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Alla chiesa dei santi Lorenzo e Stefano di Cascio successo per il duo Caproni-Evans

Il sodalizio è tornato a conquistare il cuore degli spettatori del Serchio delle Muse con un nuovo concerto per voce e pianoforte

Una celestiale serata estiva, che ha saputo coniugare bene il fascino di brani senza tempo della tradizione italiana a capolavori insuperabili della letteratura pianistica internazionale.

Il sodalizio tra il baritono Bruno Caproni e il pianista Julian Evans è tornato ieri sera (22 agosto) a conquistare il cuore degli spettatori del Serchio delle Muse con un nuovo, strepitoso, concerto per voce e pianoforte che si è concluso tra gli applausi e i bis con una doppia standing ovation finale.

La chiesa dei Santi Lorenzo e Stefano di Cascio non è riuscita a contenere tutto l’entusiasmo della nutrita platea. In apertura, Fra Benedetto Mathieu, parroco di Molazzana, ha ricordato la figura del compianto maestro Luigi Roni, basso di fama mondiale, sottolineando l’alto valore della rassegna da lui ideata e oggi portata avanti con successo da chi ne ha raccolto il testimone: “Questo festival – ha esordito Fra Benedetto – ha il merito di riunire tante persone e di far capire a tutti il valore profondo dell’ascolto. La grande musica ci fa tornare a casa più fiduciosi nella società nella quale viviamo e che, purtroppo, sta attraversando un momento bruttissimo”.



Il sindaco di Molazzana Andrea Talani, nell’accogliere questo secondo appuntamento lirico sul proprio Comune (il primo è stato al Rifugio Rossi in Pania), ha quindi rimarcato come il festival rappresenti anche un veicolo di promozione delle eccellenze storico-paesaggistiche locali. “Il Serchio delle Muse – ha dichiarato il primo cittadino –, oltre a far esibire artisti di assoluto livello nei nostri borghi, porta anche il pubblico a scoprire le bellezze del nostro territorio. Permettetemi di ringraziare Fra Benedetto perché la sua preziosa presenza a Molazzana ci ha permesso di incrementare significativamente il livello dell’offerta artistica come dimostrano serate come questa”.

“Il nostro sforzo – ha concluso Fosco Bertoli, presidente dell’associazione musicale Il Serchio delle Muse – è quello di promuovere la musica a tutto tondo nelle piazze, nelle chiese e nei teatri. Ci auguriamo di poter continuare a farlo, mantenendo sempre alto il livello artistico della kermesse. Ci tengo a ringraziare uno ad uno i componenti del mio staff perché, senza il loro fondamentale contributo, tutto questo non sarebbe possibile”.

La serata si è aperta con Il Prologo da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, manifesto dell’opera verista, personaggio allegorico che introduce la scena facendo osservare all’ascoltatore che ciò che andrà a sentire sarà proprio quello che è realmente accaduto.

La scaletta, spiegata dall’avvocato Michele Salotti, ha quindi previsto l’interpretazione di intramontabili romanze del tardo Ottocento – primo Novecento diventate oggi grandi classici per le voci operistiche. Caproni ha scelto brani strettamente legati alla sua infanzia – da Luigi Denza a Francesco Paolo Tosti fino a E.A. Mario e Cesare Andrea Bixio – quando il baritono irlandese, in casa, assimilava le voci dei grandi interpreti italiani del passato.

 Il maestro Julian Evans si è lasciato invece andare a sublimi intervalli strumentali al pianoforte.

Prima La benedizione di Dio nella solitudine di Franz Liszt (che ha sostituito, nel programma, Il sogno d’amore) ha suggestionato l’ambiente di atmosfere spirituali e religiose; poi La ballata in Sol minore di Fryderyk Chopin ha rivelato l’animo tormentato del compositore romantico in uno struggente assolo; infine due Preludi del pianista russo Sergej Vasil’evic Rachmaninov hanno messo in mostra le doti virtuosistiche del Maestro Evans.

I bis hanno riguardato ancora Chopin, da una parte, e Bixio, dall’altra, con Caproni che ha magistralmente intonato la celeberrima Parlami d’amore, Mariù sulle note di Evans. Alla fine, per Fra Benedetto e per i due artisti, c’è stato un omaggio del Serchio delle Muse.

Si ricorda che il festival è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, dalle aziende e dai media partners e dalle Istituzioni: i 14 Comuni della Valle coinvolti, l’Unione dei Comuni della Garfagnana, l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, l’Unione dei Comuni del Frignano, il Comune di Pievepelago, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Modena, e la Regione Toscana e la Provincia di Lucca.