezza di emergenze storiche e paesaggistiche.

La giornata di ieri ha avuto proprio lo scopo di iniziare a divulgare e condividere il senso e le potenzialità di un cammino storico, non solo in termini turistici ma anche a beneficio delle comunità locali (ivi comprese le scuole) che possono tornare a fruire lentamente e ‘profondamente’ del territorio a partire dalla soglia di casa (‘sfogo’, questo, la cui importanza si è capita ancor di più in tempo di pandemia, quando si scelgono mete di prossimità).

L’amministrazione di Pieve Fosciana, rappresentata dalla consigliera Annarita Fiori e quella di Castiglione di Garfagnana hanno patrocinato l’evento, una sorta di gemellaggio culturale originatosi dalla nuova viabilità lenta che li unisce, ripulita e segnalata con apposita cartellonistica a cura dell’Unione dei Comuni della Garfagnana. La Pro Loco di Castiglione, grazie alla disponibilità di Valentina Folegnani e Alice Marzocchini, hanno organizzato l’accoglienza e la visita guidata della Rocca e di questo borgo murato, senza dubbio tra i più strategici e affascinanti della Garfagnana.

 

 

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