Il personaggio
|Ad Altopascio la casa studio dell’artista lucchese Marco Cinquini
Ormai allergico alle mostre collettive il pittore autodidatta ha trovato il suo rifugio in via Mazzini dove vorrebbe far nascere un ‘cenacolo’
Non solo un luogo di lavoro ma un vero e proprio laboratorio creativo di idee. Stiamo parlando dello studio in via Mazzini, 4 a Altopascio dell’artista lucchese Marco Cinquini.

Casa e rifugio personale dal tocco vintage e con un bel variegato repertorio di opere da far conoscere. Qui al piano inferiore Cinquini, pittore autodidatta classe 1964, realizza davanti al cavalletto ed espone diverse opere. Uno spazio che in un certo modo riflette la sua personalità e il suo percorso artistico, diventando emblema della sua indole creativa. Proprio qui davanti una deliziosa tazzina di caffè in un fresco naturale rigenerante l’artista in camicia e cravatta colorate che indicano uno stile ma anche un’eleganza tutta di un pezzo che sa metterti a tuo agio, ci ha accolto rivelandoci con la sua squisita cordialità particolarità della sua vita anche lavorativa. È stato quindi naturale e rilassante ascoltare e comunicare con l’artista che ci ha portato anche poi successivamente nella sua graziosa ed accogliente veranda.

“In questa zona dove abito – dice Cinquini – mi ritengo fortunato perché nonostante alcuni disagi che purtroppo spesso ci sono come in altri paesi o frazioni della Lucchesia, qui è come vivere in un’isola felice. Mi trovo sicuramente molto bene nel mondo dell’arte dove sono conosciuto e riesco a vendere diverse opere. Però sono arrivato ad un punto che cerco di limitare il più possibile il mio impegno nelle mostre come nelle collettive nonostante i numerosi inviti a farlo che mi arrivano ancora oggi da più parti. A questo punto personalmente dopo più di 50 anni che dipingo ritengo che mi portino via del tempo e non mi diano risultati grandi tangibili nonostante anche l’impegno economico che comportano per allestirle. Per i più giovani è diverso perché cercano di farsi conoscere. Personalmente invece non mi soddisfa più farlo con artisti semisconosciuti o anche in collettive di più di venti persone. Se ricapiterà, deve capitare per questo tipo di eventi l’occasione giusta”.

Il fatto che Cinquini sia oggi conosciuto da diverse persone nonostante questa scelta, lo testimonia anche il fatto che molti artisti si sono ispirati a quello che lui fa. Ricordiamo che l’arte accompagna la vita e l’attività dell’artista da sempre: dal 2009 anche è fondatore e presidente dell’associazione culturale Poseidone Arte. “Ho diverse opere esposte in luoghi artistici della Lucchesia come a Firenze. Qui dove abito non è facile portarci gente – rivela – Non sono a Lucca o in posto di passaggio. Mi farebbe molto piacere quando capita però invitare le persone con cui entro in contatto ed apprezzano la mia arte. Mi piacerebbe creare qui un luogo piacevole legato all’arte dove accogliere le persone e parlarne anche in modo conviviale. Mi ci vorrebbe una persona che mi dia una mano in questo anche portando amici o conoscenti. Io come artista – mette in luce – voglio continuare a dedicarmi a dipingere. Però se riuscissi questa cosa vorrei svilupparla. Mi piacerebbe aprire questo ambiente e predisporlo anche alle visite su appuntamento. Far vedere anche come funziona o svilupparlo anche a livello visivo fra le persone e gli amanti dell’arte. Fanno spesso in diversi luoghi botteghe aperte, laboratori artistici. Sarebbe molto bello far vedere questo studio e proporlo anche come un salotto artistico. Se uno ha piacere ben venga”.

Ai piani superiori ci vive l’artista ma al piano inferiore dove lavora, per Cinquini sarebbe bello creare un giro di persone per far vedere il suo studio. “Sarebbe molto interessante – spiega – soprattutto creare un ambientino dove poter parlare di arte magari degustando qualcosa di buono quando il tempo lo permette anche nella mia veranda. Questa è una cosa cui avevo già pensato da tempo e che ora vorrei sviluppare. Ho voluto creare qua un ambiente che può piacere o no. Dalle diverse pentole ai rami secchi attaccati al soffitto questa non è la solita casa o il solito studio. Qui ci vivo e lavoro. Per me quando sono qua è come una pacchia. Questa è la mia vita dove amo fra l’altro anche collezionare francobolli”.

Una grande forza di Cinquini, forse uno dei suoi segreti, è quella dell’uso colori. “Utilizzo e lavoro con tutti colori ad olio e per stenderli come si può vedere posso usare anche più pennelli. Ho fatto anche tante incisioni però quelle mi attirano un pochino meno nonostante usi ed abbia un torchio per incidere o stampare. Io fin dalle scuole medie quando avevo l’indimenticabile prof.ssa Spampanato ma anche già prima dalle elementari sempre di più mi sono formato nel mondo dell’arte. Uno dei generi artistici personali che ho sviluppato di più è quello del Bosco incantato a cui sto lavorando da qualche anno e che mi sta dando molte soddisfazioni. Questo è un racconto tutto inventato su quello che è il mondo surreale”.

Pittura oltre che surrealista anche espressionista ricca di simboli o emblemi figurativi da far vedere e comprendere all’osservatore fin nel profondo insieme a messaggi intimi originatisi nel tempo da svelare, quella di Cinquini non è immune anche da contaminazioni, derivate dallo studio approfondito di grandi artisti del passato: su tutti ricordiamo quello del maestro Antonio Possenti. “Ho avuto il piacere di respirare l’aria e lavorare di piazza Anfiteatro ai tempi di Possenti e di altri validi artisti lucchesi. Sono anche metafisico come si può vedere in un’opera esposta con un omaggio a Giorgio De Chirico fatto appositamente per un’esposizione all’Esplanade di Viareggio. Questo è il mondo mio che esula dalla pittura normale, classica come dal paesaggio. Io mi metto davanti al cavalletto, quando capita anche di notte. Prima addirittura avevo fatto il mio studio al piano superiore vicino alla camera con un soppalco. Tanto io ora sono solo perché la mia compagna abita a Viareggio. Sono vedovo da tredici anni e dopo ho deciso di comprare questa casa e venire ad abitare e lavorare qua dove ora vivo con il mio gattino Chira. Qua adesso si sta benissimo e spesso come un’esplosione mi può prendere la vena creativa arrivando a realizzare quello che sento e mi viene dall’animo. Posso interrompere anche dei lavori ed iniziarne altri. Non amo lavorare su commissione – conclude Cinquini – ma essere libero a creare”.



