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Imt, ecco la ‘squadra’ del nuovo direttore Rocco De Nicola: 4 delegati e un vice

Maria Luisa Catoni è la prima donna nella stanza dei bottoni dell'università. Mirco Tribastone è il numero 2

Ordinario di informatica, esperto di sistemi distribuiti e cybersecurity, dall’1 novembre Rocco De Nicola è il nuovo direttore della Scuola Imt. Fra i suoi primi provvedimenti la nomina di quattro delegati e di un vicedirettore che nei prossimi tre anni lo affiancheranno nella gestione di singoli aspetti della vita accademica.

Novità della nuova squadra di governo è la presenza di un delegato alla comunicazione e alla terza missione, il professor Emiliano Ricciardi, già delegato ai rapporti con gli ex allievi e la parità di genere durante la direzione del professor Pietro Pietrini. Fra le conferme della squadra precedente anche Mirco Tribastone, professore ordinario di informatica che, oltre alla delega alla didattica, ora ricoprirà anche il ruolo di vicedirettore. Ricerca, innovazione e pari opportunità, invece, sono state affidate a Maria Luisa Catoni, ordinaria di storia dell’arte antica e archeologia, prima delegata donna della Scuola Imt. Infine l’organizzazione e la programmazione sono state affidate al professor Massimo Riccaboni, ordinario di economia.

Lo sviluppo della vocazione interdisciplinare della Scuola Imt e la crescita su più livelli saranno i principi guida strategici della nuova direzione. Fra gli obiettivi di mandato il potenziamento dell’offerta formativa con l’attivazione di nuovi percorsi di dottorato, ma anche master di secondo livello, lauree magistrali in collaborazione con altre Università e corsi executive per l’impresa e la pubblica amministrazione. Molto importante sarà anche continuare a far rete con altre istituzioni universitarie in Italia e all’estero attraverso nuove collaborazioni. Un obiettivo che nel prossimo triennio sarà perseguito anche attraverso il rinvigorimento di legami con i professori e i ricercatori che in passato sono transitati dalla Scuola Imt. Per loro è in cantiere una associazione simile a quella che dal 2016 unisce allievi ed ex allievi.

Particolare attenzione sarà riservata al territorio attraverso il potenziamento delle politiche di trasferimento tecnologico e metodologico nonché il consolidamento dei rapporti con istituzioni, enti pubblici e privati con i quali la Scuola Imt già intrattiene rapporti di collaborazione, in Italia e all’estero. Altrettanto importante sarà il potenziamento dei servizi a supporto alla ricerca per mettere in grado la comunità di ricercatori della Scuola e soprattutto i giovani ricercatori di ottenere e gestire agilmente finanziamenti su progetti competitivi.

“Le sfide che avremo di fronte nei prossimi tre anni, e quelle che abbiamo già nell’immediato, sono tante e richiedono grandi responsabilità – commenta il neodirettore della Scuola Imt, Rocco De Nicola – In un periodo storico in cui i talenti e le loro competenze sono chiamati a raccolta, la parola chiave non può che essere collaborazione. Per questo motivo la Scuola Imt continuerà ad aprirsi sempre di più, a costruire nuove relazioni e consolidare quelle già avviate. Un processo – continua il direttore – che partirà dall’interno, dove la gestione della vita accademica sarà ancora più corale, arrivando a coinvolgere l’intero corpo docente, i ricercatori, il personale tecnico amministrativo e, in alcuni casi, anche gli allievi attraverso l’istituzione di commissioni e gruppi di lavoro. La stessa attenzione sarà riservata a tutte le forze, le competenze e le realtà presenti sul territorio e nel paese, che saranno ancora più intensamente coinvolte in progetti di collaborazione con la scuola Imt”.

Fra le priorità che la nuova direzione dovrà affrontare nel prossimo anno: un’attenta programmazione in vista dei bandi del piano nazionale di ripresa e resilienza, la presa in carico del nuovo immobile di via Brunero Paoli, primo passo verso l’acquisizione di nuovi spazi indispensabili per accompagnare le politiche di crescita e realizzare un Campus diffuso all’interno delle mura della città di Lucca.

Primo appuntamento pubblico del nuovo direttore e dei suoi delegati sarà l’inaugurazione dell’anno accademico, in programma nella chiesa di San Francesco il 18 novembre, giorno in cui 16 anni fa la Scuola Imt fu fondata. A tenere la tradizionale lectio magistralis sarà Roberto Baldoni, direttore della nuova agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), che illustrerà come il nostro paese intende attrezzarsi per fronteggiare le sfide alla sicurezza informatica di pubbliche amministrazioni, infrastrutture critiche, imprese e cittadini.

Rocco De Nicola è il primo direttore della scuola Imt ad essere eletto secondo le regole del nuovo statuto – con lo statuto precedente, infatti, i direttori erano nominati dal consiglio dorettivo  – Alla Scuola Imt il professor De Nicola è ordinario di informatica, direttore dell’unità di ricerca SysMA e coordinatore del programma di dottorato in scienza dei sistemi. Collabora con il Gran Sasso Science Insitute dell’Aquila e ha insegnato come professore ordinario anche all’Università di Firenze e alla Sapienza Università di Roma. In precedenza è stato ricercatore al Cnr di Pisa e ha lavorato prima all’Università di Edimburgo, poi per Italtel a Milano e alla Olivetti di Pisa. È stato visiting professor all’École Normale Supérieure di Parigi e all’Università Ludwig Maximilian di Monaco, e visiting scholar alla Microsoft Research di Cambridge. Ha conseguito la laurea in Scienze dell’informazione all’università di Pisa nel 1978 e ha ricevuto un dottorato di ricerca in Informatica dall’università di Edimburgo nel 1985. Attualmente è direttore del Cybersecurity competence center della Toscana (C3T) e vicedirettore del Laboratorio nazionale per la cybersecurity del Cini – Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica. Con Roberto Baldoni ha curato il volume Il Futuro della cybersecurity in Italia.  Un libro bianco per raccontare le principali sfide che il nostro paese dovrà affrontare nei prossimi cinque anni (2015) e, insieme anche a Paolo Prinetto, Il futuro della cybersecurity in Italia: ambiti Progettuali Strategici (2018).

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