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Sokurov al Film Festival ringrazia Lucca: “Amo l’Italia, per me è una seconda patria” foto

Il regista russo ospite d'onore: "Puccini? Un vero gentiluomo"

“Riteniamo l’Italia una seconda patria, per alcuni artisti è l’unica patria culturale del mondo, nonostante tutte le peripezie e le difficoltà politiche della Russia, noi, e penso di poter parlare a nome di tutti, amiamo l’Italia e la vostra storia”. Così il maestro Aleksandr Sokurov, 70 anni, oggi (2 ottobre) al cinema Astra di Lucca per ricevere il premio alla carriera del Lucca Film Festival e Europa Cinema che omaggia il maestro con una selezione dei suoi film.

Oggi incontrando la stampa, il maestro ha spaziato dal cinema all’arte con al centro il suo amore per l’Italia: dalla musica (“Puccini, un vero gentiluomo” a “Verdi e mi chiedo chi potesse mai abitare nell’anima di quest’uomo per scrivere un capolavoro come Va Pensiero”) fino a Fellini (“un regista divino”) a Dante (“un film su Dante è sempre nei miei pensieri ma vorrei raccontare Dante nella sua vita non sempre attraverso l’aldilà”).

Il regista russo ama l’Italia e lo dice in ogni sua parola. “Ogni autore – sottolinea rispondendo alle domande dei giornalisti – ogni artista che si reca in Italia si sente a casa. L’arte che si trova qui è l’arte del mondo. Voi ci avete insegnato molto, non solo in campo artistico. Sono molto grato al festival e alla città di Lucca, che potrò visitare in questi giorni, e chi permette al festival di esistere”. Il maestro poi ha aggiunto, guardando il programma del festival, che “sono grato agli organizzatori anche per il supporto che date al cinema d’autore. Nessun gran risultato del cinema di massa sarebbe potuto esistere se non ci fosse quello d’autore”.

“Felice di tornare in Italia d’estate – ha detto scherzando il regista – anche perché ora a San Pietroburgo sta per nevicare e quindi qui siamo come in Paradiso”. E a proposito di Paradiso, incalzato dalle domande della stampa, Sokurov ha spiegato che il suo progetto su un film su Dante Alighieri è sempre nei suoi pensieri.  “E’ nei miei pensieri, sì. Vorrei partire dal fatto che Dante era circondato dalla gente reale, dalle circostanze del quotidiano in cui viveva di cui Dante era molto curioso. A Dante Alighieri interessava molto quello che la gente pensava e come viveva. Affrontarlo sarà molto più difficile ma spero di riuscire di portare in vita questo progetto anche grazie agli amici italiani (perché vorrei utilizzare maestranze italiane). Devo dire che riflettendo su Dante ho notato una cosa: lavorando sul suo materiale è molto difficile non pensare a quello che lui pensava dell’aldilà, agli orrori dei gironi e ai crepuscoli dell’inferno. Vorrei ri-programmare quello che conosciamo di Dante e non rimanere ingabbiato in questa situazione perché il Sommo Poeta offre di più. Un film da fare in Italia e convincere i miei amici e colleghi che dobbiamo realizzare un film carico di luce e ottimismo e non di quel crepuscolo di cui pensiamo abitualmente”.

Tornando al cinema italiano ha poi spiegato che “amo tutto il neorealismo e Fellini è divino, non aggiungo altro. Pensate che durante il regime sovietico quando i film italiani, alcuni, quelli che potevamo vedere, ci procuravano un entusiasmo enorme: ogni film italiano che arrivava era una gioia enorme, come quando sono riuscito a vedere i film di Pasolini. Forse voi non vi rendete conto di quanto li abbiamo stimati. Forse, certi autori, li amiamo più noi, in Russia, che voi in Italia?”.

E sul rapporto cinema e musica ha spiegato che il suono è l’anima dei suoi film e si chiede “ancora oggi come ha fatto Giuseppe Verdi a scrivere Va Pensiero e chi abitava nell’anima di questo uomo. Che angelo, che divinità abbia visitato il suo animo”. E sull’opera di Giacomo Puccini, il maestro spiega che è “di una dolcezza e cordialità umana indescrivibile, inusuale, Non conosco un altro così tenero come Puccini. Ma al giorno d’oggi avrei proposto l’opera di Puccini in un altro modo, completamente diversa con un approccio diverso rispetto a quello che è stato fino ad oggi. L’Opera è una torre d’avorio popolata da baroni e di cantanti famosi e di enormi monumenti… chissà Puccini cosa dirà da lassù”.

“Sono onorato – ha detto il sindaco Alessandro Tambellini presente all’incontro – di poter premiare nella nostra città un regista che con la propria sensibilità ha saputo così ben interpretare la propria dimensione culturale, molto apprezzata anche in Italia grazie alla grande tradizione letteraria ed autoriale russa”.

Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, ha fatto eco: “È una grande soddisfazione poter ospitare e premiare nel contesto del nostro Festival, un nome come quello di Sokurov che ha così intensamente contribuito a fare grande il cinema d’autore”.

“Sono felice – ha detto Nicola Borrelli – di poter ospitare uno dei più affermati esponenti della storia del cinema. Ancor piu onorato di conferire il premio alla carriera proprio qui a Lucca, considerata ‘un museo a cielo aperto’ a questo regista maestro nell’utilizzo degli spazi anche urbani e proficuo artista anche in ambito museale”.

Programma del festival di domani (3 ottobre)

Il programma del festival prosegue domani (3 ottobre) con Sokurov che presenterà alle 21, al cinema Centrale il film Arca russa, novanta minuti di storia russa raccontata con un piano-sequenza d’alta regia. Un flusso continuo che attraversa secoli e personaggi, quelli nella Russia zarista, da Pietro il Grande fino alla famiglia di Nicola II, fino alla vigilia della rivoluzione bolscevica: per farlo Sokurov arrivare ad ideare la sequenza in soggettiva, unica compagnia un ironico diplomatico francese. Alle 15 all’auditorium Fondazione Banca del Monte di Lucca l’omaggio continua con la proiezione di Francofonia del 2015, che porta sullo schermo il rapporto tra arte e potere al culmine di uno dei conflitti più devastanti cui il mondo abbia mai assistito, come la seconda guerra mondiale. La terza giornata di festival inizia alle 15 al cinema Centrale con la proiezione de Il secondo principio Di Hans LiebschnerIl, film di Stefano Testa del 2019.

Nato dal ritrovamento di pellicole e videocassette amatoriali contenenti la memoria “cinematografica” della famiglia Liebschner, il film attraversa la nascita e la disgregazione della famiglia, che attraversa l’evoluzione tecnologica del supporto di ripresa. Il concorso internazionale con i lungometraggi in anteprima italiana prosegue sempre al cinema Centrale. Alle 17 con Wood and water di Jonas Bak, con le musiche di Brian Eno, che racconta la storia di una famiglia e delle sue peripezie tra la Germania e Hong Kong, animata dalle proteste in strada. Alle 18,30 Brighton 4th di Levan Koguashvili, sul rapporto tra l’ex campione di wrestling Kakhi e suo figlio, tra Stati Uniti e Georgia, tra situazioni tanto comiche quanto tragiche. Per la sezione Arte e Cinema è in programma La Rivoluzione Siamo Noi: Arte Italia 1967/1977 (2020) di Ilaria Freccia, alle 17,30 all’auditorium Fondazione Banca del Monte. Il documentario illustra un periodo che vede l’Italia al centro dell’avanguardia, con gallerie sperimentali e grandi mostre, insieme a festival di danza, teatro e poesia animati da personaggi divenuti poi di culto. Un racconto visivo dal ritmo serrato, arricchito da materiali di repertorio.

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