Alla mostra ‘La nuova Barga’ l’origine del padiglione di maternità dell’ospedale

A volerlo fu la moglie dell'emigrante Pietro Paolo Caproni in ricordo del marito che aveva fatto fortuna negli Usa

Una donna per le donne: quando a Barga nacque il padiglione maternità. È stato grazie ai migranti di ritorno se Barga ha potuto avere un reparto dedicato alla salute di donne e neonati, e in particolare a Geltrude Brinkhaus, moglie di Pietro Paolo Caproni che, partito giovanissimo per Boston con il fratello Emilio, che costituì nel 1892 la Plastic Arts Society P.P. Caproni e Brother e fece una fortuna, anche se non potè più tornare in patria.

La storia di questa famiglia si legge nella villa Caproni, grazie alla mostra La nuova Barga: architettura e arti decorative tra Liberty e stile eclettico (1900-1935) che proprio nell’edificio, oggi sede della Fondazione Ricci Ets di Barga (via Roma, 20), ha luogo. Il nuovo allestimento si è infatti arricchito di materiali emersi dalle donazioni di diversi privati alla Fondazione, che testimoniano la Barga dei migranti di ritorno.

Ai ritornanti per la lunga via,/ già vicini all’antico focolare,/ la lor chiesa sonò l’Avemaria./Erano stanchi! avean passato il mare!, scrive Giovanni Pascoli in Italy. “Il barghigiano Pietro Paolo Caproni emigrò giovanissimo a Boston – spiega la presidente della Fondazione Ricci, Cristiana Ricci – Qui, insieme al fratello Emilio, costituì nel 1892 la Plastic Arts Society P.P. Caproni e Brother. Pietro Paolo non rientrerà più a Barga ma sua moglie Geltrude Brinkhaus volle l’istituzione di uno speciale reparto per le partorienti nell’ospedale San Francesco in memoria di suo marito. Nel 1928 fu così fondato il Padiglione Caproni in memoria di Pietro Paolo Caproni che da San Pietro in Campo si imbarcò verso l’America in cerca di fortuna come umile figurinaio e divenne il principale fornitore di riproduzioni di opere d’arte greche, romane, rinascimentali, a grandezza naturale per le università, per i musei e per le scuole d’arte negli Stati Uniti. La generosa donazione della signora Geltrude Brinkhaus Caproni permise di realizzare il reparto di maternità che fu costruito, attrezzato e funzionò a sue spese, diventando un sicuro punto di riferimento per tutte le partorienti della Valle del Serchio e rappresentando un grande passo per la sicurezza e la difesa della maternità e dell’infanzia”. L’edificio è oggi sede degli uffici amministrativi dell’azienda sanitaria. 

“L’emigrazione – prosegue Sara Moscardini che è curatrice della mostra insieme a un gruppo di ricercatori – fu un fenomeno che coinvolse in forma massiccia la Lucchesia dal XIX secolo. Anche la Valle del Serchio e Barga conobbero questa strada; di fronte ad una emigrazione episodica e periodica, come quella che ad esempio nei secoli precedenti conduceva i barghigiani in Maremma o all’Isola d’Elba per i lavori stagionali, le migrazioni avviate nell’Ottocento (specialmente dopo l’unità d’Italia), spesso non prevedevano un ritorno alla patria e si svolgevano secondo i codici ben definiti della catena migratoria. Impiegati dapprima tradizionalmente come figurinai, gli emigranti mantennero quell’impiego in forma industrializzata, o si dedicarono al settore della ristorazione. Tanti rimasero nei paesi di destinazione, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, il Sud America, le nazioni europee, mettendo radici nella nuova patria adottiva; alcuni riuscirono a tornare in Italia e con le fortune accumulate si costruirono i bellissimi villini e ville che possiamo ancora oggi ammirare nella nostra città. Tuttavia l’emigrazione non sempre è stata una storia di successo: era un’esperienza dura, incerta, umanamente provante. Un emigrante che partiva non sapeva se la sua storia avrebbe avuto un lieto fine o no”.

La mostra La nuova Barga: architettura e arti decorative tra Liberty e stile eclettico (1900-1935) è organizzata dalla Fondazione Ricci Ets e dall’Istituto storico lucchese sezione di Barga, con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Barga, dell’associazione Italia Liberty, con la collaborazione della Fondazione Paolo Cresci e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. È curata dalla presidente della Fondazione Ricci Ets, Cristiana Ricci, Sara Moscardini e Pier Giuliano Cecchi, rispettivamente direttrice e vicedirettore dell’Istituto storico lucchese sezione di Barga, Ivano Stefani, addetto culturale dello stesso istituto, Caterina Salvi, fotografa.

Insieme a La città delle formiche e i 100 Buffardelli boschivi di Marco Poma (al pian terreno della villa), è visitabili a ingresso libero fino al 26 settembre 2022 con i seguenti orari: venerdì 15,30-19,30, sabato e domenica 11-13 e 17-19; ingresso libero.

Ecco le prossime iniziative che si svolgono alla Fondazione Ricci, che fanno parte anche della rassegna Itinerari letterari a Barga. Tra ville e angoli suggestivi, organizzata dal Comune di Barga, dalla Pro Loco di Barga, dalla Fondazione Ricci, da Unitre Barga e dall’associazione Cento Lumi di Barga.

Sabato 27 agosto alle 17 Francesca Sensini presenta Non c’è cosa più dolce: Giovanni Pascoli ed Emma Corcos, lettere (Il Melangolo). Sabato 3 settembre alle 17 Vincenzo Pardini presenta L’accecatore (Pequad edizioni). Sabato 1 ottobre alle 17 Giovanna Pellegrini presenta Storia dell’altro millennio (Amaducci editore).

Sarà inoltre presentato sabato 10 settembre alle 18 il catalogo della mostra La nuova Barga. Architettura e arti decorative tra Liberty e stile eclettico (1900-1935), formato 24×30, pp. 432, con 1300 fotografie. A cura di Cristiana Ricci (le foto sono di Caterina Salvi), stampato da Maria Pacini Fazzi editore, edito dalla Fondazione Ricci con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del ministero dei beni culturali, raccoglie una ricerca approfondita tra le oltre cento architetture realizzate e le storie familiari delle famiglie committenti. È in vendita alla Fondazione Ricci.

Info: Fondazione Ricci Ets, 0583.724357, fondricci@iol.it, www.fondazionericci.info, Facebook Fondazione Ricci Ets, Instagram fondazione_ricci_barga.

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