Imt, premiato lo studio di Giada Lettieri sulla mappatura delle emozioni

Lettieri: "Non è semplice per una donna ottenere riconoscimenti in ambito scientifico. Imt è ambiente inclusivo"

Un altro riconoscimento per Giada Lettieri,  la giovane ricercatrice del molecular mind laboratory (Momi lab) della Scuola Imt.
Le è stato assegnato il premio Sipf junior 2020 della Società italiana di psicofisiologia e neuroscienze cognitive (Sipf). A essere premiato, il suo studio Emotionotopy in the human right temporo-parietal cortex, pubblicato a dicembre 2019 sulla rivista scientifica Nature Communications.

Il premio viene assegnato ogni anno a giovani ricercatrici e ricercatori che non abbiano ancora compiuto trentacinque anni e che abbiano ‘firmato’ come primo autore un lavoro scientifico nel campo della psicofisiologia e delle neuroscienze cognitive, pubblicato nel corso dell’anno precedente. La dottoressa Lettieri si è aggiudicata la vittoria con l’articolo sulla mappatura delle emozioni: assieme ai suoi collaboratori, ha infatti scoperto come una piccola area dell’emisfero destro del nostro cervello, chiamata giunzione temporo-parietale, sia in grado di rappresentare topograficamente la complessità di quanto proviamo – quali emozioni sentiamo in un preciso momento e quanto intensamente – con un meccanismo che in fondo non è molto dissimile a quello dei cinque sensi, vista, udito, olfatto, gusto e tatto.

“Sono onorata di ricevere un premio così importante. Il premio arriva come riconoscimento del nostro lavoro pubblicato su Nature Communications, supervisionato dal dottor Luca Cecchetti e dal profesor Pietro Pietrini. Solo grazie al prezioso contributo di tutti gli autori dello studio è stato possibile raggiungere un traguardo tanto significativo. Devo dire che nell’ambito scientifico per le donne non è semplice emergere, ma alla Scuola Imt ho trovato un ambiente veramente inclusivo, che favorisce la crescita di chiunque si impegni, a prescindere dal genere o da qualsiasi altro fattore che non sia il merito”, ha detto Lettieri, che si è addottorata alla Scuola nel dicembre 2019 in cognitive, computational and social neurosciences con una tesi dal titolo Brain topography, connectivity dynamics and coding mechanisms underlying the subjective experience of affective states.

E la Sipf, che da anni promuovela crescita e la diffusione della psicofisiologia e delle neuroscienze tra i giovani ricercatori in ambito nazionale e favorisce l’integrazione tra studiosi di discipline diverse nell’ambito dello studio del cervello e delle sue manifestazioni comportamentali, aveva in qualche modo ‘predetto’ il successo dello studio poi selezionato dalla redazione di Nature: nel 2018, infatti, Lettieri aveva vinto anche il premio Sipf giovani per il miglior contributo scientifico al congresso Sipf con Emotional experience timecourse explains brain connectivity dynamics during naturalistic stimulation, una sorta di prima fase del paper poi pubblicato, vincitore di quest’anno.
A marzo dello scorso anno era stata la volta del Merit abstract award, l’ambito premio che la Organization for human brain mapping (Ohbm), la più importante società scientifica internazionale per lo studio delle funzioni cerebrali umane, conferisce ai migliori lavori scientifici più innovativi e originali, oltre tremila proposte provenienti da tutto il mondo.

Il riconoscimento della Sipf alla dottoressa Lettieri è motivo di grande orgoglio per Imt che tre anni fa, nel 2017, aveva visto assegnare lo stesso premio a un altro suo allievo, Andrea Leo. Nel 2018, poi, Emiliano Ricciardi, professore di psicobiologia e psicologia fisiologica, ha vinto il premio Sipf, attribuito questa volta a un ricercatore italiano al di sotto dei quarantacinque anni, distintosi per il suo importante contributo nell’ambito della psicofisiologia. Sarà lo stesso Ricciardi, eletto presidente a dicembre 2019, a guidare la Sipf dal prossimo anno.

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