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Documenti, dossier e memoria: oltre ottocento persone alla mostra sugli internati militari italiani

L’iniziativa ha riportato alla luce l’elenco degli internati lucchesi nei campi tedeschi redatto dalla Croce Rossa nel 1945

Oltre ottocento persone hanno visitato la mostra dedicata agli internati militari italiani allestita nella Sala Armeria di Palazzo Ducale a Lucca. Un successo di pubblico che ha premiato l’iniziativa realizzata grazie alla collaborazione tra l’Associazione toscana volontari della libertà, il Centro studi di storia contemporanea ‘Carlo Gabrielli Rosi’ e Tralerighe libri editore, con il patrocinio della Provincia di Lucca e l’organizzazione a cura di Andrea Giannasi e Simonetta Simonetti.

mostra internati militari italiani

A farsi coinvolgere non sono stati solo cittadini e studenti, ma anche numerosi insegnanti e amministratori, che hanno potuto riflettere sulla follia e sulla brutalità della guerra e sulle sofferenze patite da migliaia di giovani. Grande partecipazione anche al convegno del 20 settembre, quando la sala si è riempita di persone, tra cui molti familiari alla ricerca di notizie. Al Centro studi Carlo Gabrielli Rosi sono stati aperti numerosi dossier, già oggetto di studio e ricerca. Particolare interesse ha suscitato l’elenco degli internati lucchesi redatto dalla Croce Rossa nel 1945, che ha permesso ad alcuni visitatori di ritrovare il nome di un genitore o di un nonno.

Il titolo della mostra, Non muoio neanche se mi ammazzano, riprende una frase dal diario che il giornalista e scrittore Giovanni Guareschi scrisse come internato militare italiano in un campo di concentramento tedesco tra il 1943 e il 1945. Un omaggio che ha voluto ricordare anche il lavoro di Nazareno Giusti, che a Guareschi dedicò due libri e una mostra.

mostra internati militari italiani

L’appuntamento lucchese ha rappresentato un momento importante anche per celebrare la Giornata degli internati militari nei campi di concentramento tedeschi, istituita con la legge del 13 gennaio 2025 n. 6 (Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio 2025) e coordinata da Aned, Anei e Anrp.

E la mostra non si fermerà qui: già numerosi enti e amministrazioni hanno chiesto di poterla ospitare nei propri comuni. Per chi desidera ricevere informazioni o segnalare richieste è possibile scrivere a: centrostudilucca@gmail.com.