Marco Brinzi nei panni di Ungaretti per la serata omaggio su Noi Tv

Viaggio nella vita e nelle opere del grande poeta grazie a Lucchesi nel Mondo e Comune

“Figlio di Lucca. Tutto il mio sangue è lucchese, da origini che immagino remote, poiché discende da contadini. Non so quando venne al contadino lucchese la smania di emigrare, ma avrà posseduto sempre le due nature, del nomade e del casalingo” . Tutto pronto per il particolare evento di omaggio televisivo al poeta Giuseppe Ungaretti, realizzato con il sostegno dell’associazione Lucchesi nel Mondo e Comune di Lucca, che  spunto da questa affermazione tratta dall’intervento che fece il 15 maggio del 1958 in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria da parte della città.

L’idea che muove questa serata, in onda domani sera (3 gennaio) alle 21 su NoiTv è quella di raccontare e celebrare assieme al pubblico da casa la vita avventurosa del grande poeta facendolo attraverso i suoi aneddoti, i suoi incontri artistici e il suo immenso amore per la letteratura.

Seduto in poltrona, come faceva nei programmi televisivi Rai del 1960, quando leggeva a milioni di italiani l’Odissea, si ritroverà Giuseppe Ungaretti (interpretato da Marco Brinzi) in una intervista ironica e “brillante” trasmessa su Noitv in cui verranno ripercorsi i punti salienti del suo percorso biografico.

Passeranno così, recitati in prima persona, i suoi ricordi d’infanzia ad Alessandria d’Egitto, gli incontri da studente con altri artisti a Parigi, la dolorosa guerra sul Carso, gli anni trascorsi in Brasile e il legame indissolubile con la terra “madre” Lucca.

Viene immaginato seduto alla poltrona del suo studio (qui evocata perfettamente da quella già presente nella sede dell’Associazione Lucchesi del Mondo). Chi meglio di lui potrà raccontare infatti quanto sia insita nell’animo dei lucchesi questa smania di viaggiare/emigrare per poi tornare alla terra natia?

Il suo racconto accompagnato dai ritmi delle milonghe brasiliane, le sonorità da lui più amate. Saranno infatti due musicisti (Laura De Luca e Marco Cattani) ad accompagnarlo in questo viaggio autobiografico con le magiche vibrazioni sudamericane. 

Un’intervista-concerto, diunque,  come avvenne al Teatro Argentina di Roma, quando batteva il tempo e cantava sorridendo con l’allegria e l’impudenza del bambino di ottant’anni, insieme ai musicisti Vinicius de Moraes e Chico Buarque de Hollanda.

“Ricordare un grande poeta di origini lucchesi – è il commento dei Lucchesi nel Mondo – che con la sua vita possa essere un esempio di quanto l’arte sia uno strumento valido per “salvarci” e sperare in un futuro migliore. Una via per emergere rispetto ad un periodo così difficile che noi tutti noi stiamo attraversando”.

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