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Lucca festeggia i duecento anni della Compagnia dei pompieri, istituita da Maria Luisa di Borbone

Un decreto del 1820 per l'estinzione degli incendi. La Fondazione Banca del Monte di Lucca ne ricorda la nascita

Mercoledì (16 dicembre) ricorre l’istituzione della Compagnia dei pompieri, l’attuale corpo dei vigili del fuoco, voluta da Maria Luisa di Borbone con il decreto 73 datato 1820 che ha lo scopo di “riordinare in una maniera efficace il servizio che ha per scopo la estinzione degli incendi”.

Lo ricorda il professor Pietro Paolo Angelini, referente per il progetto triennale della Fondazione Banca del Monte di Lucca Maria Luisa, Infanta di Spagna e Duchessa di Lucca. “Si tratta – spiega – del riordino di un servizio antincendi che era  già attivo ma che viene ristrutturato, potenziato e reso autonomo. Il decreto prevede, in caso di incendio, anche una speciale vigilanza sul Monte di Pietà, sede dell’attuale Fondazione Banca del Monte di Lucca, per l’importanza che aveva per la città”.

“Sarà creata una compagnia di Pompieri che avrà l’incarico di estinguere gl’incendi nel recinto della città di Lucca”, si legge nel decreto, composta da un ispettore e da diciassette pompieri, cioè da cinque maestri muratori, cinque falegnami, cinque fabbri e due scalpellini; i primi tre gruppi saranno guidati da un pompiere nominato caporale. L’ispettore e i tre caporali saranno regolarmente retribuiti; i pompieri riceveranno invece una gratificazione in base al servizio reso. Tutti saranno sottoposti all’obbligo della formazione (“alla istruzione che sarà loro data per ben disimpegnare le proprie attribuzioni) e nissuno di essi dovrà vestire uniforme”.

Il decreto elenca le competenze e le modalità di intervento: in caso di incendio il parroco, “nella cui parrocchia si è scoperto”, farà suonare a martello la campana della sua chiesa; in base all’estensione, suoneranno anche le campane le chiese limitrofe. “I pompieri, appena venuti in cognizione dell’incendio, dovranno accorrere al luogo con tutti gl’istrumenti della rispettiva arte”, che opereranno secondo le indicazioni dell’ispettore. Il corpo dei pompieri sarà coadiuvato dalla “Truppa di Linea” e dalla “Reale Moschetteria” … che si recherà sul luogo “con gli utensili necessari”. Anche gli abitanti della città sono tenuti a coadiuvare. Durante l’incendio saranno eseguiti dei pattugliamenti per la città.

“Merita osservare – commenta Angelini – che durante l’incendio ‘il comandante dei Reali Moschettieri farà guardare il Monte di Pietà ed il pubblico Archivio’, una vigilanza particolare prevista dall’articolo 10, motivata dall’importanza delle due istituzioni. Pene severe, dalle multe alla reclusione, sono previste per chi oserà suonare le campane a martello per altri motivi e per i pompieri che commetteranno delle mancanze durante l’esercizio delle loro funzioni. La custodia degli attrezzi per estinguere il fuoco sarà affidata alla Reale Moschetteria in un magazzino completo degli attrezzi necessari, inventariati e sottoposti a regolare manutenzione”.

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