La memoria
|Una mostra a Lucca per la prima giornata dell’Internato Militare
Taglio del nastro in Sala Armeria di Palazzo Ducale martedì 16 settembre per ricordare i militari finiti nei campi nazisti dopo l’8 settembre
“Non muoio neanche se mi ammazzano” è una frase tratta dal diario che il giornalista e scrittore Giovanni Guareschi scrisse come Internato Militare Italiano in un campo di concentramento tedesco in Germania tra il 1943 e il 1945. Con questo titolo anche Lucca e la sua provincia intendono celebrare la prima giornata dell’Internato Militare diventata legge nel gennaio del 2025. Il 20 settembre verrà ricordata la tragedia che vide coinvolti 650mila soldati italiani durante la Seconda guerra mondiale.
L’evento, curato da Andrea Giannasi e Simonetta Simonetti, è dedicato agli Imi e prevede una mostra con l’esposizione di 20 pannelli con la storia del Regio Esercito italiano tra l’8 settembre 1943 e il maggio del 1945. L’evento promosso dall’Associazione Toscana Volontari della Libertà e dal Centro studi di storia contemporanea Carlo Gabrielli Rosi, rientra tra le manifestazioni della Giornata degli internati militari nei campi di concentramento tedeschi (Legge 13 gennaio 2025 numero 6 – Gazzetta Ufficiale 25 del 31 gennaio 2025) coordinata da Aned (Associazione nazionale ex Deportati), Anei (Associazione Nazionale ex Internati) e Anrp (Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento, dalla guerra di Liberazione e loro familiari) e vede il patrocinio della Provincia di Lucca e di Tralerighe libri editore.
Martedì 16 settembre alle 17 si terrà in Sala Armeria di Palazzo Ducale a Lucca l’inaugurazione della mostra alla presenza delle autorità civili e militari. Creata su 20 pannelli esplicativi tratti dal libro La scelta. 8 Settembre 1943. Storie di uomini che dissero no di Pasquale Alessandro Campo (Tralerighe libri editore), l’esposizione – aperta alle scuole – ricostruisce la vicenda dei 650.000 prigionieri attraverso centinaia di lettere inedite che gli internati militari scrissero a casa. La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e poi dalle 16 alle 18,30.
La notizia dell’armistizio letto alla radio dal capo del governogenerale Pietro Badoglio dette l’impressione agli italiani che la guerra fosse finita. In realtà la fuga del re e del governo a Brindisi lasciò migliaia di soldati senza ordini e senza disposizioni, facendo cadere ben presto centinaia di reparti vittime della rappresaglia tedesca e della successiva cattura e deportazione coatta in Germania.
Fin dai primi tragici momenti i giovani militari tentarono di tornare a casa e poi di inviare notizie alle famiglie. Oggi quelle lettere sono testimonianza di una tragedia enorme e di proporzioni devastanti. Tra queste verranno messe in primo piano i piccoli foglietti lasciati cadere dai treni o dettati febbrilmente a buone persone affinché a casa sapessero e conoscessero la sorte dei figli.
Sabato 20 settembre alle 16 si aprirà, in sala convegni della Sala Armeria di Palazzo Ducale, il convegno dedicato all’argomento. Relatori Andrea Giannasi, storico militare, docente, che esporrà la vicenda degli Imi lucchesi attraverso i documenti dell’Archivio Centrale dello Stato. Per la prima volta decine di famiglie lucchesi avranno la possibilità di sapere dove e come i nonni o i padri finirono in Germania; Simonetta Simonetti, studiosa e ricercatrice, autrice del saggio Tutti a casa racconterà alcune vicende personali di internati lucchesi; Alessandro Pasquale Campo, ricercatore, autore del saggio La scelta. 8 settembre 1943 ricostruirà la vicenda degli Imi attraverso centinaia di lettere.


