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La violenza sulle donne riguarda gli uomini: al San Regolo il libro di Stefano Ciccone

Si intitola 'Maschi in crisi? Oltre la frustrazione e il rancore'. L'incontro si terrà venerdì (25 giugno) alle 17

Presenza prestigiosa venerdì (25 giugno) a Lucca, dove arriva il fondatore nazionale dell’associazione Maschile plurale, Stefano Ciccone. L’appuntamento è alle 17, alla casermetta San Regolo, sopra l’Orto Botanico, nel Centro storico. Ciccone presenterà il suo libro Maschi in crisi? Oltre la frustrazione e il rancore.

L’iniziativa è organizzata dal gruppo lucchese di Maschile plurale, assieme al Guv (gruppo uomini Viareggio), Nuovo maschile (Uomini liberi della violenza), col patrocinio del Comune di Lucca. Le altre realtà coinvolte sono l’Uudi, la commissione pari opportunità del Comune di Lucca, Luna Centro antiviolenza, Casa delle donne Comune di Viareggio, Centro donna Lucca, la Città delle donne Lucca, LuccAut e associazione Casa della donna. L’incontro è libero e aperto a tutte e a tutti.

“Il gruppo Maschile plurale di Lucca si riunisce con cadenza quindicinale dal giugno del 2017 – spiega il presidente, Angelo Albero – Siamo un gruppo eterogeneo per età, esperienze e vissuti. Siamo un gruppo di ascolto e condivisione che si propone anche iniziative e attività rivolte verso l’esterno con interventi pubblici sul piano sociale (la nostra prima iniziativa sarà in occasione del prossimo 25 novembre 2017), educativo con interventi presso le scuole superiori e contatti con le varie associazioni femminili presenti nel nostro territorio. La violenza sulle donne ci riguarda e ci chiama in causa al di là delle storie e vissuti individuali; ci riguarda tutti in quanto portatori di una cultura e di modelli fondati sul patriarcato, sul potere e sulla dominanza”.

“La violenza non appartiene solo a chi la esercita materialmente, non è solo il comportamento sbagliato di alcuni: ne rispondiamo tutti noi uomini. Poiché sentiamo in modo insopportabile il disagio, il malessere di una identità maschile storicamente determinata, di modelli millenari che opprimono donne, ma anche uomini e strati sociali subalterni, abbiamo cominciato a interrogarci e a riflettere sulla necessità di lavorare per una trasformazione dell’essere uomini, riconoscendo la nostra parzialità, a partire ciascuno dal proprio vissuto. Nella prima fase dei nostri incontri abbiamo soprattutto cercato di ricostruire il percorso familiare, educativo e sociale che ha concorso alla costruzione della nostra identità maschile. Il nostro modo di procedere si basa su poche e semplici regole: ascolto non giudicante – disponibilità al confronto di esperienze personali mettendo in campo il nostro sentire – accoglienza delle varie sensibilità e delle differenze. Ci accompagna la consapevolezza che il percorso che abbiamo intrapreso noi a Lucca, come i tanti altri gruppi di uomini del nostro Paese, è un cammino lungo, difficile, anche doloroso che esprime tuttavia la volontà di contribuire ad un cambiamento nella cultura e nelle pratiche sociali e individuali che avvertiamo come non più rimandabile”.

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