L'evento
|A Fosciandora una serata di emozione con ‘Il Serchio delle Muse’
Applausi per il concerto lirico tra le mura della chiesa di San Michele Arcangelo a Migliano con un programma intenso
Un concerto di arie liriche che ha avvolto il pubblico in un’atmosfera di pura emozione e bellezza.
Ieri sera (24 agosto), tra le mura della chiesa di San Michele Arcangelo a Migliano, gli splendidi artisti del Serchio delle Muse hanno dato vita melodie immortali. La serata è cominciata con i saluti istituzionali del sindaco di Fosciandora, Moreno Lunardi, che ha ringraziato il festival lirico per lo splendido lavoro di diffusione culturale, iniziato con il ,aestro Luigi Roni oltre 20 anni fa e proseguito brillantemente da Fosco Bertoli, presidente dell’associazione musicale Il Serchio delle Muse, che ha continuato a far vivere lo spirito della manifestazione, portando musica e bellezza in tutti i borghi della nostra valle.
Anche il presidente Bertoli ha preso parte ai discorsi introduttivi: “Sono felice quando vengo qua perché ho dei ricordi bellissimi legati a questo luogo – ha raccontato –. Essere in questa chiesa meravigliosa ad ascoltare musica altrettanto bella e suggestiva, è un connubio perfetto”. Infine ha preso la parola Katja Lytting, mezzosoprano svedese, i cui allievi si sono esibiti accompagnati dal talentuoso pianista Massimo Salotti.
Il primo studente a cimentarsi con lo spartito è stato Giovanni Baraldi, basso, con Visione veneziana di Renato Brogi, una melodia romantica e malinconica, il cui testo trasporta in un paesaggio veneziano intriso di fiori in cui una gondola scivola sull’acqua, in un movimento lento, come l’ondeggiare di una culla.
La seconda esecuzione è stata del mezzosoprano Zhao Meng in O del mio amato ben del compositore Stefano Donaudy, accompagnata dal pianoforte con arpeggi leggeri creando un’atmosfera intima che racconta, tra note e parole, il dolore per la perdita di un amore Ma cerco invan, chiamo invan! E il pianger m’è sì caro, che di pianto sol nutro il cor”recita tristemente.
Il terzo cantante ad esibirsi è stato il tenore Paolo Delai con il brano Sogno di Francesco Pietro Tosti, una melodia che permette la sintesi perfetta tra pianoforte e voce con un risultato armonioso ed elegante.
Sono seguiti due brani di Vincenzo Bellini, uno dei massimi esponenti del belcanto, già eseguito ed apprezzato durante i precedenti appuntamenti del festival. Giovanni Baraldi ne ha eseguito l’aria Vi ravviso o luoghi ameni tratto da La Sonnambula, opera del 1831 in cui si narra la vicenda di Amina, una giovane donna ingenua e dolce, accusata ingiustamente di infedeltà a causa di un equivoco legato al suo sonno notturno. Zhao Meng ha invece cantato Se Romeo t’uccise un figlio dall’opera I Capuleti e i Montecchi, il celebre racconto della disputa familiare più famosa al mondo creata da William Shakespeare.
Paolo Delai ha interpretato un’aria di Francesco Cilea, celebre compositore italiano, È la solita storia del pastore da L’Arlesiana, melodramma in tre atti che parla dell’amore di Federico per una donna di Arles che non appare mai in scena, il cui amore si rivela fonte di dolore. Prima dell’esibizione, Katja Lytting ha voluto ricordare che Luigi Roni fosse molto legato al brano, che eseguì alla Scala di Milano.
Successivamente Massimo Salotti ha eseguito da solo l’Intermezzo di Fedora, l’opera più famosa di Umberto Giordano, che ha come protagonista la contessa Fedora Romazoff.
È poi giunto il momento di uno dei compositori più famosi della storia della musica: Wolfang Amadeus Mozart di cui Zhao Meng ha cantato Voi che sapete da Le nozze di Figaro, opera buffa in quattro atti basata su un libretto di Lorenzo Da Ponte, una storia che si svolge tra intrighi comici, gelosie ed equivoci.
Il penultimo pezzo, a cui Giovanni Baraldi ha prestato la voce, è stato La calunnia è un venticello tratto dalla celeberrima opera di Gioacchino Rossini Il barbiere di Siviglia; il programma si è concluso con l’immancabile Ernesto De Curtis di cui i cantanti hanno eseguito Non ti scordar di me.
I tre cantanti, accolti dal favore del numeroso pubblico, hanno eseguito tre bis, uno a testa: Zhao Meng con Musica proibita aria del 1881 di Stanislao Gastaldon, il tenore Paolo Delai ha cantato O sole mio di fronte ad un pubblico incantato, ed infine Giovanni Beraldi ha eseguito Occhi di fata di Francesco Paolo Tosti.
La serata si è conclusa con l’usuale consegna dei doni ai musicisti e con un rinfresco organizzato nella vicina piazza intitolata proprio al maestro Roni, tra calorosi applausi ed emozioni condivise, confermando ancora una volta il valore culturale e umano del Serchio delle Muse e dei suoi interpreti.
La musica ha saputo trasformare una fresca serata d’agosto in un momento di arte e armonia lasciando al pubblico il ricordo di un’intensa esperienza in grado di rendere omaggio alla grande eredità musicale del nostro paese.
Il festival è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, dalla Fondazione Banca del Monte di Lucca e dalla Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, dalle aziende e dai media partners e dalle istituzioni: i 14 Comuni della Valle coinvolti, l’Unione dei Comuni della Garfagnana, l’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio, l’Unione dei Comuni del Frignano, il Comune di Pievepelago, la Regione Emilia-Romagna, la Provincia di Modena, e la Regione Toscana e la Provincia di Lucca. Foto di Elisa Togneri


