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Avvocato con la passione per la pittura, un viaggio nell’arte nella casa studio di Alessandro Ballerini

Dall’amicizia con Possenti al dramma della morte dell’amico Francesco Biancalana. Da lunedì è in mostra alla Confraternita dei Legnaioli

Un avvocato lucchese con una passione per la pittura sempre più grande.

Abbiamo incontrato nella sua casa studio di piazza San Salvatore l’artista Alessandro Ballerini. Classe 1949, autodidatta, Ballerini ci apre le porte sul suo percorso artistico che ha intrapreso e coltivato soprattutto in modo più costante nell’ultimo ventennio.

Alessandro Ballerini, casa studio

Nelle sue stanze tutto parla di lui e della sua arte che con emozione ci spiega non solo quadro per quadro, ma passo per passo rendendoci presente con particolari importanti della sua vita. È stato significativo ricordare nel suo percorso artistico episodi della sua vita e soprattutto l’amicizia con il grande maestro lucchese Antonio Possenti scomparso da quasi dieci anni. Ballerini che è anche uno scrittore ci ha parlato della sua prossima collettiva d’arte e artigianato con Marcello Biancalana che aprirà le sue porte lunedì (18 agosto) con l’inaugurazione alle 18 nella chiesa di San Benedetto in Gottella, sede della Confraternita dei Legnaioli in piazza Bernardini 18.

La mostra d’arte dal titolo Fiat Lux. Una insolita unione: lampade con quadri rimarrà visitabile tutti i giorni dalle 10,30 alle 19,30 fino al 24 agosto. “La prima mostra – racconta Alessandro Ballerini – me l’ha organizzata il Comune di Lucca quando è venuto in città nel 2009 Ricardo Martinelli presidente di Panama. Io son sempre un po’ stato nel mio di carattere e principalmente ho fatto l’avvocato. Ma quando vengo chiamato ci vado volentieri ad esporre come per la bella prossima occasione con l’amico Marcello che ha trovato la location della chiesa dei Legnaioli. Ho fatto delle scelte delle opere che esporrò in quella location”.

Alessandro Ballerini, casa studio

L’avvocato Ballerini ha un bel repertorio di opere che ci ha fatto ammirare e presentato tutte nella nostra visita alla sua casa studio. Partiamo da un’opera che sta a lui molto a cuore e che è stata importante poi nel proseguo continuo dell’esercitare la sua arte. “Ricordo – dice nel dettaglio – un quadro a cui sono molto legato che ho fatto con Francesco Biancalana, figlio di Marcello con il quale farò la mostra alla chiesa dei Legnaioli questo mese. Francesco purtroppo è scomparso in un incidente stradale nel 2006. Prima di dedicarmi in modo più costante alla pittura ho fatto qualche quadrettino perché il mio babbo aveva lo studio vicino al restauratore Grida. Era un pittore e con le sue poche tinte rimaste avevo dato vita alle mie opere”.

Alessandro Ballerini, casa studio

“Per il mio percorso artistico e non solo, è stata fondamentale l’amicizia con Francesco Biancalana. A me piaceva correre ma non l’ho mai fatto anche a causa del mio carattere. Io ero molto amico del Righi, arrivato secondo diverse volte nell’europeo sullo sterrato. Io e lui diverse volte andavamo in un percorso vicino a Volterra dove mi divertivo sullo sterrato. Ormai una trentina di anni fa mi fu regalata una Suzuki con la quale andavo a Sillano quando provavano la gara in salita. Mi divertivo – rivela – un sacco. Un anno venne Giuseppe, il figlio maggiore di Marcello, con il suo fratellino Francesco di 5 o 6 anni che feci salire sul mio motore. Dopo quell’indimenticabile esperienza nonostante la differenza d’età io e Francesco diventammo molto amici. Facemmo un quadro io che ho sempre in casa e l’altro fatto da Francesco lo hanno sempre in casa i suoi genitori. Poi Francesco si diplomò in grafica pubblicitaria e qualche volta con i colori vecchi del mio babbo si fece anche qualche altro quadro insieme. Nell’estate 2006 quando l’Italia vinse i mondiali e dopo aver festeggiato quel successo insieme, una sera Francesco mi disse che sarebbe andato a festeggiare il compleanno di un amico alla Capannina a Forte dei Marmi. Ero stato invitato anch’io ma decisi di non andare avendo più del doppio dell’età degli invitati. A quel tempo abitavo ancora in Borgo Giannotti. Francesco venne a trovarmi e prima di salutarmi appena uscito dalla porta mi disse: “Per me dovrai dipingere tanto ma tanto”. E quella stessa notte dopo questa ultima frase dal sentore profetico, Francesco morì in un incidente stradale”.

L’avvocato Ballerini poi entra più nello specifico nel parlarci dei suoi quadri e delle tematiche varie affrontate. E ci fa anche alcune rivelazioni importanti. “Ho con me l’ultimo quadro che Antonio Possenti non ha finito perché poi è morto. Me l’ha regalato sua figlia. Ho anche dei quadri dell’artista Walter Lazzaro. Ricordo anche che l’oncologo Umberto Veronesi aveva messo su una piccola casa editrice in piazza San Giovanni facendo un libro su tutti i pittori della Toscana. In copertina ci aveva messo un quadro mio che gli avevo donato. Volendo rifare un quadro uguale, presi una tela di Walter Lazzaro che aveva le stesse dimensioni. Ma invece poi ora lo sto facendo ma in modalità diversa. Nello sfondo ci ho visto dei volti. Quindi ora lo raffiguro in un altro modo sulla tela. Un po’ come successo per la rappresentazione di una scampagnata per raccogliere i lamponi con il mio indimenticabile amico Francesco nel bellissimo Boscolungo all’Abetone. Ho poi – mette in luce – una maglietta sui modi di dire e proverbi che sono riuscito a riprodurre ciascuno in maniera realistica, divertente e figurativa identica con le figure sulla tela bianca. Ma non mi scordo anche altre rappresentazioni realistiche e simili su queste tematiche”.

In seguito Alessandro Ballerini ci fa ammirare anche dei quadri ubicati in altre stanze della sua casa studio. “Ricordo anche un’altra opera che ho fatto su ispirazione delle tematiche di Mario Tobino che ho conosciuto grazie all’amicizia con l’avvocato Mancini, legale della Cassa di Risparmio che ho incontrato durante il mio lavoro. L’avvocato Mancini andava a prendere Tobino tutte le sere al manicomio ed andavano fuori a cena insieme. E anche l’amicizia familiare con il commercialista di Tobino è stata importante. Ho così voluto fare un quadro con tutti i personaggi lucchesi caratteristici e/o matti lucchesi più famosi. Da Pierucci, alla Frusa, al Toscanino, a Troncausci, a Delfo che ricordo anche per episodi personali particolari. Un altro episodio che ho riprodotto sulla tela – aggiunge – è quello della barzelletta di un direttore di manicomio che aveva perso su un albero due pappagallini. Un matto dopo essersi proposto di salire sulla pianta, ne aveva preso solo uno rispondendo al direttore che aveva fatto così perché “l’altro era verde ed era ancora acerbo”.

“In questo mondo particolare che ho voluto mettere in mostra, c’è anche un altro matto che correva ripetutamente in bicicletta quando ero bambino e che la gente dopo averlo innaffiato con i secchi incitava a battere il suo record. Ho poi anche rappresentato l’autore dell’elogio della follia su un mulo in giro in Europa. O la scellerata chiusura dei manicomi che ho rappresentato come la chiusura delle case chiuse – prosegue – Senza dimenticare altri quadri come la rappresentazione delle giostre sotto le Mura di quando ero ragazzo. 1961-2024 per ricordare tutto il tempo passato che si è portato via tutto questo già finito però molto prima. O quando il vetturino Quartuccio portava mio nonno e suoi amici in giro per la città per la carnevalata o ancora voglio ricordare anche il Mercato dei contadini di un tempo in piazza San Michele”.

Abbiamo potuto ammirare poi in un’altra stanza raffigurazioni pittoriche personali ispirate alle poesie Il temporale e L’aquilone di Giovanni Pascoli. “E ho dato rappresentazione – rivela Alessandro Ballerini – anche ai luoghi abbandonati o a particolarità della Lucchesia come Torre Rogio insieme ai misteri della vita. Ho seguito spesso il motto del maestro Possenti Il quadro si fa da sé. Mi ha incuriosito anche raffigurare la Tana di Topo Topo, l’Oktoberfest o La fiera degli uccelli al Mercato del Carmine dove sono ora protagonisti gli animali che vendono al contrario di quanto succede anche cruentemente nella realtà gli umani. Voglio ricordare ora che sono cambiati i tempi come si può vedere nell’ingresso anche la rappresentazione di tre carte musicali. Una con i Rolling Stones a Lucca in tempi recenti, una con Giacomo Puccini negli anni di mio nonno come era ai tempi di quando il mio bisnonno era sindaco ed una come mi immaginavo il grande musicista come mio omaggio”.

In un’altra opera si può vedere invece anche la mano del maestro Possenti. “Antonio che per me era come il fratello maggiore che non ho avuto ha rappresentato una figura fantasiosa a completamento. E oggi che lui non c’è più continuo comunque a fare le cene a casa mia come ho rappresentato in un’opera”.

L’avvocato Ballerini poi ci ricorda che ha anche fatto un librettino autobiografico, da incosciente, come ha scritto. “Nel 2016 – ricorda – ho pubblicato il mio volume autobiografico Un pulcino nella stoppa (editore Clemente, collana D.C.) che ho presentato alla ex libreria Ubik. Il maestro Possenti che me lo ha presentato ha realizzato anche il disegno della copertina. E poi il Consiglio dell’ordine degli avvocati mi ha dato la medaglia alla carriera con una bella festa in Versilia al Principe di Piemonte. Qui c’è non solo la mia storia ma quella di Lucca con i luoghi che da ragazzo ho frequentato in città e che ora sono cambiati del tutto o abbandonati. Un altro libro che ho scritto è Uruborosche mi ha presentato Alessandro Romanini tramite il Rotary a Palazzo Bernardini alla presenza dei figli di Possenti. Ricordo con piacere – conclude – che poi nel 2019 fui invitato come ospite speciale a Berlino per la Notte delle stelle”.