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Un progetto dell’architetto lucchese Pietro Carlo Pellegrini alla Biennale Architettura di Venezia

L’intervento selezionato dalla curatrice del Padiglione Italia Guendalina Salimei mira a migliorare il decoro urbano e sociale dell’area

Il progetto firmato dall’architetto lucchese Pietro Carlo Pellegrini per l’intervento di riqualificazione dell’ex stabilimento balneare militare al Lido di Tarquinia è stato selezionato dall’architetto Guendalina Salimei, curatrice del Padiglione Italia alla 19esimaBiennale Architettura 2025, sulla base di Terrae Aquae. L’Intelligenza del Mare, call for visions and projects con l’obiettivo di “garantire un dialogo più equilibrato tra terra e mare mediante una gestione sostenibile oltre che mediante una valorizzazione ambientale e culturale delle aree costiere e portuali italiane”.

Il progetto, redatto su incarico del Comune di Tarquinia, si inserisce in un contesto ambientale di straordinario valore, in cui la storia e la natura si intrecciano profondamente, un ecosistema unico caratterizzato da specchi d’acqua salmastra e habitat preziosi per l’avifauna migratoria, conferisce al progetto un’identità legata alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio.

Un luogo dove l’equilibrio tra l’uomo e la natura è stato plasmato nel tempo, fin dalle antiche civiltà etrusche e romane, che sfruttavano le saline per l’estrazione del sale. L’integrazione con questo ambiente si manifesta non solo nel rispetto delle sue caratteristiche ecologiche, ma anche nella volontà di creare connessioni fisiche e visive tra il progetto e la riserva. La morfologia del paesaggio, con le sue dune sabbiose, le pinete costiere e la macchia mediterranea, ispira un intervento che si fonde con il territorio, evitando impatti invasivi e valorizzando le peculiarità naturalistiche del luogo.


L’orizzontalità del litorale, che permette allo sguardo di abbracciare contemporaneamente mare, saline e terra, diventa così un elemento chiave nella progettazione, enfatizzando il legame visivo tra gli spazi. Oggi sussistono molti edifici fatiscenti ed in parte crollati, sull’area di intervento, solo attraverso la loro demolizione si potrà rivitalizzare il paesaggio oggi degradato, con un progetto di un nuovo stabilimento balneare comunale per realizzare un’opera che rispetti i vincoli ambientali dell’area e soddisfi le necessità proprie di uno stabilimento balneare, accogliendo servizi pubblici essenziali come distaccamenti degli uffici comunali, presidi operativi della protezione civile, dei vigili del fuoco, della capitaneria di porto e spazi di socializzazione e svago per tutta la collettività.

L’intervento mira a migliorare significativamente il decoro urbano e sociale dell’area coinvolta.
 La realizzazione dell’opera, già appaltata ad un’impresa vincitrice in una gara pubblica, ridurrà i fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, attraverso la creazione di uno spazio di socializzazione e svago accessibile a tutta la comunità, offrendo opportunità di lavoro anche alle fasce più svantaggiate della popolazione. Si prevede di implementare i servizi sociali, culturali, educativi e didattici per favorire l’inclusione sociale, specialmente lungo il litorale.