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Art Beat, nella chiesa di San Cristoforo la mostra dello scultore Aron Demetz foto

Sarà inaugurata venerdì (11 giugno) alla presenza dell'artista

Art Beat. E’ questo il titolo della mostra dell’artista altoatesino Aron Demetz allestita nella chiesa di San Cristoforo in via Fillungo. Lo scultore sarà presente al vernissage venerdì (11 giugno) alle 17,30 per inaugurare un’installazione e sette scultura esposte. L’allestimento rimarrà visitabile gratuitamente fino all’11 luglio.

L’esposizione è stata concepita appositamente per gli spazi della chiesa, gioiello dello stile romanico, strutturando un percorso espositivo calibrato sulla dimensione architettonica e rituale dell’edificio religioso. La mostra, promossa dall’Associazione culturale quattro coronati e curata da Mauro Daniele Lucchesi e Alessandro Romanini, ruota attorno a un’installazione multimediale di dimensioni monumentali, un altare in legno carbonizzato, “alimentato” da un video che riproduce un cuore pulsante che diffonde il relativo battito amplificato negli spazi della chiesa.

L’installazione integrata da altre sette sculture realizzate con vari materiali e in varie dimensioni, scandisce un percorso espositivo che, in linea con la poetica che ha reso Demetz famoso a livello internazionale, intende promuovere nello spettatore una riflessione che vada oltre la mera contemplazione. Come recita il titolo Art Beat, un battito d’arte assimilabile ad una pulsazione vitale di un cuore, le varie forme espressive e, in particolare quelle plastiche contribuiscono in maniera determinante, in questa specifica congiuntura storico-sociale, caratterizzata dal distanziamento sociale, a restituire un entusiasmo e una spinta alla relazione collegiale, al contatto oltre che alla valorizzazione della dimensione del pensiero e spirituale.

sculture Aron Demetz

“Le sculture di Demetz nella chiesa di San Cristoforo – spiegano Mauro Daniele Lucchesi e Alessandro Romanini – rappresentano allo stesso tempo sia formalmente che tematicamente una riflessione sulla figura umana e su quella rituale-spirituale, declinate nei vari materiali. Legate a vario titolo a quella dimensione archetipica junghiana, strettamente connesse alla memoria collettiva, ricettacolo di valori in cui tutta l’umanità si riconosce, le opere amplificano a dismisura il loro impatto, dialogando in maniera sinergica con l’architettura della chiesa, potenziando l’atmosfera spirituale dell’insieme”.

La mostra rimane aperta e a ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20 fino all’11 luglio.

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