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La Tosca con la regia di Alfonso Signorini apre il 71esimo festival Puccini di Torre del Lago

Grandi allestimenti e interpreti di primo livello al Gran Teatro Puccini per un appuntamento che si rinnova. Sabato La Bohéme di Scola

Il 71esimo Festival Puccini di Torre del Lago-Viareggio si apre domani (18 luglio) con una nuova produzione di Tosca, opera tra le più popolari e amate del repertorio pucciniano, affidata alla regia di Alfonso Signorini.

Il Festival si apre così nel segno impresso dalla nuova direzione, dando centralità agli interpreti e alla voce, e con un nuovo racconto sul rapporto tra musica, paesaggio e memoria: Tutto comincia da qui – da Torre del Lago, dove Giacomo Puccini visse e compose le sue opere – è il tema sotteso a questa edizione, che si propone di riportare quindi il Festival nel cuore degli appassionati più esigenti.

Tutto comincia da qui significa anche restituire allo spettatore l’emozione dell’ascolto della musica di Puccini che prende nel luogo dove è nata, affidata a interpreti d’eccellenza e a visioni registiche capaci di raccontare ancora oggi la forza e l’attualità del suo teatro.

A dirigere Tosca ci sarà Giorgio Croci, sul podio dell’orchestra, del Coro e del Coro di voci bianche del Festival Puccini (diretti rispettivamente da Marco Faelli e Viviana Apicella). In scena, un cast vocale di straordinario rilievo internazionale con Aleksandra Kurzak nel ruolo del titolo, Roberto Alagna come Mario Cavaradossi e Luca Salsi come Barone Scarpia: tre interpreti imprescindibili della moderna lettura pucciniana che richiede carisma scenico, esperienza e bellezza vocale. Il cast comprende poi Luciano Leoni (Cesare Angelotti), Carlo Ottino (Il Sagrestano), Francesco Napoleoni (Spoletta), Paolo Pecchioli (Sciarrone), Omar Cepparolli (Un carceriere) e Francesca Presepi (Un pastore).

La nuova regia firmata da Alfonso Signorini insieme ai costumi – con le scene di Juan Guillermo Nova e le luci di Valerio Alfieri – punta a un racconto di forte impatto visivo e simbolico, ispirato dalla forza espressiva dei diversi luoghi di Roma evocati da Puccini ma soprattutto dalla modernità tragica della protagonista, Floria Tosca: donna, artista, vittima e ribelle. “La Tosca di Giacomo Puccini – scrive il regista – non finirà mai di catturare il nostro cuore. Intanto per potenza drammatica. La storia sviluppa e intreccia temi di assoluta modernità: passione, tensione erotica, gelosia, abuso di potere. E poi tutto si conclude con continui colpi di scena, che si susseguono di atto in atto e tengono avvinghiato lo spettatore alla poltrona. È la stessa sensazione che ebbe Puccini quando vide per la prima volta a teatro il dramma di Victorien Sardou a cui l’opera si ispira. Sarà una Tosca maniacalmente ricostruita come indicato dal compositore; firmando anche i costumi ho cercato di ricostruire uno spaccato della società di quel tempo, con una strizzata d’occhio alla contemporaneità“.

Dopo la serata inaugurale del 18 luglio, Tosca tornerà in scena l’1, il 9 e il 29 agosto, con cast diversi che vedranno nei ruoli dei protagonisti Eleonora Buratto, Carmen Giannattasio, Valentina Boi, Michael Fabiano, Jonathan Tetelman, Francesco Meli, Mikołaj Zalasiński e Ivan Inverardi.

La serata successiva segna il ritorno sul palcoscenico del Gran Teatro di uno degli allestimenti più iconici della storia recente del Festival: La bohème con la regia di Ettore Scola, ripresa per l’occasione da Marco Scola di Mambro. Una messinscena poetica e cinematografica che ricostruisce fedelmente la Parigi ottocentesca amata da Puccini, ma che lascia spazio a una lettura giovane e vibrante, grazie alla presenza di una compagnia vocale nuova e affiatata. “Ricreare l’atmosfera di una Parigi di metà Ottocento – ricorda Marco Scola di Mambro – è stato un gioco a cui Ettore Scola ha partecipato con passione e dedizione. L’amore per la Francia e la sua cultura lo spinsero a mettere cura ed impegno in questa avventura operistica. Un dramma ambientato durante uno dei periodi di maggiore fermento artistico che si affermerà definitivamente alla fine del XIX secolo con l’impressionismo, il naturalismo e molti altri movimenti culturali. Scriveva Ettore Scola: “Quando un regista di cinema si accinge a mettere in scena una grande opera lirica, parte spesso con propositi innovativi, che vorrebbero rivoluzionare  impianti e concezioni adottati in altre edizioni rappresentate in tutti i teatri del mondo. Rivisitazioni, attualizzazioni, aggiornamenti, contributi in video e in digitale, effetti stroboscopici, infinite possibilità di “modernizzare” il melodramma si affollano nella sua mente inquieta […] Poi, per fortuna, tutto rientra: umiltà e buonsenso gli ricordano che la modernità è già in tutte quelle opere, nella musica, nei sentimenti, nell’anima che le hanno rese eterne“.

Dirige Pier Giorgio Morandi, con Vittorio Grigolo nel ruolo di Rodolfo e Nino Machaidze in quello di Mimì (entrambi anche il 26 luglio). Completano il cast Sara Blanch (Musetta), Vittorio Prato (Marcello), Italo Proferisce (Schaunard), Antonio Di Matteo (Colline). Le scene sono di Luciano Ricceri, i costumi di Cristiana Da Rold, le luci ancora una volta di Valerio Alfieri. Nelle recite successive ci saranno Carlo Raffaelli e Maria Novella Malfatti (Rodolfo e Mimì il 7 agosto), quindi come Musetta Ilina Mihaylova (26 luglio) e Claudia Belluomini (7 agosto).

Per tutte le restanti informazioni www.puccinifestival.it .