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Mentre la vendemmia procede bene, l’iniziativa si trova in piazza San Michele è aperta dal 30 agosto al 28 settembre

Il loggiato di Palazzo Pretorio in piazza San Michele si trasforma nel salotto del vino lucchese, con l’iniziativa Lucca Wine Tasting della Fisar, un’occasione per degustare i più famosi prodotti del territorio.
L’iniziativa, che si è svolta per molti anni durante il Settembre Lucchese come “Mostra dell’agricoltura del territorio lucchese” (organizzata dalla Camera di Commercio), oggi è firmata  Fisar Lucca e Garfagnana che non ha voluto perdere un’occasione importante per presentare i vini lucchesi.

Sono proprio loro quindi i protagonisti di questo nuovo evento che si tiene in piazza San Michele dal 30 agosto al 28 settembre, tutti i giorni dalle 12,30 alle 20,30.

lucca wine tasting 2025

“Ci sono quasi un centinaio di etichette, di quasi tutti i produttori luchesi, Montecarlo e Versilia – spiega il delegato Fisar Lucca e Garfagnana, Piero Giampaoli -. C’è un forte interessamento dei vini locali da parte dei turisti: qui il 90% delle persone che vengono sono stranieri. Da qui passano turisti svedesi, norvegesi, polacchi, dal Sudafrica e molti altri. Certamente sono alla ricerca di prodotti con uvaggio toscano e di Lucca, Sangiovese principalmente, anche il Merlot, ma il Sangiovese è più richiesto”.

Attraverso l’acquisto di una tesserina si hanno a disposizione 3 degustazioni, indipendentemente dal prezzo del vino e dalla tipologia, rosso, bianco, rosé o spumante. In questi giorni a Lucca è iniziata anche la vendemmia.

“Dicono che a Lucca sta andando bene – spiega Giampaoli -. Alcuni vitigni hanno iniziato la raccolta e altri hanno addirittura già finito. Qua le persone troveranno molti tipi di vitigni, la base dei rossi è il Sangiovese, ma si trova anche Merlot, il Cabernet, il Syra e altri uvaggi, nel bianco troviamo il Trebbiano, lo Chardonnay e altri”.

Ultimamente parlando di vini si sente anche la parola dazi, quanto incideranno i dazi Usa sulla produzione del vino nel nostro territorio a suo avviso?

“Francamente, con esattezza non glielo so dire, perché non ho ancora avuto contatti con i produttori – precisa -. Però è chiaro che la nostra produzione non ha milioni e milioni di bottiglie da spedire all’estero, ci sono alcune aziende più grandi che senz’altro esportano, probabilmente qualche problema ci può essere. Però il nostro vino all’estero, io ho girato un po’ il mondo, America, Canada, ho visto quanto costano le bottiglie italiane e non si trovano a meno di 70 – 80 dollari in Canada o in America, quindi non credo che un aumento del 15% incida più di tanto”.

La Fisar ha compiuto oltre 50 anni e la delegazione di Lucca e Garfagnana è attiva dal 2000, in Italia sono oltre 80 le delegazioni. Il primo di ottobre ci sarà un corso di terzo livello e il 7 ottobre ne partirà uno di secondo livello. In progetto c’è anche l’organizzazione di un corso di primo livello.