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“Valorizzare le professionalità per rilanciare la Fondazione”: stato di agitazione al Festival Puccini

Indetto dalle organizzazioni sindacali Cgil Slc e Usb Livorno

Al termine dell’assemblea del 17 luglio, convocata dalle organizzazioni sindacali Cgil Slc e Usb Livorno, è stato indetto lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali assunti alle dipendenze della Fondazione Festival Puccini.

“I lavoratori e le lavoratrici – spiegano i sindacati -, fra i quali è cresciuto negli anni un malcontento diffuso, hanno votato in modo deciso e compatto l’apertura dello stato di agitazione, a fronte di una serie di motivazioni inerenti a criticità strutturali e sistematiche. Le richieste dei lavoratori e delle lavoratrici, reiterate nel corso degli ultimi anni, non sono state precedentemente prese in considerazione e quest’anno, con la nuova presidenza del Festival, l’aspettativa generale era quella di un cambio di rotta.

Di fatto, nonostante la disponibilità e l’apertura, ai lavoratori sono state fatte promesse dilazionate nel tempo e per le quali non sono ancora stati formalizzati impegni concreti. A queste problematiche si è aggiunta un’insoddisfazione crescente rispetto alla gestione generale, responsabile anche della perdita di posti di lavoro e di tutta una serie di ritardi che gravano ulteriormente sulle condizioni di lavoro. I lavoratori e le lavoratrici, in questa fase della mobilitazione, chiedono con forza garanzie e accordi concreti, efficaci e tempestivi, in merito a una serie di questioni di natura contrattuale ed economica, logistico organizzativa e nell’ambito della sicurezza, che non è più possibile rimandare”.

Le rivendicazioni, più volte esplicitate durante i tavoli di trattativa, sono la “Conferma del premio produzione 2025 anche per gli stagionali mediante la firma di un accordo, un nuovo accordo integrativo pluriennale che intervenga sui salari fermi dal 2020 e sulla perdita del potere di acquisto a fronte dell’inflazione crescente, attraverso la rivalutazione economica del Premio e della paga giornaliera e il riconoscimento di emolumenti economici utili a coprire i costi delle trasferte alle quali sono sottoposti una buona parte dei lavoratori.

In più, si chiedono garanzie sulla salvaguardia dei posti di lavoro e delle professionalità costruitesi nel tempo e delle condizioni contrattuali che devono regolarli (no ad esternalizzazioni, sì ad assunzioni dirette da parte della Fondazione) e un accordo per la risoluzione delle problematiche di ordine organizzativo e logistico che impattano sui carichi di lavoro aggravati dalle alte temperature con le quali si opera riducendo l’elevata componente di rischio alla quale gli operatori si trovano esposti.

Chiediamo alla Fondazione un intervento deciso sulle problematiche che si sono stratificate durante l’impasse degli ultimi anni, a garanzia dei diritti e a tutela dei lavoratori. Auspichiamo quindi che la disponibilità e l’apertura dichiarate in sede di incontro si concretizzino quanto più velocemente possibile, i lavoratori e le lavoratrici riuniti in assemblea chiedono una risposta in tempi brevi rispetto alle rivendicazioni esposte, in modo tale da garantire il regolare svolgimento delle prossime prime e dei successivi spettacoli in programma per la stagione.

Non crediamo che sia possibile, né tantomeno giusto, pensare di rilanciare la Fondazione e potenziare ulteriori interventi collaterali al festival, né puntare sulla qualità artistica come priorità, senza valorizzare il ruolo e la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali, che costituiscono la stragrande maggioranza della forza lavoro coinvolta”.