Fondazione Ragghianti, al via due nuove mostre sul Novecento foto

Esposizioni dedicate a Cioni Carpi e Gianni Melotti, due artisti che raccontano le sperimentazioni dell'arte contemporanea italiana

Due mostre sull’arte contemporanea italiana sono le nuove proposte culturali della Fondazione Ragghianti, che intende indagare il periodo storico del novecento, riscoprendo artisti poliedrici come Cioni Carpi e Gianni Melotti.
La prima mostra a cura di Angela Madesani, è dedicata alle sperimentazioni artistiche di Cioni Carpi, nome d’arte di Eugenio Carpi de’ Resmini, un’artista dalle numerose sfaccettature. Il percorso della mostra si compone di quaranta opere, realizzate nell’arco di tempo che va dal 1960 circa, agli anni ’80, tra dipinti, installazioni, lavori fotografici e progetti.

“Un sentito ringraziamento alla Fondazione per aver ascoltato il mio parere nella realizzazione di questa mostra – dice la curatrice Angela Madesani – Ho voluto rappresentare venti anni di lavori eseguiti da Cioni, dagli anni sessanta agli anni ottanta, si tratta di un’artista particolare che ha sperimentato molti campi. Conoscere la sua biografia è essenziale per comprendere a pieno l’evoluzione delle sue opere”.

La seconda mostra a cura di Paolo Emilio Antognoli presenta i risultati di una ricerca storica e archivistica sulle opere di Gianni Melotti durante il primo decennio di attività che va dal 1974 al 1984. Alla Fondazione Ragghianti vengono esposte trenta opere di Melotti, dalle sperimentazioni cameraless ( senza uso della macchina fotografica), alle coloratissime opere tridimensionali.

“E’ doveroso un ringraziamento alla Fondazione, al presidente e a tutto lo staff che si è occupato della realizzazione della mostra – dice il curatore Paolo Emilio Antonioli –. Ho voluto indagare tra le prime opere realizzate dal maestro Melotti per dare risalto al lavoro straordinario che ha fatto durante i primi dieci anni di attività. Un lavoro che fino ad adesso era rimasto inedito”.
All’inaugurazione della mostra è presente anche l’artista Gianni Melotti:
“Fermare il tempo, trovare una soluzione è una cosa impossibile, ci viene incontro la fotografia , scattando congeliamo un momento della nostra vita. Tutti vorremmo fermare il tempo per rimanere in quel momento. La tecnica fotografica ci offre questa possibilità”.

Le due mostre saranno visitabili nel complesso monumentale di San Micheletto da domani (3 ottobre) al 6 gennaio 2021.

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