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Al liceo classico un incontro letterario dedicato a Pascoli foto

Durante l'evento il ricordo del professor Vincenzo Placido

Martedì scorso (8 giugno) alle 11 , alla splendida cornice dell’aula magna del liceo classico Machiavelli di Lucca, si è tenuto l’incontro letterario dedicato a Giovanni Pascoli, durante il quale è stata ricordata la figura del professor Vincenzo Placido recentemente scomparso. Placido autore del saggio-romanzo Zvanì. Il fanciullino di casa Pascoli edito da Tralerighe libri, era legato all’Istituto Civitali per i lunghi anni di insegnamento e per aver ivi ricoperto il ruolo di vice preside. Durante l’evento al quale hanno partecipato la dirigente scolastica Mariacristina Pettorini, il coordinatore dell’ufficio scolastico provinciale Duccio Di Leo, l’editore Andrea Giannasi e Beniamino Placido, figlio del professore, sono state donate copie del libro agli studenti delle classi quarte del liceo classico Machiavelli, del liceo Paladini e dell’istituto Civitali, le tre scuole che compongono il Polo, visto che il prossimo anno , in vista dell’esame di maturità, il Pascoli sarà oggetto di studio.

La dirigente scolastica Mariacristina Pettorini ha fatto gli onori di casa e ha ricordato la figura di Vincenzo Placido come uomo di profonda cultura, dotato di grande ingegno e genialità, docente di materie letterarie profondo e preparato. La dirigente ne ha ricordato anche la grande umanità, la simpatia , la generosità e l’attaccamento ai valori dell’amicizia e della famiglia.

L’editore Andrea Giannasi ha illustrato la natura dell’opera e come l’autore abbia raccontato la vita di un uomo che incontra se stesso e che cresce con la poesia. Il Pascoli era molto legato alla natura, alle piccole cose, allo scoprire e riscoprire il tramonto o il sorgere del sole. Vincenzo Placido rivela un uomo diverso che prende per mano il lettore e lo accompagna nella sua grande esperienza”. Con questa donazione gli studenti del Machiavelli, del Paladini e del Civitali avranno la possibilità di conoscere l’immaginario pascoliano, ritrovando molto anche delle paure adolescenziali, dei piccoli tormenti, delle cicatrici e delle ferite, che ad una certa età sembrano assumere i contorni della vetta impossibile da scalare. Scopriranno un Pascoli più vicino alla madre e alla figura perduta del padre in quell’incessante ricerca di ricostituire il “nido” familiare tanto lieto e felice in gioventù.

L’evento è stato sarà allietato dalla presenta di Tiziano Fulceri e Gabriele Levrini che hanno musicato alcune poesie del poeta di Castelvecchio e San Mauro di Romagna, grazie alla lunga collaborazione con Vincenzo Placido. I due hanno eseguito con la chitarra canzoni basate sui testi del poeta come L’oro di Barga, La mia sera e Il gelsomino notturno.

Beniamino Placido , emozionato, ha detto: “Mio padre era fanatico dell’autore. Secondo me si rispecchiava un po’ nella sua vita poiché era rimasto orfano in età abbastanza giovane. Si è dovuto prendere cura delle sorelle e dentro era rimasto un fanciullino. Ogni tanto a casa tirava fuori il bambino che c’era in lui”.

Il sogno di Vincenzo, uomo profondamente di scuola, era quello di organizzare un progetto nella casa Pascoli e di diffondere il libro nelle scuole e di andarci di persona.

La dedica del libro è rivolta ai figli di Beniamino Placido e così recita: “A Vincenzo, Margherita e Samuele , i miei tre nipoti, perché amino la poesia”.

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