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Una passeggiata alla “deriva” per Lucca e periferia foto

L'iniziativa della Fondazione Ragghianti

Esplorare Lucca e la sua periferia come se fossero un pianeta sconosciuto o una terra da scoprire, in una lunga camminata apparentemente senza meta. Questo è il cuore della suggestiva iniziativa promossa dalla Fondazione Ragghianti per mercoledì (15 settembre).

L’appuntamento è alle 15 nel Complesso di San Micheletto; da qui partirà una sorprendente passeggiata, quasi una performance, che porterà i partecipanti “alla deriva”, per scoprire una zona “ibrida” tra le mura e il Serchio, lontano dal turismo, camminando lungo i margini e i confini. Lo scopo è di cercare il filo che unisce quei frammenti di città che sono le periferie, in cui viviamo e che forse non siamo in grado di vedere e capire sino in fondo, se non attraverso una prospettiva nuova, come quella appunto di chi cammina a piedi. A guidare il gruppo sarà Francesco Careri, architetto, membro del comitato scientifico della mostra “Pianeta città”, attualmente allestita alla Fondazione Ragghianti. Professore associato all’Università Roma Tre, dove dirige i master Environmental Humanities e Arti performative e spazi comunitari, Careri è co-fondatore del collettivo di artisti Stalker, con cui, dal 1995, sperimenta esplorazioni, azioni e ricerche sfociate poi nel corso di Arti civiche, durante il quale gli studenti non si incontrano in aula, ma imparano e si confrontano mentre camminano per la città, nelle zone più sconosciute.

La sera di mercoledì, alle 21 nella Sala conferenze Vincenzo da Massa Carrara del Complesso di San Micheletto, lo stesso Careri interverrà, con il direttore Paolo Bolpagni, Eleonora Mastropietro e Daniele Ietri, alla proiezione ufficiale del documentario Pianeta Rota, che racconta la collezione di Italo Rota dal suo personale punto di vista. Diretto da Eleonora Mastropietro su progetto di Daniele Ietri e della stessa Mastropietro, prodotto dalla Fondazione Ragghianti in collaborazione con La Fournaise (associazione che riunisce professionisti del mondo della produzione audio-visuale e della ricerca territoriale), il video, della durata di circa venti minuti, esplora la casa di Rota, dove si trova «l’accumulo», come lo chiama l’architetto, di migliaia di oggetti, opere d’arte e libri che compongono la sua collezione. Una congerie di pezzi in cui si alternano “alto” e “basso”, popolare e cólto, in una collocazione apparentemente casuale, e che Rota usa come strumenti di ricerca, promemoria per supportare il proprio lavoro culturale e creativo. Moltissimi di questi pezzi sono ora esposti alla Fondazione Ragghianti e danno vita alla mostra “Pianeta città. Arti cinema musica design nella Collezione Rota 1900-2021”, che rimarrà aperta fino al 24 ottobre.
Il documentario è stato selezionato al Venice Architecture Film Festival, la Mostra del Cinema di Architettura di Venezia, che si è svolto nella città lagunare dall’1 al 5 settembre in parallelo con la Biennale di Architettura e con la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, classificandosi tra i primi cinque film in gara.

La partecipazione ai due appuntamenti è gratuita e richiede di essere in possesso del green pass. Per la passeggiata pomeridiana è necessario iscriversi mandando un’e-mail a info@fondazioneragghianti.it.

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