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La mostra aprirà ufficialmente domani (5 aprile) fino al 29 giugno nelle sale del Complesso monumentale di San Micheletto a Lucca

La Fondazione Ragghianti presenta la mostra“Made In Italy. Destinazione America 1945-1954”, un viaggio nel design e nella creatività italiane del dopoguerra, visitabile dal 5 aprile al 29 giugno nelle sale del Complesso monumentale di San Micheletto a Lucca.
L’esposizione è realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il contributo di Toscana Aeroporti, il supporto di Banco Bpm, la partnership di Ars Movendi – Firenze e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, dell’American Chamber of Commerce in Italy, della Regione Toscana, della Provincia di Lucca e del Comune di Lucca.

A oltre settant’anni dalla storica mostra itinerante “Italy at Work” negli Stati Uniti, l’esposizione della Fondazione Ragghianti, curata da Paola Cordera e Davide Turrini, documenta l’evoluzione della produzione artistica, artigianale e industriale italiana negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale, evidenziando l’importanza del rapporto con gli Stati Uniti nel favorire lo sviluppo e la promozione del designed and made in Italy. Dai vetri Venini alle ceramiche di Gio Ponti e Lucio Fontana, passando per le calzature di Salvatore Ferragamo, la mostra racconta, con un forte taglio interdisciplinare, un periodo di grande fermento creativo e di rilancio internazionale attraverso opere pittoriche, scultoree e grafiche, oggetti d’arte applicata e di design, accessori di moda, disegni di allestimenti, prodotti e documentazioni.

All’anteprima della mostra che si è tenuta stamani (4 aprile) sono intervenuti, il presidente della Fondazione Ragghianti, Alberto Fontana il direttore della Fondazione Ragghianti, Paolo Bolpagni, la Console Generale degli Stati Uniti d’America a Firenze, Daniela Ballard e i curatori Paola Cordero e Davide Turrini.

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“Attraverso un ricco repertorio di materiali d’archivio, vogliamo offrire una nuova prospettiva sugli oggetti iconici di quel periodo e sui loro esemplari conservati nei musei, affrontando temi come le relazioni culturali tra l’Italia e gli Stati Uniti nel dopoguerra, le reti internazionali che coinvolsero politici, critici, artisti e designer di spicco, nonché la storia di eccellenze manifatturiere, alcune delle quali tuttora in attività – commentano Alberto Fontana e Paolo Bolpagni, presidente e direttore della Fondazione Ragghianti -. La mostra rievoca così un momento cruciale per la promozione del Made in Italy nel mondo, sottolineando l’importanza del “saper fare” degli Italiani e delle relazioni fra arte e design, rendendoli parte integrante del racconto contemporaneo“.

“In questa mostra abbiamo voluto raccontare il made in Italy degli anni 50 così come è stato presentato al pubblico americano e così come si è affermato nel mondo – spiega la curatrice Paola Cordero -. È una storia corale all’interno della quale le storie dei diversi artisti si intrecciano e contribuiscono a enfatizzare la varietà della produzione italiana del dopoguerra, che ha aspetti tradizionali ma che guarda anche le novità e all’affermazione di quello che diventerà poi nei decenni successivi il design italiano nel mondo”.

“La mostra Made in Italy. Destinazione America. 1945-1954 illumina un capitolo fondamentale della cooperazione tra Stati Uniti e Italia – dichiara la console degli Stati Uniti, Daniela Ballard -. All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo cruciale nella ripresa economica dell’Italia, contribuendo a gettare le basi delle solide relazioni economiche che ancora oggi uniscono i nostri Paesi. Gli Stati Uniti restano il principale partner commerciale dell’Italia al di fuori dell’Europa, con un interscambio bilaterale che lo scorso anno ha superato i 135 miliardi di dollari e investimenti diretti per oltre 78 miliardi di dollari. La Toscana, in particolare, è un polo di collaborazione economica tra Stati Uniti e Italia, con oltre 200 aziende di proprietà americana attive nella regione e molte imprese toscane che investono negli Stati Uniti. Ma oltre all’economia, le relazioni tra i nostri Paesi hanno avuto un impatto culturale profondo. Lo scambio di idee, arte, e innovazione tra Stati Uniti e Italia ha influenzato generazioni di artisti, consumatori, e intellettuali su entrambe le sponde dell’Atlantico. Allora come oggi, gli Stati Uniti continuano ad ammirare e celebrare il contributo dell’Italia alla cultura, al design e all’artigianato”.

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Grazie all’impegno di enti come la Cadma (Commissione Assistenza Distribuzione Materiali Artigianato) presieduta da Carlo Ludovico Ragghianti, la Cna (Compagnia Nazionale Artigiana) e la Handicraft Development Inc., furono organizzati eventi di grande rilevanza per la diffusione dei prodotti italiani negli Usa, tra cui le mostre alla House of Italian Handicrafts (1947-1956), l’esposizione itinerante “Italy at Work” (1950-1953) e le rassegne commerciali ospitate in prestigiosi stores come Macy’s e Kauffmann. Grazie anche al contributo di Ragghianti, si crearono le condizioni per la valorizzazione della cultura artistica, progettuale e produttiva italiana, che a lungo ha influenzato l’immaginario collettivo legato al Made in Italy.

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La mostra, con allestimento di Uliva Velo, si avvale di un comitato scientifico internazionale composto da Raffaele Bedarida, Paolo Bolpagni, Paola Cordera, Marianne Lamonaca, Liz St. George, Salvador Salort-Pons, Lucia Savi e Davide Turrini. L’esposizione è accompagnata da un catalogo che si articola in un nucleo iniziale di saggi scientifici (di Paolo Bolpagni, Paola Cordera, Sandra Costa, Davide Turrini e Alessandra Vaccari), che approfondiscono i contenuti e le dinamiche espositive adottate nel dopoguerra per promuovere la nuova cultura progettuale e produttiva italiana all’estero, da un’ampia sezione iconografica e dai testi di approfondimento di Antonio Aiello, Manuel Barrese, Sandra Coppola, Ali Filippini, Lisa Hockemeyer, Lucia Mannini, Simone Rossi, Oliva Rucellai, Mauro Stocco ed Elisabetta Trincherini.

Fondazione Ragghianti

La Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – Ets (Fondazione Ragghianti) nasce nel 1981 come centro studi, su iniziativa di due grandi storici dell’arte italiani, Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca, 1910 – Firenze, 1987) e sua moglie Licia Collobi (Trieste, 1914 – Firenze, 1989), con l’intento di offrire al pubblico un laboratorio permanente di studio e di ricerca sull’arte. Fin da subito ha sede nel quattrocentesco Complesso monumentale di San Micheletto a Lucca, e comprende uno spazio espositivo, una biblioteca specializzata, un archivio, una fototeca, una videoteca, una casa editrice che si occupa di produrre libri, pubblicazioni specialistiche e due riviste («Luk» e «Critica d’Arte») e un centro studi che svolge attività di ricerca e didattica e bandisce borse di studio post-dottorali.
Fin dai suoi esordi la Fondazione si propone di promuovere l’attenzione verso l’arte sia tra gli appassionati sia presso il grande pubblico, attraverso mostre dedicate a varie forme di espressione, incentrate su tendenze e artisti e temi meritevoli di approfondimento. A partire dal 1992 la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca è il principale ente sostenitore e finanziatore della Fondazione Ragghianti, presieduta da Alberto Fontana e guidata dal direttore Paolo Bolpagni.

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