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Alfredo Caselli e lo storico caffè Di Simo in un libro di Umberto Sereni

Per il centenario della morte del mecenate, Rotary club e Fondazione Giovanni Pascoli pubblicano un libro sull'esperienza culturale del caffè di via Fillungo

Alfredo Caselli proprietario dello storico bar Caselli, oggi Di Simo, è una delle figure centrali del panorama culturale lucchese del ‘900. Mecenate e grande amico di artisti famosi, il suo caffè è diventato al tempo uno dei più grandi centri culturali del panorama italiano, frequentato da personalità di spicco come Giacomo Puccini e Giovanni Pascoli.

La sua vita e il suo caffè sono diventati una parte importante della storia contemporanea lucchese e, a cento anni dalla sua morte, il Rotary Club di Lucca e la Fondazione Giovanni Pascoli vogliono ricordare il grande mecenate attraverso la pubblicazione di un libro dedicato a lui e al suo caffè scritto dal professor Umberto Sereni.

Recuperare la memoria dello storico bar Caselli è un’operazione culturale di grande portata che consente di riappropriarsi di una delle pagine più interessanti del Novecento lucchese e ci fa rivivere una straordinaria stagione d’arte. Il caffè Caselli diventa non soltanto un centro culturale, ma anche un luogo in cui la giovane intellettualità cittadina faceva le prime esperienze e scopriva il fascino dell’impegno per la tutela e la valorizzazione di Lucca.

“Siamo felici di aver raccolto la sollecitazione che il professor Sereni ha lanciato alla città per il centenario della morte di Alfredo Caselli, storico proprietario del caffè Caselli, oggi caffè De Simo – dichiara Carlo Lazzarini presidente del Rotary club di Lucca -. La nostra iniziativa non si ferma al semplice ricordo, il nostro obiettivo è quello di rendere questi eventi strutturali per dare alla città qualcosa di duraturo. Come Rotary, ad esempio, mi fa piacere ricordare che nel 2003 prendemmo spunto dalla ricorrenza del centocinquantesimo anniversario dell’invenzione del motore a scoppio, per avviare un’iniziativa che portò nel giro di pochi anni alla costituzione di una fondazione intitolata ai due scienziati, Barsanti e Matteucci. Soprattutto, a rendere duraturo l’omaggio alla loro memoria attraverso un’esposizione permanente dedicata alle loro invenzioni. Anche questa dovrà essere un’occasione di carattere squisitamente culturale per far nascere qualcosa per la città di Lucca”.

“Alfredo Caselli non vanta altisonanti titoli di studio, ha appena la quinta elementare – spiega Alessandro Dami, presidente della Fondazione Giovanni Pascoli – Nonostante tutto, nel ‘900 il caffè Caselli in via Fillungo è diventato uno dei più grandi centri culturali, non solo di Lucca, ma dell’intero paese. Sono stati moltissimi i suoi frequentatori, Giacomo Puccini, Plinio Nomellini, Libero Andreotti Caccardo, Roccatagliata Ceccardi, Leonardo Bistolfi e naturalmente Giovanni Pascoli. Durante il centenario della morte di Pascoli nel 2012 abbiamo dato alle stampe una pubblicazione con la collaborazione di autori importanti come il professor Umberto Sereni. In quell’occasione abbiamo realizzato un profonda ricerca su come Pascoli ha vissuto l’esperienza lucchese e le sue frequentazioni del caffè Caselli, tramite alcune lettere che il poeta spediva al proprietario. Caselli costruì a Lucca qualcosa d’importante, che non è mai stato replicato negli anni successivi”.

“Sarebbe stato un peccato imperdonabile dimenticare questo anniversario – dice il professor Umberto Sereni, autore del libro –, voglio ringraziare Rotary club Lucca e Fondazione Giovanni Pascoli, per aver raccolto questa sollecitazione e per la pubblicazione di questo volume dedicato al caffè Caselli, nato da una ricerca fatta alcuni anni fa. Questo libro rimarrà anche in futuro come ricordo di una delle figure dominanti nel panorama culturale lucchese del ‘900. Questa è solo una delle molte iniziative che faremo quest’anno, posso anticipare che il 15 d’agosto, giorno preciso della morte di Alfredo Caselli, un gruppo di difensori di Lucca deporrà una corona di fiori sul cippo dedicato al mecenate che si trova a Castiglione di Garfagnana. Tra i tanti meriti di Alfredo Caselli c’è quello di aver messo in campo una difesa attiva per il patrimonio storico culturale lucchese. L’iniziativa più importante che organizzò fu quella sull’integrità delle mura di Lucca. Nel 1907 fu progettata una nuova porta sulle mura, che ne avrebbe snaturato l’architettura. Caselli avvertì immediatamente il pericolo e si attivò fintanto da portare il problema all’attenzione dei più grandi artisti italiani, tra cui Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio. Si venne a creare una società in difesa dei monumenti lucchesi e l’amministrazione del tempo fu costretta ad abbandonare il progetto”.

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