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‘5 maggio’, proseguono da remoto gli incontri dedicati al periodo napoleonico

Venerdì (14 maggio) sulle pagine social del circolo culturale Agorà e del centro studi Gioacchino e Napoleone l'appuntamento con la studiosa lucchese Elena Pierotti

Proseguirà da remoto per tutto il mese di maggio il ciclo di incontri sul periodo napoleonico della 18esima edizione del 5 maggio.

L’iniziativa è organizzata dal Circolo culturale l’Agorà e dal Centro studi Gioacchino e Napoleone di Reggio Calabria, presiedute da Gianni Aiello, in occasione del bicentenario 1821-2021 per parlare della figura e del periodo storico di Napoleone Bonaparte. Nel corso degli incontri saranno trattati ambiti eterogenei, tra diverse agorà e intrecci tra micro e macro storia, così come evidenziato nell’apertura della nuova edizione, quando sono state consegnate delle targhe ricordo ad alcuni discendenti di quei soldati che militarono al seguito di Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat.

In occasione della terza giornata disponibile sulle varie piattaforme social a partire dal 14 maggio, nel palinsesto delle due co-associazioni organizzatrici ci sarà l’intervento della ricercatrice Elena Pierotti. Laureata in storia all’Università di Pisa, collabora con diverse riviste specializzate, ed è autrice di alcune pubblicazioni scientifiche. La studiosa lucchese analizzerà, attraverso diversi documenti rinvenuti dalla stessa ricercatrice, la provenienza bonapartista del religioso. Padre Gioacchino Prosperi, patrizio di nascita, ebbe infatti i suoi natali a Lucca nel 1795 . Un percorso di notevole interesse, visto i collegamenti tra Napoleone I e i cattolici liberali ma anche delle origini della famiglia Bonaparte, e dei suoi legami pregressi con gli ambienti toscani.

“E di legami se ne trovano: un matrimonio celebrato quando ancora i Bonaparte dimoravano a Sarzana, tra i Calandrini, riformati ginevrini di origini lucchesi e gli stessi Bonaparte; una lettera del generale Corso Pasquale Paoli a padre Ghelsucci dei Chierici Regolari della Madre di Dio, inviata in Lucca, dove si parla di un generale Corso, amico del Paoli, da poco deceduto, che il religioso lucchese padre Ghelsucci, visti i toni della lettera, conosceva; questo quando Pasquale Paoli non si era ancora allontanato dagli ambienti bonapartisti isolani – spiegano gli organizzatori -. Un giovanissimo Napoleone che raggiunge lo zio sacerdote a San Miniato per poter ottenere quel titolo nobiliare che gli era necessario per entrare all’Accademia militare di Brienne, che lo zio poteva fargli ottenere; e San Miniato era diocesi di Lucca. Tanti intrecci tra storia locale e grandi eventi”.

Nella programmazione della nuova giornata di studi, sempre da remoto, ci saranno interventi come Napoleone per l’Italia e per l’Europa: progetti rinviati a Waterloo a cura di Riccardo Scarpa. A seguire L’eredità sociale del periodo napoleonico a cura di Andrea Guerriero mentre concluderà Gianni Aiello sul tema Francobolli e Napoleone.

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