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Fondazione Ragghianti, riapre la biblioteca. Ancora sospesa la doppia mostra

Anche gli archivi e la fototeca accessibili di nuovo su prenotazione e a numero chiuso

Oggi (9 dicembre) a seguito del decreto del 3 dicembre, la biblioteca, gli archivi e la fototeca della Fondazione Ragghianti riaprono al pubblico su prenotazione e a numero chiuso come prescritto dalla normativa vigente.

Per accedere è necessario prendere un appuntamento scrivendo un’e-mail a info@fondazioneragghianti.it o telefonando al numero 0583.467205, attivi dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17, salvo festività infrasettimanali.

Con la stessa modalità e agli stessi recapiti è possibile prenotare i volumi per il prestito e per avere informazioni sul servizio di document delivery.

Nella sala di lettura si svolgeranno (nel rispetto delle distanze di sicurezza e di tutte le altre disposizioni vigenti) i servizi di prestito e restituzione dei libri e di consegna della documentazione d’archivio. La consultazione nella sala di lettura è consentita soltanto per i volumi della biblioteca della Fondazione Ragghianti che non possono essere concessi in prestito e per i documenti d’archivio della Fondazione stessa.

L’orario di apertura al pubblico resta invariato: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18 e il martedì anche la mattina dalle 9 alle 13.

La prenotazione dei libri è riservata soltanto agli utenti già registrati alla biblioteca della Fondazione Ragghianti. Chi non lo fosse, potrà iscriversi via e-mail richiedendo i moduli al seguente indirizzo: info@fondazioneragghianti.it.

Si protrae invece la sospensione, fino al 15 gennaio 2021 in ottemperanza alle misure anti contagio, la doppia mostra L’avventura dell’arte nuova – anni 60-80 Cioni Carpi – Gianni Melotti curata da Angela Madesani e da Paolo Emilio Antognoli, chiusa dal 5 novembre scorso.

L’esposizione, realizzata grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca,  ha riscosso un grandissimo successo di critica, registrando recensioni positive e segnalazione sulle principali testate cartacee e online nazionali, nonché in televisione (al Tg2) e alla radio (di pochi giorni fa, il servizio di Rai Radio3 Suite).

Notevole, fino alla chiusura del 5 novembre scorso, anche l’afflusso di pubblico, nonostante le restrizioni e limitazioni già imposte dai precedenti decreti. Come dichiara il direttore Paolo Bolpagni, “l’auspicio è di poter riaprire, non appena la situazione sanitaria e le norme vigenti lo consentiranno, questa mostra dedicata alla sperimentazione dell’arte italiana tra gli anni Sessanta e Ottanta del secolo breve, che ha delineato un percorso sfaccettato e per molti aspetti sorprendente, affascinando tutti coloro che l’hanno visitata. Ora occorre sospendere l’attività espositiva, ma la vita e la progettualità della Fondazione Ragghianti non si fermano, anche in vista degli importanti appuntamenti che attendono la nostra istituzione nel 2021″.

 

 

 

 

 

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